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Ancona. Brunori al Teatro delle Muse: il cantautore che arriva dritto al cuore di una intera generazione, l'artista che stavamo aspettando

"Canzoni e monologhi sull'incertezza": al Teatro delle Muse di Ancona è approdato ieri sera lo spettacolo del cantautore  Dario Brunori, in arte Brunori Sas,  accompagnato dalla sua Band formata da Stefano Amato (violoncello, mandola contralto), Dario Della Rossa (pianoforte e tastiere), Simona Marrazzo (cori, percussioni, solina, trombone di plastica viola), Mirko Onofrio (flauto basso, clarinetto alto e basso, vibrafono, cori), Massimo Palermo (percussioni), Lucia Sagretti (violino e cori).

Ancona. Brunori al Teatro delle Muse: il cantautore che arriva dritto al cuore di una intera generazione, l'artista che stavamo aspettando

Un altro sold out per il cantautore calabrese, ma sopratutto una standing ovation finale che nemmeno a Pippo Baudo a Sanremo 2018. Valgono molto di più quei minuti di una platea in piedi in scroscianti applausi, per testimoniare il grande successo di Brunori Sas, che ha affascinato letteralmente il pubblico marchigiano ieri sera al Teatro delle Muse di Ancona e che sta conquistando tutta l'Italia con "Brunori a teatro", seconda serie di spettacoli teatrali dopo quella del 2015 (Brunori Srl - una società a responsabilità limitata").

Tre volti stilizzati dell’artista sul sipario ancora chiuso iniziano a dialogare fra loro, tre volti di uno stesso Brunori a rappresentarne testa, cuore e pancia. Intelletto, sentimenti e istinti che si parlano e rispondono, attraverso citazioni tratte dai suoi brani e frasi celebri rivisitate in chiave comica, presentandoci lo show in cui "l’unica certezza è l’incertezza".

Due ore e mezzo di spettacolo nel corso delle quali si sono alternati monologhi creati su aneddoti, racconti e analogie, intrecciati a perle di canzoni tratte dal suo ultimo album "A casa tutto bene",  certificato  disco d'oro. Un fil rouge di musica e parole che l'artista ha intessuto magistralmente dividendole per tematiche, argomenti complessi in musica e parole, raccontati nei monologhi con un' ironia dissacrante da "stand up comedian", ma allo stesso tempo con una profondità immensa nei brani, come cantautore tra i più importanti della scena italiana contemporanea. La canzone che interpreta il monologo e il monologo che interpreta la canzone: due mondi intessuti e imprescindibili in Brunori Sas.

Dall'incertezza della vita, alle paure e le fobie che ci attanagliano di "La verità" e "La vita pensata"; dalla critica alla società dei nostri giorni, al progresso tecnologico e nei confronti delle mode passeggere, "fra la vita reale e la vita al cellulare".

Dalla politica di "Don Abbondio" e "L'uomo nero" al femminicidio di "Colpo di pistola": temi caldi trattati senza pesantezza, senza retorica, con una semplicità che ti disarma, ma soprattutto "Senza smettere di credere che il mondo possa essere migliore di com'è".
Uno spettacolo che tiene incollati alla poltrona in un attento ascolto fin dal primo istante, regalando forti emozioni, fra momenti di riflessione e sonore risate.

Un cantautore che va dritto al cuore di un'intera generazione, quella nata negli anni '80, che si riconosce, che si ritrova, che vi si scopre volente o nolente, parola dopo parola, nota dopo nota.

Una generazione in bilico, con una gamba nel passato, fatto di "rocce secolari", di ideologie, miti e la certezza del "posto fisso" e l'altra nel presente, nella "società liquida" dove non esistono più quelle certezze, dove ci si deve adattare, dove ci si "piega ad ogni condizione, alcool che si adatta al vetro del contenitore",  dove sono "liquidi i principi ed il concetto di morale".

Forse non è esagerato affermare che è proprio lui l'artista che non c'era, che stavamo aspettando, di cui sentivamo la mancanza, di cui avevamo bisogno per sentirci meno soli, perché è "un miracolo che in tutto questo rumore, a volte basta una canzone a ricordarti chi sei."

 

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Data pubblicazione : 16/03/2018 19:01
Scritto da : Jessica Tidei
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