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Fermo riscopre il suo Quattrocento: oggi pomeriggio l'inaugurazione della mostra a San Filippo Neri

Verrà inaugurata oggi pomeriggio alle 17:30, presso la Chiesa di San Filippo Neri in corso Cavour, la mostra dal titolo “Il Quattrocento a Fermo. Tradizione e avanguardie da Nicola di Ulisse a Carlo Crivelli”. L'importante evento espositivo, che sarà visitabile da domani fino al 2 settembre, rientra nel progetto di valorizzazione del patrimonio culturale regionale “Mostrare le Marche”, che si articola su sei mostre in alcune delle città più belle del nostro territorio, interessate in maniera più o meno consistente dallo sciame sismico di fine 2016: Loreto, Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano, Matelica e, per l'appunto, Fermo.

Fermo riscopre il suo Quattrocento: oggi pomeriggio l'inaugurazione della mostra a San Filippo Neri

Una serie di mostre per il cui allestimento è stato fondamentale il ruolo della Regione Marche che, oltre ad occuparsi direttamente della campagna di promozione a livello nazionale, ha investito insieme al Mibact circa 600.000 euro: “Durante il nostro mandato abbiamo voluto dare un segnale diverso su come approcciare la cultura – commenta l'assessore regionale Moreno Pieroni -. L'anno scorso abbiamo organizzato quattro eventi nell'ambito del Giubileo della Misericordia, quest'anno altri sei con l'ambizione di travalicare i confini regionali. Il nostro obiettivo è di non fare più mostre estemporanee, ma delle esposizioni che valorizzino tutto il territorio, rappresentando un valore aggiunto anche a livello di movimentazione”.

 

Naturalmente molto soddisfatto il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro: a fine luglio dell'anno scorso la Chiesa di San Filippo Neri riapriva, nella sua nuova versione double face (spazio museale, ma anche per convegni e conferenze), dopo il restauro post sisma e adesso, proprio a ridosso dei ponti del 25 aprile e del Primo maggio, si prepara ad accogliere i tanti visitatori attratti da un evento espositivo di questo rilievo, oltre che dalla quasi contemporanea riapertura (il 24 aprile) dei Musei scientifici nell'antistante nuova sede di Palazzo Paccarone: “Un altro evento di assoluto rilievo che siamo ben felici di ospitare – è il commento del primo cittadino, che rivolge un appello anzitutto proprio ai fermani -. I primi visitatori devono essere loro: con questa mostra riprendiamo un filo tessuto già con gli open day e con le giornate del Fai. Questo è un patrimonio che i fermani devono portare con loro: la consapevolezza delle bellezze che i nostri territori offrono deve partire innanzitutto da noi”.

 

Molte delle opere in esposizione, infatti, vengono direttamente dal Fermano, merito anche della forte spinta della Curia che, come sottolineato dallo stesso Calcinaro, si è adoperata per portare nel capoluogo alcuni capolavori ospitati in strutture attualmente non agibili del nostro territorio.

Una mostra, spiegano i curatori Alessandro Marchi e Giulia Spina, che si è voluta concentrare su un periodo particolare della storia di Fermo, il Quattrocento, coinciso con la dominazione sforzesca, di cui però attualmente non rimangono segni particolari.

“Abbiamo voluto ricostruire l'aspetto artistico di quel periodo – spiega Marchi –. Nel 1442 Francesco Sforza fece ristrutture la Rocca del Girfalco (distrutta poi dai Fermani al termine della stessa dominazione sforzesca, ndr) per accogliervi sua moglie Bianca Maria e per decorare le stanze ingaggiò una serie di artisti, da Nicola di Ulisse da Siena a Bartolomeo di Tommaso da Foligno: abbiamo voluto proporre opere di quegli artisti per riprodurre per analogia quel momento storico”.

Un percorso dedicato al Quattrocento che l'amministrazione fermane e Sistema museo stanno cercando di valorizzare ulteriormente attivandosi per organizzare tour specifici che richiamino la narrazione della mostra e che per questo motivo si estendano anche all'oratorio di Santa Monica e al Museo Diocesano.

 

“Anche le nostre opere, inserite in un allestimento di livello come questo, acquisiscono un fascino particolare che spero faccia aprire gli occhi anche a quei Fermani che magari le danno quasi per scontate – chiude il vicesindaco e assessore alla cultura Francesco Trasatti, deus ex machina dell'organizzazione di questa mostra, che ha tenuto in maniera particolare a ringraziare i suoi uffici per lo spirito di servizio e la generosità mostrata negli ultimi mesi -. Inoltre questo allestimento che abbiamo predisposto rimarrà a livello strutturale e potrà quindi essere riutilizzato per successive esposizioni. E' un altro tassello di un lavoro che, insieme alla fondazione della Rete Lirica delle Marche e al progetto, finanziato con fondi regionali, che entro fine anno dovrebbe portare alla riapertura del Terminal come polo del contemporaneo, ci vede protagonisti a livello marchigiano"

 

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Data pubblicazione : 20/04/2018 14:18
Scritto da : Andrea Pedonesi
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