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Legalità e abusivismo nel trasporto merci. La CNA - FITA ha incontrato il Prefetto di Fermo. 280 le imprese del settore nel 2013, erano 406 nel 2007

Incontro con la Prefettura fermana lo scorso 18 giugno per la FITA, unione della CNA che rappresenta e tutela gli operatori del trasporto. Hanno preso parte all’incontro Riccardo Battisti, segretario regionale CNA FITA, Massimiliano Felicioni e Rocco Giuliano, rispettivamente responsabili FITA per le province di Fermo e Macerata, Maurizio Di Cosmo, segretario generale CGIL di Fermo.

Legalità e abusivismo nel trasporto merci. La CNA - FITA ha incontrato il Prefetto di Fermo. 280 le imprese del settore nel 2013, erano 406 nel 2007

Un incontro necessario, come spiegano Felicioni e Giuliano: “Sulle nostre strade circolano sempre più veicoli con targhe straniere. Spesso si tratta di aziende nate nei paesi dell’Est Europa che operano in Italia, svolgendo attività di autotrasporto e applicando ai lavoratori i contratti, la contribuzione sociale e assicurativa dei Paesi in cui hanno la sede legale. Lo sconto che in questo modo praticano sul prezzo del servizio di trasporto va dal 25 al 40%. Per non parlare dell’uso distorto del cabotaggio, da parte di vettori stranieri”.
Una situazione più volte rappresentata dall’associazione di categoria e dal sindacato, che oggi chiedono maggiori azioni di contrasto, oltre al potenziamento dei controlli nei confronti dei vettori stranieri.
Nel Fermano le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi nel 2007 erano 406, mentre al 31 dicembre 2013 sono circa 280. Imprese che occupano 1780 addetti, di cui circa 1200 sono dipendenti.

“Il fenomeno del distacco dei dipendenti – proseguono i responsabili provinciali FITA - va aggravandosi: esistono infatti agenzie che chiedono alle nostre aziende di rinunciare ai lavoratori italiani e di collocare lavoratori provenienti dai Paesi dell’Est, con la pratica del distacco, risparmiando da 15 ai 19 mila euro all’anno per ogni lavoratore. Si pensi che normalmente il costo di un contratto nazionale è tra i 45 e i 50 mila euro l’anno. E’ lecito domandarsi se tutto ciò, soprattutto in questi anni, sia legalmente e socialmente accettabile. Noi crediamo di no. Questi fenomeni impoveriscono e danneggiano il nostro territorio e le imprese di autotrasporto italiane”.

La CNA FITA chiede il rispetto delle regole, attraverso il quale si salvaguarda anche la sicurezza, oltre a maggiori controlli sui vettori esteri in relazione al fenomeno del cabotaggio, al distacco dei dipendenti, al controllo delle ore di guida e di riposo e al rispetto delle norme del CDS.
Si ringrazia la Prefettura per l’attenzione e la disponibilità dimostrata nel voler coordinare l’azione di contrasto al fenomeno dell’abusivismo e nel potenziamento dei controlli.

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Data pubblicazione : 26/06/2014 09:43
Scritto da : Redazione
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