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Province di Fermo, Pesaro e Ascoli: i mandati scadono a giugno. Commissariamento o prosecuzione ad oltranza?

I mandati quinquennali dei Consigli provinciali di Fermo, Pesaro ed Ascoli (e di tanti altri in Italia) scadono quest'anno. Se i comizi elettorali fossero stati indetti nei termini previsti dalla legge (9 aprile scorso) domenica 25 maggio avremmo votato anche per il rinnovo dei consigli provinciali.

Province di Fermo, Pesaro e Ascoli: i mandati scadono a giugno. Commissariamento o prosecuzione ad oltranza?

Invece per le province è stata approvata mesi fa per legge una trasformazione (e non “soppressione” come ripetuto inizialmente da Matteo Renzi e da buona parte dei media): tutto l'apparato amministrativo, la perimetrazione geografica e la città sede del capoluogo restano immutati; invece solo l'organo di governo cambierà, non sarà più formato dai consiglieri scelti direttamente dall'elettorato, ma indirettamente, visto che il consiglio provinciale sarà formato dai sindaci dei comuni facenti parte della stessa provincia, con un risparmio economico risibile (i consiglieri costano meno di 200 euro l'anno) ma una significativa perdita di democrazia e rappresentanza (in compenso però il Governo Renzi ha aumentato i consiglieri comunali, provvedimento che annulla il risparmio ottenuto con l'eliminazione dei consiglieri provinciali).

Un consigliere della Provincia di Genova, commissariata mesi fa e col presidente dimissionario, ha proposto ricorso al TAR che ha accolto l'istanza. Il Governo ha proposto impugnazione della sentenza al Consiglio di Stato che ha annullato la sentenza del TAR. Però attenzione: leggendo la sentenza del Consiglio di Stato si deduce che il commissariamento è stato ritenuto valido in 2° grado solo perché il presidente della provincia si era dimesso (e il ricorso è stato fatto dopo le dimissioni e quindi il consigliere “non aveva più interesse al ricorso”) ma non per altri motivi!.

Nel caso di Fermo non ci sarà alcuna dimissione di Fabrizio Cesetti, immagino, e si attende il decreto di commissariamento per decidere il da farsi. Quindi nel caso di mancate dimissioni, un eventuale ricorso potrebbe avere un esito favorevole? È quello che teme il Governo? Come mai ancora non sono stati emanati i decreti di commissariamento delle province giunte a scadenza (nelle Marche: Fermo, Pesaro e Ascoli)? Forse si teme una pioggia di ricorsi contro una procedura poco ortodossa e non rispettosa della legge e della Costituzione, che prevede l'esistenza non solo delle province (agli artt. 128-133) ma anche dei Consigli Provinciali che devono essere votati direttamente dall'elettorato (lo stabilisce la stesa Costituzione nelle disposizioni transitorie e finali, art. VIII). Molti ricorsi forse sono già pronti sulla scorta delle indicazioni giurisprudenziali delle due sentenze per la Provincia di Genova. Il consigliere provinciale fermano Di Ruscio settimane fa dichiarò che aveva dato mandato ai suoi legali per preparare il ricorso.

Le votazioni per il Consiglio Provinciale di Fermo si tennero il 6-7 giugno del 2009, mentre il 21-22 giugno ci fu il ballottaggio. Quindi tra poche settimane il quinquennio termina. Ora cosa succede? I consigli provinciali in carica vengono fatti proseguire ad oltranza, per paura di una pioggia di ricorsi? Rischia di essere una decisione antidemocratica, peggiore del commissariamento. La decisione più logica e rispettosa sarebbe tornare al voto per le province fino a che non venga approvata una vera legge di riforma della Costituzione, che però richiede in entrambi i rami del Parlamento una maggioranza qualificata (2/3 e la doppia votazione per ogni camera, salvo poi indire un referendum confermativo): una procedura molto complessa che potrebbe richiedere anni, forse il tempo di un altro mandato provinciale. La Provincia di Ancona è commissariata già da due anni e rischia di rimanerci per molto ancora, non è una bella immagine per la democrazia e per il principio di federalismo, per cui si sono battuti per anni generazioni di politici.

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Data pubblicazione : 29/05/2014 09:06
Scritto da : Paolo Bartolomei
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Fabio Petrini

    29-05-2014 18:10 - #1
    Paolo Bartolomei ha scritto cose sacrosante. Anch'io, alcune settimane fa, ero intervenuto sulla vicenda delle province per sottolineare la pasticcioneria del governo Renzi e del PD. La finta riforma di questi enti non produrrà nessun tipo di beneficio né a livello economico né per quanto riguarda i servizi per il cittadino. La vera riforma è l'abolizione delle regioni che con gli anni sono diventati piccoli parlamenti con un costo enorme. Il governo Renzi e il PD non stanno riformando proprio un bel niente, si tratta solo di propaganda e gli elettori purtroppo ci stanno cascando. Fabio Petrini Vice coordinatore provinciale di Forza Italia
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