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Caso MITI. L'intervento dell'assessore provinciale Buondonno: "Il MITI non è chiuso"

Continuo a leggere su questo sito, in merito al museo MITI di Fermo,notizie inesatte e commenti, in molti casi, a dir poco approssimativi. Intanto, vorrei ricordare che, dopo oltre vent’anni nei quali le Officine Storiche del Montani erano in una condizione pietosa e letteralmente cadente, grazie alla progettualità della Provincia di Ascoli Piceno prima e della Provincia di Fermo poi, ne è stata recuperata e ristrutturata un’ala e, in essa, si è costruito un museo multimediale sul cui pregio e sul cui valore ormai non vi sono più dubbi.

Caso MITI. L'intervento dell'assessore provinciale Buondonno:

Mi fa, dunque, piacere che vi sia tanta preoccupazione sull’apertura del MITI (per la verità, anche da parte di qualcuno che, all’inizio, lo aveva snobbato, se non avversato); ciò dimostra che – come per le altre strutture culturali aperte grazie anche all’impegno della Provincia di Fermo – esso è considerato ormai parte importante del nostro patrimonio museale.

Il MITI non è chiuso, ma aperto nei weekend e, in più, viene aperto in ogni occasione su richiesta o prenotazione; è inserito nella rete provinciale dei musei e gestito, con competenza ed attenzione, dalla società cooperativa “Sistema Museo” (la quale, per inciso, gestisce oltre cento strutture museali in undici regioni italiane, comprese le maggiori città del Paese).

In ogni occasione in cui è stato necessario, per l’ITI Montani è stata garantita l’apertura (gratuita o a carico della Provincia), per esempio in occasione delle visite delle scuole medie per l’orientamento scolastico o per gli alunni dello stesso Montani, così come per gli eventi dell’Associazione Ex-Allievi. D’altra parte, nessuno ha mai dimenticato che si tratta di un museo prevalentemente legato alla storia di questa pregevole istituzione scolastica.

Il MITI è stato aperto finora con fondi della Provincia di Fermo e, per i laboratori con le scuole del territorio, grazie alla partecipazione (sempre curata dalla Provincia) ad un bando della Regione Marche, bando a cui abbiamo appena risposto nuovamente.

Effettivamente, esso è stato chiuso per un periodo, del resto brevissimo, a seguito dell’ultimo decreto del Governo Renzi che ci ha tagliato un altro milione di euro; successivamente, è stato riaperto grazie all’uso di un piccolo residuo della rete provinciale dei musei.

L’aspetto che, in questa discussione, mi sembrerebbe più rilevante è che tutti gli Enti Locali, compresa la Provincia di Fermo (e, d’altra parte, anche le istituzioni scolastiche), debbono continuare a fare salti mortali per aprire e valorizzare il proprio patrimonio culturale e turistico (dunque, per produrre anche economia e ricchezza) mentre tutti gli ultimi Governi nazionali hanno costantemente tagliato risorse vive e produttive a Comuni e Province, senza ridurre minimamente gli sprechi; prova ne sia che, nonostante i tagli lineari, la spesa pubblica è in costante aumento.

Aggiungo, per inciso, che tagliare in questi campi significa anche aggravare la già allarmante disoccupazione giovanile (e per la verità, anche quella adulta), in molti casi laureata ed estremamente qualificata, sia sul versante culturale che turistico.

In merito alla questione del coinvolgimento dell’ITIS Montani, voglio precisare che, intanto essa vi è già stata, né poteva essere diversamente, nell’allestimento della struttura e nella definizione dei contenuti storici e museali ed è nostra intenzione, in collaborazione con il Comune capoluogo, con la rete provinciale dei musei, con l’associazione Ex-Allievi del Montani ma anche, per esempio, con associazioni come il FAI ed Italia Nostra, che hanno mostrato disponibilità in questo senso, definire, in modo rigoroso e serio, com’è giusto per una struttura di pregio come quella, una gestione plurale che ne garantisca (nella nuova situazione istituzionale delle Province) fruizione e promozione.

Di fronte alla disponibilità mia e del Presidente Cesetti a procedere subito, attraverso le famose “chiavi” ad un insegnante del Montani, la Dirigente Amministrativa del Servizio Cultura ci ha fatto, giustamente, notare che ciò non era possibile, per ragioni di copertura assicurativa, la cui estensione a terzi avrebbe comportato (questo dicono le normative sulla sicurezza e sulla trasparenza) tempi comunque più lunghi dell’estate.

Tanto rumore per nulla e troppa gente che parla senza avere l’accortezza di chiedere prima informazioni.

Il MITI è fruibile secondo le modalità che ho ricordato e non ci risulta che chiunque lo abbia voluto visitare abbia avuto difficoltà pratiche o di informazione; abbiamo istituito, tra l’altro (credo per la prima volta in questo territorio) un numero fisso, attivo dal lunedì al venerdì per informazioni e prenotazioni e c’è un sito della rete museale (www.museicomuni.it) che offre ogni informazione necessaria.

A settembre, come previsto da tempo, ci incontreremo con i soggetti che ho sopra ricordato per definire le nuove forme di gestione (per le quali dobbiamo necessariamente aspettare il decreto governativo sulle funzioni delle Province) di una struttura che prima non esisteva e adesso esiste, è visitata ed apprezzata da tanti.

Come si vede, non ci interessano le polemiche, ma lavorare per la cultura, per il territorio e per la scuola pubblica. A volte basterebbe alzare il telefono e chiedere come stanno le cose; ma in questo Paese, ormai, le buone abitudini e il buon senso sono fuori moda.

 

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Data pubblicazione : 07/08/2014 16:16
Scritto da : Giuseppe Buondonno, Assessore alla Cultura Provincia di Fermo
Commenti dei lettori
4 commenti presenti
  • Carlo

    09-08-2014 12:24 - #4
    Caro Assessore, finalmente abbiamo tutte le informazioni relative al nostro benamato Museo. Quindi la gestione è affidata all'ottima cooperativa Sistema Museo (fatta di personale eccellentemente preparato... hanno partecipato anche alla realizzazione del catalogo scientifico della Pinacoteca civica). Ma mi sorge un dubbio, perché affidare un servizio "pubblico" (tenere aperto un museo, gestirlo ecc) in toto a una cooperativa. Mi spiego, non credo che l'ufficio anagrafe del Comune di Fermo sia gestito da una cooperativa. Per entrare lì hanno tutti superato un concorso. Forse un museo ha minore importanza? In fondo è un bene "pubblico", le cooperative vincono dei bandi. Se il prossimo bando non lo vince Sistema Museo, ma un'altra cooperativa che fa un prezzo più basso, ma che non ha personale qualificato, per dire senza qualcuno che abbia almeno sostenuto un esame su archeologia industriale, storia della tecnica ecc... che si fa? (come sta succedendo con la polemica Onda Azzurra, ha perso il bando o non ha partecipato non ho ben capito ed è fuori...). Non si potrebbe, creare almeno un posto di lavoro a tempo indeterminato e con tutte le garanzie... attraverso un concorso per titoli ed esami aperto a tutti, almeno per scegliere il "direttore" del Museo (se le cooperative cambiano, almeno un responsabile preparato, che sa catalogare, conservare, progettare spazi museografici – in modo da non dover pagare sempre esterni –, mostre, incontri ecc) RESTA. Ho visto che si sono offerte anche associazioni a tenere aperto il museo a titolo gratuito... ma creare posti di lavoro veri in ambito culturale a tempo indeterminato con criteri uguali a quelli che vengono usati per l'accesso al pubblico impiego (in modo di garantire la trasparenza) non sarebbe la soluzione migliore? Se mancano le risorse... speriamo negli ex allievi... Visto che a settembre vi incontrate, spero che pensiate a un concorso per titoli ed esami (fra parenti io non ho i titoli e neanche l'interesse, ma migliaia di laureati preparati per questo in tutta Italia sì...).
  • Luigino

    08-08-2014 12:20 - #3
    BELLE PAROLE, MA LE POLITIHE TURISTICHE E CULTURALI DOVE SONO? Belle parole, ma la verità è abbastanza desolante. Sia sul Miti sia in generale sull'organizzazione turistica provinciale. Praticamente il turista si deve sempre informare su tutto, addirittura telefonare per sapere se una tantum si può aprire un museo ... Dulcis in fundo si conclude con la critica al Governo Renzi che ormai è quasi un monocolore Pd. Pd in cui, guarda caso, sicuramente senza secondi fini, si è da poco iscritto il coerente presidente Cesetti. Continuiamo sempre con questo stile di politica ... tanto i voti per rieleggere Cesetti ci sono (ed in fondo è solo questo quello che conta per lorsignori ....)
  • Piero

    08-08-2014 12:17 - #2
    Bravo Peppino: il MITI è una bella realtà, punto. Ora, con questi chiari di luna finanziari, bisogna inventarsi una gestione economicamente sostenibile.
  • Marco

    07-08-2014 19:22 - #1
    Intervento giusto e misurato. Ma spesso caro Buondonno si fa tanto rumore, solo per la semplice ricerca del pezzo giornalistico perchè l'insegnate dell'iti, che lei ha menzionato, probabilmente non centra niente in mezzo a tutta questa bagarre mediatica, probabilmente non è stata una presa di posizione rigida, ma una semplice considerazione tra amici, e tra questi un giornalista che ne ha voluto fare un pezzo, fuori dagli schemi e da ogni finestra mediatica, magari considerando che forse d'estate si potevano fare aperture in più anzichè quelle classiche prestabilite. Può anche esserci stato, da parte dell'insegnatnte, un apprezzando alla provincia per i lavori della ristrutturazione delle ex officine. Sicuramente è andata così.
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