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Il Fermo Forum gremito di gente per la "Convention d'Autunno"

Una "Convention d'autunno" all'insegna del primo freddo di stagione quella di ieri sera al Fermo Forum. Un freddo che non ha comunque tenuto a casa la platea tanto che la capiente sala del centro fieristico del fermano non è riuscita a contenere l'afflusso di gente rimasta in piedi. Argomenti interessanti e ugualmente interessanti i relatori.

Il Fermo Forum gremito di gente per la

Moltissimi volti noti del fermano ad ascoltare i punti di vista dell'imprenditore Enrico Bracalente, del Vescovo di Ascoli Mons. D'Ercole, del dott. Boso e del prof. Dipak. Tutti egregiamente presentati dal gionalista Gasbarro che ha dato il via al Convegno dopo il saluto del Presidente dell'Associazione "La Nuova Frontiera", Saturnino Di Ruscio, organizzatore dell'evento. 
Ad aprire la serata un video sull'azienda Bag Spa di Bracalente, titolare del famoso marchio "Nero Giardini". Azienda affermata del territorio e che, nonostante la globalizzazione e la difficilissima politica dei prezzi comparativi, è riuscita a restare sul mercato e addirittura a crescere. Enrico Bracalente, si sofferma su come sia importante fare autocritica e avere autostima affinché queste si ripercuotano in modo favorevole sull'azienda e sul benessere di chi in essa e per essa lavora. -"Si deve investire sui dipendenti"- sostiene l'imprenditore. Concetto ripreso più volte dal prof. Dipak, economista di fama internazionale, che sottolinea come l'economia sia indietro rispetto ad altri settori (es. la tecnologia). Essa è ferma al Pil quando già nel mondo si sta parlando dell' ISU (Indice di Sviluppo Umano) come concetto che ruota proprio intorno al capitale umano. Il professore insiste sulla bellezza, sulla qualità non solo del prodotto ma della vita lavorativa in genere perché se il luogo del lavoro è gradevole, la qualità del prodotto non potrà che miglioarare. Soddisfare i portatori di interesse dell'azienda è quindi un altro modo per affrontare la crisi e vincere la globalizzazione. Investire sulla bellezza è sempre redditizio. Dipak dichiara che non importa la quantità ma la qualità: minimalismo volumetrico e qualità dell'essenziale. Tutto ciò darà un ritorno. -"La certezza non esiste e a parità di incertezza si è sempre ad un bivio: scegliere il bello o rassegnarsi al brutto?"- così si rivolge all'attenta assemblea l'economista e la incanta e la diverte con aneddoti di vita concreta. Da nepalese fa l'esempio del "capo carovana" e di come esso sia attento prima alle fasce più deboli (asini o cavalli e conducenti) e poi ai passeggeri. Esempio per gli imprenditori ma poi Dipak si lascia andare a considerazioni anche sui nostri politici e sul nostro sistema poltico che è esattamente opposto al comportamento del "capo carovana". Lo "scettico buddista" come si è dichiarato il Prof Dipak, è stato preceduto nel discorso dal "credente cristiano" Mons. D'Ercole, già Vescovo di L'Aquila e oggi amato Vescovo di Ascoli Piceno. La testimonianza del terremoto di L'Aquila è stata avvicinata all'esperienza del terremoto economico che stiamo vivendo. E Mons. D'Ercole non ha potuto non evidenziare come da una situazione negativa possano nascere cose positive. L'Aquila è rinata grazie ai piccoli miracoli compiuti dal volontariato. Una forza nascosta che riesce a fare molto più dei potenti. Il Vescovo incentra quindi il discorso sulla solidarietà e su come questa possa essere fondamentale nell'affrontare la crisi. -"La cultura del dono è ancora una risorsa inestimabile"-dice- "e la solidarietà non è altro che fare ciascuno il suo piccolo sforzo". E' questo che consente di cambiare il mondo: un piccolo gesto compiuto da ciascuno. Ci sono molte risorse da sfruttare a partire dall'etica e dal senso civico per dare maggior valore a ogni cosa che si fa! Nella logica del "tutto e subito" si è perso il valore del piccolo gesto pensando che esso sia inutile e quindi non lo si compie. Ma l'immobilismo è frutto della paura ed è il nostro più grande nemico!
La crisi quindi è una occasione che potrà far riscoprire l'importanza delle relazioni e dello stare insieme, la stima reciproca per costruire un mondo migliore.
Stesso pensiero del Dott. Boso, ideatore e Presidente del Gruppo Care Holding Spa, che ha esordito dicendo che la crisi aguzza l'ingegno e spesso dalla crisi nascono nuovi progetti e nuove idee ma importantissimo è il nostro modo di pensare. Esso è proprio la prima risorsa per risolvere i problemi. La nostra convinzione di potercela fare è la prima energia per farcela. L'esempio dell'effetto placebo è calzante! Detta poi delle semplici e basilari regole per avere successo: potenziare noi stessi senza pessimismo, evitare il pensiero negativo e assolutamente agire con il cuore!!!
L'ultima perla di saggezza la elargisce il Prof. Dipak con una citazione:
"Nel momento del successo bisogna essere umili, nel momento di difficoltà bisogna essere pazienti!". Quella pazienza che non è certo mancata ai pizzaioli del fermano che, nello spazio adiacente la sala convegni, hanno preparato una accogliente degustazione di prodotti tipici del territorio proprio per terminare la "Convention d'Autunno" in bellezza e con qualità. Temi centrali della serata.

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Data pubblicazione : 25/10/2014 09:14
Scritto da : Nunzia Eleuteri
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • Baghetti Giangiacomo

    26-10-2014 13:03 - #2
    Avvenimento privo di contenuti reali, proposte e, soprattutto, ricco delle solite parole abusate e senza senso di cui oramai abbiamo piene le scatole. Delusione per un incontro, il cui vero unico scopo era quello di presentare una nuova formazione politica che spera di essere protagonista nel vuoto panorama politico locale e nazionale. Spiace vedere gente che ancora una volta si aggrappa alla "speranza" e non guarda la sostanza. Strano paese, l'Italia..etta..!! Di Ruscio ha amministrato e sappiamo come, criticato da tutti, oggi ritorna "grande" per aver organizzato il "nulla".. !!! Come si dimentica facile..!!! Per chi è stato presente come me, chiedo, al di la delle parole, quali sono state le proposte concrete per affrontare la crisi..?? Quali sono state le proposte della classe imprenditoriale, largamente presente.... ??? Nessuna. Però è di moda fare incontri..!!! Di nuove Leopolde signori, non ne abbiamo bisogno, ma di atti concreti, sì...!!! La Bross ha messo a disposizione la propria azienda agricola per l'agraria di Montegiorgio, lungimiranza ? Si..!!!.Perché ha colto una opportunità che potrà a breve dare i sui frutti al territorio...e gli altri imprenditori ??? Quale rapporto esiste tra il mondo del lavoro e la scuola..?? Nessuno.!!! Ecco, allora, una idea da cui ripartire. Mettere a sistema la scuola e il mondo del lavoro, ma non a parole ma nei fatti..!! Su questo avrebbero dovuto puntare Renzi e Confindustria....Invece di abolire l’ art.lo 18 e voler togliere il diritto di sciopero. Ma questa è, purtroppo la classe imprenditoriale Italiota che, abbinata alla politicuccia Italiota forma un mix micidiale di incompetenze e di cialtroneria. Potenziare il rapporto tra scuola e lavoro, favorendo anche con i finanziamenti, la ricerca è fondamentale per un paese a cui non è rimasto nulla del glorioso passato, Olivetti docet. Non è certo dando ancora gli sgravi alle imprese che si fa crescere il paese,ricetta largamente utilizzata ma con risultati nulli, ma con gli investimenti pubblici. Se si abbassano i salari e gli stipendi e si tolgono tutti i diritti chi acquista i prodotti ? L'economia come riprende? Le fabbriche per chi producono? Quelle attuate, fino ad ora, sono ricette economiche FALLIMENTARI... !!! Investimenti pubblici,ricerca, turismo, lotta alla corruzione e all’evasione, ridistribuzione del reddito, rispetto delle norme e legislazione chiara, sono questi gli ingredienti con poter sperare di riprendere e ridare posti di lavoro. Non certo dando mancette (80euro) che si creano posti di lavoro, solo Renzi poteva osare tanto, e nel contempo riducendo i diritti a tutti. Basta con queste "ricette" inutili e abusate con le quali ancora non si è capito che non si va lontano, anzi si inaspriscono ancora di più gli animi e si creano ulteriori disagi sociali. Questo avrei voluto sentire ieri, e non il solito discorso sulla “solidarietà” che a mio giudizio andrebbe praticata giornalmente e non solo ipotizzata nei convegni...!!! Avrei voluto ascoltare una critica sulla politica del rigore e sulla contrapposizione "anacronistica" tra lavoro e capitale...!! Non è togliendo ai primi, considerati solo merce da utilizzare, in svendita al supermercato e dando sempre e solo ai secondi, che si creano le basi per la crescita ma, anzi, si favorisce ancora di più disagio sociale e queste possono essere le premesse per una svolta non certo pacifica del conflitto in atto. Nessuno ha detto, forse per pudore o paura, che percorrendo ancora queste politiche c'è il rischio, reale, di una saldatura tra il disagio di "destra" con quello di "sinistra" con conseguenze non certo prevedibili e/o immaginabili. Per evitare tutto questo, se ancora ci sono persone serie e che amano questo paese, come io credo che ci siano, occorre battersi per cambiare "MODO" e non "VERSO" in tutti i campi per far rialzare, realmente, questo paese.
  • Carlo Labbrozzi

    25-10-2014 11:25 - #1
    Bella serata ricca di contenuti, relatori colti e testimoni di esperienze di vita intense e positive. Sono riemerse dopo tanto tempo parole come “Solidarietà” facendoci ricordare che l’ Italia fu ricostruita proprio con quel sentimento di solidarietà che lega e unisce tutte le persone buone. Una serata lontana dalle parole che ascoltiamo quotidianamente quali austerità, rigore, conti pubblici ecc. ecc. che deprimono e fiaccano le coscienze. Ben ha fatto Saturnino Di Ruscio a promuovere l’iniziativa e complimenti a lui per essere riuscito a portare a Fermo personalità di grande cultura e sentimento religioso quale Mons. D’Ercole, le parole del Prof. Dipak, persona di raffinata cultura, hanno con sottile ironia indicato bene la strada da seguire, più sobrietà ed equilibrio nello Stato, e maggior libertà alle persone. Ci auguriamo che la serata di ieri non sia un episodio sporadico e unico, ma che sia l’inizio di una serie di attività che senz’altro ci aiuteranno a meglio affrontare e superare le difficoltà del momento. Complimenti e buon lavoro a Saturnino.
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