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La riduzione delle tasse per i cittadini passa attraverso l’estensione della differenziata. Tre domande all'assessore Matteo Silenzi

L'assessore all'Ambiente del Comune di Fermo Matteo Silenzi fa il punto della situazione e risponde alla proposta lanciata ieri dal consigliere Valerio Ficcandenti.  Assessore Silenzi, vice sindaco della città di Fermo che spiega come per anni l’indicatore di differenziazione a Fermo è rimasto inchiodato tra il 35 e il 38 per cento nel disinteresse generale. "Ora stiamo progredendo in maniera significativa, a maggio la percentuale raggiunta era del 45% circa, grazie all’estensione a Campiglione, Molini Girola e Casabianca".

La riduzione delle tasse per i cittadini passa attraverso l’estensione della differenziata. Tre domande all'assessore Matteo Silenzi

Sgravi per chi differenzia meglio o riutilizza inefficaci se non si raggiunge il 65% di differenziata?

Innanzitutto voglio dire che l’intervento del Consigliere Ficcadenti è nello spirito giusto della differenziata. Questo è assolutamente positivo, perché l’obiettivo di estenderla a tutto il territorio è un obiettivo prioritario per la città, ed è importante che tutte le rappresentanze dei cittadini lo condividano, dopo che per anni l’indicatore di differenziazione a Fermo è rimasto inchiodato tra il 35 e il 38 per cento nel disinteresse generale. Ora stiamo progredendo in maniera significativa, a maggio la percentuale raggiunta era del 45% circa, grazie all’estensione a Campiglione, Molini Girola e Casabianca. Tuttavia gli obiettivi vanno perseguiti in modo che siano gestibili. In questi mesi siamo nella fase più difficile, perché sono applicati sistemi diversi, uno di raccolta indifferenziata tutti i giorni, ed uno di raccolta differenziata a giorni diversi. Viaggiano mezzi di diverso tipo, si devono rispettare orari diversi ed è tutto più complesso. Sono convinto che l’individuazione del cittadino che conferisce e la pesatura dei rifiuti conferiti siano obiettivi a cui puntare, l’ho sostenuto dalle prime assemblee pubbliche a cui ho partecipato, quindi la proposta di Ficcadenti sfonda una porta già aperta. Ma applicarla ora, mentre alcuni quartieri ancora non differenziano, sarebbe ingestibile e non avrebbe l’utilità che in questo momento è necessaria. E’ come se un’insegnante elementare invece di elevare il livello di tutta la classe si dedicasse agli alunni che sembrano più promettenti, lasciando indietro gli altri. In realtà il massimo vantaggio per i cittadini in questa fase deriva dall’aumento della differenziata a livello generale di città, perché così si diminuisce la quantità di rifiuti conferiti in discarica e quindi i maggiori costi dei servizi che gravano sull’applicazione della Tari. Una tonnellata di rifiuti conferita in discarica ha un costo ed una tassazione regionale disincentivante. Lo stesso peso di rifiuto differenziato, carta o plastica o vetro, ha un costo azzerato, in quanto conferita almeno ai consorzi obbligatori, se non direttamente alle industrie che ne gestiscono il riuso.

Quindi proposta condivisa ma non applicabile ad oggi?

E’ così. Ripeto, è un obiettivo che condivido, dovremo arrivare a sistemi di conferimento attraverso una scheda o attraverso la raccolta di sacchi nei quali è stampato un codice che identifica il cittadino, così da pesare i rifiuti in tutte le componenti ed applicare la tassazione il più possibile in proporzione della parte non differenziata. Ma oggi è uno sforzo che comporterebbe difficoltà enormi di gestione senza produrre effetti adeguati. Detto questo, rispetto a quanto argomentato da Ficcadenti è assolutamente necessaria una precisazione, perché altrimenti sembra che si voglia negare un vantaggio già previsto. La riduzione del 15% di cui parla Ficcadenti è prevista nel regolamento Tari, all’Art. 16, ma a condizione che i rifiuti speciali assimilati agli urbani – perché stiamo parlando di utenze non domestiche – siano effettivamente avviati al riciclo e la loro quantità sia superiore al 50% della quantità annua presunta di rifiuti prodotta da quella utenza. Se applicassimo la stessa misura alle utenze domestiche dovremmo verificare che l’umido compostabile rappresenti almeno il 50% dei rifiuti prodotti da una famiglia, condizione irrealizzabile. In un’impresa invece questo può avvenire, specie per le attività che trattano materiali di una tipologia e in grande quantità, potendole destinare al riciclo, quindi alla re-immissione nel ciclo produttivo.

Nessun trattamento di favore a vantaggio di singole categorie quindi?

“Assolutamente no. Tanto più che il nuovo regolamento dei rifiuti serve a limitare il conferimento indifferenziato di rifiuti da parte di attività non domestiche, soprattutto in relazione alle quantità che un’attività può produrre. Attraverso il regolamento si determinano proprio tipologie e limiti di quantità entro i quali una ditta qualsiasi, attività produttiva o ristorante per fare due esempi opposti, può destinare alla raccolta che dà origine alla Tari. Se qualcuno supera la quantità massima ammessa è anche logico che gli si consenta di valorizzare la parte eccedente, o addirittura di ridurre la parte ricompresa nella raccolta generalizzata. In conclusione spero che con Ficcadenti, con tutti i Consiglieri e con i cittadini, entro i primi mesi del prossimo anno potremo parlare di riutilizzo delle frazioni di rifiuti e di sgravi della tassazione locale per chi differenzia meglio o riutilizza, perché vorrà dire che abbiamo completato la copertura del sistema di raccolta differenziata e questi ragionamenti ci servirebbero a limare gli ultimi punti percentuali eventualmente rimanenti rispetto alla tanto agognata percentuale del 65%.

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Data pubblicazione : 01/08/2014 17:28
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
5 commenti presenti
  • Albertomario C.

    02-08-2014 20:40 - #5
    Assessore Silenzi, alcune poche considerazioni. Sono tre anni che governate ed oggi lei mi parla di obiettivi non raggiunti, per colpa di chi? Credo che un amministratore, abbia l'obbligo di assumersi TUTTE le responsabilità senza dare colpe ad altri. Non avere le percentuali del 65%, inoltre, significa che vi è un aggravio di costi di smaltimento, con tutto quello che ne consegue ammenochè, il Comune di Fermo, sia stato esentato dall'ASITE al pagamento delle ecotasse previste per chi non ha raggiunto il 65%. Petrini ha ragione il compostaggio domestico e le relative riduzioni sono pratiche già ampiamente utilizzate da comuni piccoli e grandi che vanno incontro a ridurre l'organico da conferire nel centro di compostostaggio. Altra considerazione questa pratica non riguarda e non è collegata con la raccolta differenziata ma può essere praticata anche con la normale raccolta dei rifiuti urbani, per ridurne il peso maggiore derivante dall'organico. Ultima considerazione la scelta del Comune di Fermo di non ricomprendere tutti i rifiuti tra quelli assimilabili delle attività produttive da una parte comporta una riduzione di introiti derivanti dalle attività produttive e dall'altra una riduzione dei rifiuti urbani. Ora anche in questo caso credo che l'ASITE con la struttura organizzativa di cui dispone avrebbe potuto, salvaguardando gli introiti, organizzare a servizio delle imprese una raccolta differenziata riducendo notevolmente i rifiuti da conferire in discarica tal quali. Ho l'impressione che così facendo, cioè riducendo la platea dei contribuenti, c'è il rischio REALE di far ricadere sui cittadini i costi totali della raccolta.
  • Fabio Petrini

    02-08-2014 13:16 - #4
    La proposta di applicare la riduzione del 15% sulla tassa rifiuti per le famiglie che producono il compost in casa, riciclando gli scarti di cibo, è invece fattibile a partire da oggi. Innanzitutto questa modalità verrebbe attivata a richiesta del cittadino se proprietario di orto o giardino e quindi non sarebbe generalizzata. I controlli sono facilmente eseguibili: 1) accertare la proprietà di orto o giardino; 2) togliere dalla strada i bidoni per l'organico per riservarli a condomini, ristoranti, pizzerie o simili; 3) le famiglie che devono conferire l'organico possono farlo utilizzando il bidoncino marrone familiare consegnato in passato con le modalità che già oggi vengono applicate per la raccolta di carta, plastica e indifferenziato. Con questi piccoli e semplici accorgimenti, che vengono applicati da tanti altri comuni, si otterrebbe una prima riduzione della tassa rifiuti per le famiglie che producono compost. Si otterrebbe una migliore qualità del compost perché ogni famiglia, con il bidoncino che già ha, verrebbe incentivata a selezionare gli scarti di cibo e l'Asite produrrebbe un compost migliore. Oggi nei bidoni stradali per l'organico finisce di tutto, compresi rifiuti di ogni tipo depositati da cittadini di altri comuni che si fermano con le auto. Inoltre si eviterebbe il puzzo dei bidoni stradali per l'organico che, specialmente d'estate, è una costante. Chi produrrebbe compost in casa, con la conseguente riduzione della tassa rifiuti, non potrebbe esporre il bidoncino familiare per l'organico perché verrebbe individuato dagli operatori dell'Asite. Ripeto: questa modalità è già applicata in tanti comuni, anche marchigiani. Ad esempio il comune di Ancona prevede una riduzione del 10% della tassa rifiuti per chi produce il compost in casa e si tratta di una città quasi tre volte più grande di Fermo. Noi di Forza Italia abbiamo in cantiere, oltre a quella sul compost domestico, altre proposte per migliorare la raccolta differenziata e diminuire la tassa rifiuti per famiglie e imprese. Idee che proporremo all'amministrazione Brambatti nell'interesse di tutta la città.
  • luigi

    02-08-2014 12:32 - #3
    oh assessore ma che dai li numeri pe lu lottu come gigio montani'?
  • Matteo Silenzi

    01-08-2014 20:23 - #2
    Siamo al 45%, non al 35%, miglioramento di sette punti rispetto alla percentuale dello scorso anno. Ho dimenticato di citare Salette/Tirassegno tra le zone che fanno differenziata (inizio a dicembre scorso).
  • tante parole per dire NO NON RIDURREMO LE TASSE

    01-08-2014 17:49 - #1
    Siamo ancora al 35% di differenziata e l'obbiettivo sarebbe il 65%, una chimera. Non ridurranno le tasse e basta, prepariamoci al salasso dopo essere tornati dal mare, a PSGiorgio o Lido perchè di euri non c'è ne sono.
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