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Motivazione, resilienza, curiosità: gli antidoti alle distorsioni dei "mezzi di distrazione di massa"

Si è tenuto ieri pomeriggio a Fermo, presso la Sala Rita Levi Montalcini, un interessante convegno dal titolo “I mezzi di distrazione di massa nella scuola e nello sport”, organizzato dall'I.S.C. “Ugo Betti” di Fermo e dal comitato dei genitori della Scuola Sant'Andrea del quartiere Santa Caterina.

Motivazione, resilienza, curiosità: gli antidoti alle distorsioni dei

La tavola rotonda è stata una proficua occasione per approfondire come i moderni mezzi di comunicazione di massa, grazie ai quali i nostri ragazzi sono ormai perennemente connessi, influiscano sulla loro capacità di concentrazione e di discernimento, nonché sulla cultura dominante della nostra società.

Dopo i saluti di rito dei rappresentanti dell'Amministrazione comunale del capoluogo (presenti il sindaco Paolo Calcinaro e l'assessore allo sport Alberto Maria Scarfini, oltre al vicesindaco Francesco Trasatti che è però intervenuto per portare all'attenzione del pubblico la sua esperienza diretta nel mondo del teatro) e di quelli dell'I.S.C. Betti (la dirigente Anna Maria Isidori e il presidente del consiglio di istituto Dario Grandoni), la parola è passata ai relatori, i cui interventi si sono succeduti sotto l'attenta regia di Angelica Malvatani, moderatrice del dibattito.

Il punto di partenza, come sottolineato dal professor Pietro Trabucchi, psicologo che si occupa da sempre di prestazione sportiva e che nel suo ampio curriculum può vantare collaborazioni con le squadre nazionali di sci di fondo, triathlon e ora ultramaratona e canottaggio, è che il nostro cervello si adatta molto all'ambiente circostante, soprattutto a quello culturale.

Secondo Trabucchi, allora, “certi atteggiamenti e pressioni che riceviamo dalla nostra società sono funzionali a tirar fuori persone con un basso livello di resistenza alla tentazione, con scarsa forza di volontà, dei buoni consumatori con una tolleranza alla frustrazione molto bassa”. Tutto ciò non significa essere contrari alla tecnologia, e Trabucchi infatti respinge l'etichetta di antimodernista che spesso gli è stata affibbiata, ma semplicemente riconoscere che, accanto agli innegabili vantaggi che porta, essa può causare anche delle storture.

E' qui che si inseriscono allora i concetti di motivazione e di resilienza. “La motivazione è un processo che nasce quasi sempre nell'ambito di una relazione molto forte -argomenta Trabucchi -. E' difficile credere nella figura del motivatore magico, la grande motivazione si sviluppa all'interno di relazioni allenatore-atleta, musicista-insegnante, padre-figlio. Solitamente quello che manca ai ragazzi di oggi non è tanto la motivazione, quanto la resilienza, cioè la capacità di mantenere a lungo la motivazione”.

E' in questo solco che è andata ad inserirsi la testimonianza di Luigi Peroli, allenatore federale di ginnastica, e di Carlo Macchini, giovane talento della ginnastica italiana di cui la nostra testata si è recentemente occupata. Secondo Peroli, lo sport non è soltanto uno sfogo o un momento di scarico, ma piuttosto un momento formativo ed educativo perché “è l'unico contesto in cui non vengono tolte le frustrazioni, che sono una realtà con cui dobbiamo combattere sempre”.

“Dopo una sconfitta bruciante – commenta Macchini alludendo al risultato della recente gara in Messico che ha segnato il suo ritorno in nazionale - torno in palestra con entusiasmo ancora più forte, perché la prossima volta devo fare meglio non di come ho fatto, il che sarebbe facile, ma di come avrei potuto fare”.

Questo tipo di mentalità e di resilienza è ciò che fa la differenza ai massimi livelli, ma non solo. Il messaggio che Trabucchi e Peroli vogliono far passare è infatti quello che, contrariamente a quanto possano suggerire i mezzi di comunicazione di massa, che così facendo seminano passività, il talento non è solo un dono incontrollabile ed una predisposizione innata, ma un qualcosa che va coltivato nel tempo perché altrimenti si perde.

Naturalmente non tutti possono raggiungere un'eccellenza assoluta, ma “ognuno di noi può cercare un'eccellenza relativa e può sempre migliorare”, sostiene Trabucchi. “Anche non fare più un errore è un successo importante, occorre lavorare sempre per lo step successivo”, conferma Peroli, ma per riuscire in questo obiettivo, e qui si chiude il cerchio, occorrono motivazione e capacità di mantenerla a lungo, cioè la resilienza, valori che l'attuale cultura dominante plasmata dai mezzi di comunicazione di massa tenderebbe a disincentivare.

“L'invito che faccio sempre contro la pigrizia è di non perdere mai la curiosità, cercare stimoli, non accontentarsi della prima risposta, ma andare oltre con la positività di voler sempre scoprire”, ha commentato il vicesindaco Trasatti parlando della propria esperienza nel teatro e di come questa lo abbia aiutato a combattere un senso di solitudine e di inadeguatezza che talvolta lo ha attanagliato da adolescente. La curiosità, dunque, oltre che la già citata resilienza, è un altro possibile antidoto alla passività disseminata dalla cultura contemporanea.

Cultura contemporanea con cui comunque non si può non fare i conti. Ne è convinta la professoressa Lucia Felicetti, rappresentante del collegio docenti, che ha aggiunto alla discussione il punto di vista più strettamente legato al mondo della scuola, sostenendo che “la nuova frontiera della ricerca educativa punta a creare un ambiente di apprendimento diverso e mira ad una conoscenza che non viene più trasmessa, ma costruita insieme in un rapporto di collaborazione tra il docente e i ragazzi stessi, in cui il docente dà soltanto un input iniziale”.

Sono poi intervenuti anche Basilio Polini, vicepresidente ed accompagnatore regionale di alpinismo giovanile della sezione di Fermo del C.A.I., e la dottoressa Lidia Martorana, istruttrice di yoga per bambini e adolescenti con bisogni speciali e fondatrice dell'a.s.d. Antan, che hanno entrambi aggiunto le proprie esperienze ad un dibattito che ha notevolmente interessato e coinvolto la folta platea presente nonostante la bufera di neve che nel frattempo si stava scatenando all'esterno.

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Data pubblicazione : 16/01/2017 20:03
Scritto da : Andrea Pedonesi
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