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Il mercatino che ha dentro un mondo: viaggio nella Mostra Mercato del Giovedì di Fermo. GUARDA LE FOTO

Quando il direttore mi ha proposto un articolo a riguardo del Mercatino di Fermo, ho avuto qualche dubbio. Sebbene sia cresciuto fra le bancarelle del Giovedì, tanto che in estate quando ero piccolo il Mercatino era uno degli eventi clou della settimana, negli ultimi anni mi ero convinto che avesse perso parte del suo fascino. L'idea in testa era: "Sempre la stessa solfa". E invece, mi sono dovuto ricredere.

Il mercatino che ha dentro un mondo:  viaggio nella Mostra Mercato del Giovedì di Fermo. GUARDA LE FOTO
Una pompa per svuotare le botti d'acqua

Guidato da Bibi Iacopini,organizzatore del Mercatino (che devo ringraziare assolutamente per la sua compagnia), che come un Virgilio dantesco mi ha accompagnato in visita fra le varie bancarelle, il mio viaggio è iniziato da Palazzo dei Priori. Stand ovunque e centinaia di persone a riempire una piazza che solitamente non sono abituato a vedere così piena.

L’idea è quella di scovare le particolarità più strane del Mercatino e senza volerlo il mio occhio cade immediatamente su una delle bancarelle più antiche dell’intera esposizione: si tratta di Maurizio Costarelli, proveniente da Ancona, che vende cartoline storiche e foto d’epoca.  Sono 29 anni che ogni estate non si perde un giovedì per esporre la proprio stand.

Il viaggio prosegue fra mensole gotiche e campane nella bancarella di un signore che si fa chiamare Demetrio e lo stand di una signora proveniente da Parma, di nome Giovanna Turca, che ha reinventato oggetti d’altri tempi come scolapasta e raccoglitori del latte per farli diventare vasi da giardinaggio.

Una delle bancarelle che più mi ha colpito è stata quella di Onori Graziano, chiamato “Lu Maestru”, “Con la u, mi raccomando!” specifica Onori, e nonostante dieci minuti a parlare con lui, mi resterebbe difficile anche adesso dire cosa vendeva esattamente. In poche parole: di tutto e di più. Dai battenti per i portoni, alle pompe per svuotare le botti fino ad arrivare a un semaforo stradale verde completamente funzionale. E, lo giuro, ero quasi tentato di comprarlo!

Bibi mi guida fra le bancarelle, raccontandomi di come il Mercatino sia  una grande famiglia, dove tutto è organizzato affinché non manchi niente agli espositori e se ci sono problemi, basta un attimo, per risolvere tutto. Basti vedere come ieri fosse venuta a mancare la luce per qualche decina di minuti, una chiamata, due parole e già Bibi aveva risolto tutto. Quando si dice l’efficienza!

L’eterogeneità del Mercatino è qualcosa d’incredibile, basti pensare che nelle mie ricerche sono riuscito a trovare borse di pelle a forma di cane nello stand del bolognese Giancarlo Bognoldri e paia di pattini dello scorso secolo, da applicare sopra le scarpe, venduti da Peppe Santoni. La sua bancarella è una delle più storiche dell’intero Mercatino di Fermo, 30 anni di presenze ogni giovedì, che vende oggetti agricoli d’altri tempi e giusto per citare un esempio, impugnando un qualcosa che sembrava essere un gigantesco machete, mi fa: “Quello non è un machete, bensì un coltello per tagliare il pane!”. Wow!!!

Ma il mercatino non è solo Italia, basti pensare alle bancarelle del belga Gianpiero Franco(ha parenti originari della provincia di Ancona, ecco spiegato il nome) o all’inglese Mc Donald di Cambridge, mentre fra stand storici, anzi il più storico di tutti, come quello di Rocco che vende monete antiche  o quello di Siddharta Baroni che crea braccialetti, comprendo una cosa: il mercatino è unicità. Pezzi singoli che non hanno copie. Perché è questo il bello: vendere pezzi unici che abbiano un valore esclusivo e impossibili da trovare altrove.

E pensare che qualcuno pensi che il Mercatino sia solo cianfrusaglie e roba cinese, mah.

Il mio viaggio fra i gironi del Mercatino, sempre in compagnia del mio personale Virgilio mi porta a scoprire stranezze impensabili come le scarpe prodotte da Petrini Roberto di Monte Urano che sono dipinte a mano, fondendo la calzatura all’arte, oppure gli orecchini fatti a uncinetto di Sonia Biancucci, i giocattoli realizzati con i noccioli di pesca da Gianpieri Franco o le lampade costruite con le radici degli alberi da Gianfilippo Calcinaro.

Ne ho viste di tutti i colori a tal punto da concludere il mercatino estasiato, sorpreso. Chi se lo sarebbe mai immaginato? 

Questo è il mercatino di Fermo, questo è il mio viaggio da neofito e se posso darvi un consiglio (non è pubblicità, credetemi): fateci un salto.

Potreste scoprire l’inimmaginabile. In una cornice come quella del centro storico di Fermo che rende il tutto ancora più caratteristico. 

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Data pubblicazione : 18/07/2014 11:43
Scritto da : Iacopo Luzi
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