Frammenti di storia canarina
Attaccante vero, rapace d'area, istinto e forza fisica al potere: quanto avrebbe fatto comodo, alla Fermana F.C. di Mister Destro, un attaccante del calibro di Domenico “Mimmo” Lepidi?

Le imprese della Fermana Calcio 1920 rivissute attraverso le locandine dei quotidiani, foto storiche, poster, articoli, interviste...e chi più ne ha più ne metta. Un'iniziativa pretenziosa, la nostra. Perché vuole arrivare a toccarvi il cuore ed a risvegliare ricordi indelebili e che mai dovremo permettere che cadano nel dimenticatoio. Nel tempo, tante e tali sono le emozioni che la maglia gialloblù ci ha regalato che ci è sembrato doveroso andarle a rispolverare e, di conseguenza, riproporvele a qualche annetto di distanza – Puntata n. 24

Attaccante vero, rapace d'area, istinto e forza fisica al potere: quanto avrebbe fatto comodo, alla Fermana F.C. di Mister Destro, un attaccante del calibro di Domenico “Mimmo” Lepidi?

Storia canarina di un “Lupo” abruzzese nel nido dei gialloblù. Domenico “Mimmo” Lepidi nasce a L'Aquila il 17/02/1958. Nel 1974 viene notato dai talent scout del Giulianova, dove milita prima di approdare alla Fermana Calcio 1920 (Novembre dell'anno 1977). Poi, in successione Elpidiense (1982/1983), Olbia (1983/1984), Forlì (1984/1985), L'Aquila (1985/1986), Monturanese (1986/1987), Grottazzolina (1987/1988) e Montegiorgio (1988/1989), dove inizia ad allenare nelle Settore Giovanile.

 

Metà anni '70, inizio anni '80. La Domenica pomeriggio partivamo a piedi, dalle rispettive abitazioni, per raggiungere il “Bruno Recchioni”. I punti di convergenza di noi giovanissimi tifosi del tempo? Sempre gli stessi: San Giuliano, la Torretta e Piazza Dante per chi proveniva da sopra; Viale Trento e Sant'Antonio per chi, più fortunato, era praticamente arrivato allo Stadio prima ancora di partire.

 

Punto di arrivo, l'attuale “Tribuna Laterale Coperta Ovest” (anche se poi, a cavallo dei due tempi, ci si spostava a seconda di dove attaccavano i nostri beniamini), che al tempo coperta non lo era affatto ed era composta da un intreccio di tubi intersecati da grosse e resistenti tavole di legno. Che, quando pioveva...beh, lasciamo stare. Ci esaltavamo per le piroette di Marson, per la classe di capitan Verde (cadenzata anzi che no), la fantasia e gli spunti di Del Zompo, le parate di Piloni (già scudettato dodicesimo di Zoff alla Juventus), le folate di Petrelli, l'intelligenza tattica di Scatena e Di Chiara, e per le reti di Muiesan, Rossi, Menabreaz e Lepidi. Ecco, appunto: Lepidi. Nell'immaginario collettivo di noi ragazzini dell'epoca, “Lupo gol” era il Bomber per antonomasia. Grintoso e generosissimo, il prolifico ed acrobatico attaccante dagli aquilani natali e fermano di adozione era indubbiamente il nostro incontrastato idolo. Ma perchè “Lupo gol”? Un mistero ancora oggi, che nemmeno lui stesso riesce a spiegarci: “Un motivo preciso non ve lo saprei dire – ci conferma Domenico “Mimmo” per gli amici, Lepidi – Al tempo, lo chiesi a molti e svariate furono le risposte: c'era chi pensava che il fatto di essere “Lupo” derivasse dal fatto che ero forte e resistente; chi perchè in area la scaltrezza era dote che non mi faceva difetto e chi sosteneva che tale nomignolo scaturiva dal fatto che, soprattutto negli ultimi 16 metri, ero bravo a sbucare dal nulla, azzannare la “preda-pallone” e siglare. Mah...l'unica cosa certa è che da quei giorni “Lupo” è stato il nomignolo che mi ha accompagnato per tutta la durata della mia carriera”

 

Mimmo cosa ti ha lasciato la nostra città, al di là degli aspetti meramente calcistici?

Veramente tanto. Fermo ed il Fermano sono stati e rappresentano tutt'ora la mia vita. Sono sposato e vivo a S. Elpidio a Mare, lavoro a Fermo: da quando sono arrivato non me ne sono, in effetti, più andato. Ed in tutta sincerità, di questa scelta non mi sono mai pentito. Anzi...al mio esordio, venni portato in trionfo. Indimenticabile: da quel giorno, Fermo è nel mio cuore e vi resterà per sempre”.

 

Racconta.

E' la cosa più bella che possa accadere ad una persona, non solo ad un calciatore. Arrivo alla Fermana Calcio 1920 nel Novembre del 1977 ed il mio esordio in gialloblù è con il Cattolica. Vinciamo 5 a 0 ed io realizzo una rete. Ma più che il gol, ai fermani piacque il mio modo di interpretare il match: dando tutto sino alla fine. Scendendo le scalette dei vecchi spogliatoi, il pubblico festante mi sollevò di peso portandomi in trionfo. Avevo 19 anni. In seguito, questo episodio fu sempre stimolo per dare ancora più degli altri”.

 

LEPIDI,_PRIMO_GOL_IN_MAGLIA_FERMANA_AL_CATTOLICA

Fermana Calcio - Cattolica 5 a 0. E' il primo gol "canarino" di

un giovanissimo Mimmo Lepidi, alias "Lupo Gol"

 

Arrivi alla Fermana Calcio 1920 nel 1977, fortemente voluto dall'allora Presidente Luciano Balestrini.

Venne personalmente a prendermi. Ero solo una promessa che si era fatta notare nel Settore Giovanile del Giulianova dove, a livello di Prima Squadra, ero chiuso da due attaccanti di provata esperienza. Decisero di mettermi sul mercato. Piombò subito la Fermana Calcio, con il suo Presidente che, d'impatto, mi...impaurì. Un omone grande e grosso che mi parlava a getto continuo di Fermo, della sua gente, della Piazza e della Fermana Calcio: accettai e mi ambientai in fretta”.

 

Trevisan allenatore, campionato di Serie D.

E Balestrini Presidente: a volte piombava nello spogliatoio ed esclamava di bloccare gli stipendi. Al tempo, non c'erano altri modi di reagire se non quello di impegnarti di più in campo. Altre volte, sorrideva ed esclamava “Tutti a cena”! Che tempi...”

 

La Fermana Calcio 1920 ed il suo pubblico.

In carriera, ho girato molte città. Ma l'attaccamento morboso e viscerale che i cittadini fermani hanno per la loro squadra resta qualcosa di unico. Un pubblico anche sportivo, per la verità: a volte, capitava di vivere un periodo così, con la palla che non ne voleva sapere di entrare in porta. Ma se avevi dato tutto, se uscivi dal campo infangato e con la lingua di fuori, nessuno osava rimproverarti. Mai finito nelle ire degli sportivi canarini: un rapporto sempre corretto e di grande rispetto reciproco, ha caratterizzato tutta la mia permanenza in maglia gialloblù”.

 

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Mimmo Lepidi in azione

 

E ci mancherebbe: primo anno (stagione 1977/1978) 7 reti, pur essendo arrivato a Novembre inoltrato. Il secondo (1980/1981, vedi foto della squadra), 11 centri. Addirittura 14 la stagione successiva (capocannoniere del girone, in coabitazione con Luciani del Gubbio).

Squadre di amici veri, anche se vedersi oggi è un'impresa. Petrelli, Emili...sono in zona, Guerini (è di Fano)... Altri capita di sentirli al telefono: Scatena, Di Francesco... Era ed è un grande amico Antonio Del Zompo: il mio assist man per eccellenza, grande giocatore e grande persona. Quanti pre gara con suggerimenti: “Antò, domani da calcio d'angolo mettila sul primo palo...oppure passamela così. Quante volte c'è scappato il gol!”

 

I tuoi indelebili ricordi dell'avventura Fermana:

Tantissimi. A cominciare da quel Fermana – Riccione 6 a 1: realizzai 4 gol. O quel Fermana – Pennese 2 a 0, mia realizzazione al 1' di gioco con pallone che buca una debole maglia della rete di porta ed esce. Buon per noi che l'arbitro aveva visto bene. O un derbyssimo Sangiorgese – Fermana 0 a 1, mio il gol vittoria. Realizzato a pochi minuti dalla fine su assist di Rossi. Campai di rendita per i tre mesi successivi. Ma anche Fermana – Elpidiense (poi vincitrice del campionato) 3 a 1 (un gol). Decisivo anche in Fermana - Viadanese 1 a 0, anche questo gol marcato in una zona Cesarini che fu sempre mia amica. Con gli avversari giocava Boninsegna”.

 

La Fermana, per te, oggi.

La mia squadra del cuore. Che viene prima dell'Aquila, che per altro è la squadra della mia città natale”.

 

FERMANA_CALCIO_1980_1981

Fermana Calcio 1920 Stagione Sportiva 1980/1981

In piedi da sinistra: Spagnolo, Di Francesco, Piloni, Muiesan, Pasquini, Menabreaz.

Accosciati da sinistra: Caramanti, Verde, Lepidi, Petrelli, Scatena.

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Data pubblicazione : 14/05/2018 19:05
Scritto da : Redazione Sport
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