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Legge 194 che regola l’interruzione volontaria di gravidanza nelle Marche. L'intervento di Laura Stopponi della CGIL: ri-cominciamo a parlarne

Il ricorso massiccio all’obiezione di coscienza sta svuotando di significato la Legge 194, negando i diritti delle donne e penalizzando medici e infermieri non obiettori sui quali ricade tutto il carico delle interruzioni di gravidanza. Nelle Marche a fine 2012 - questi sono i dati più aggiornati forniti dal Ministero della Salute- gli obiettori rappresentano il 68% dei medici (ginecologi e anestesisti) e il 73% dei paramedici. Nella nostra Area Vasta questa percentuale raggiunge il 100% e questo significa che nessuna donna, nemmeno quando l’interruzione è necessaria per motivi terapeutici – può ricevere questa prestazione sanitaria presso il nuovissimo reparto Ostetricia dell’Ospedale di Fermo.

Legge 194 che regola l’interruzione volontaria di gravidanza nelle Marche. L'intervento di Laura Stopponi della CGIL: ri-cominciamo a parlarne

Quando una donna di Fermo è costretta a questa scelta, che è sempre dolorosa ed estrema, a proprie spese si sposta ad Ascoli per seguire la procedura, anche quando è minore, povera, senza lavoro, senza autonomia o completamente sola come spesso sono lasciate le donne quando una gravidanza indesiderata richiamerebbe l’uomo a responsabilità che non vuole prendersi.
La mancata applicazione della legge 194 è una palese violazione del diritto alla salute per la quale l’Italia è stata anche accusata di mancata applicazione dall’art. 11 della Carta sociale europea dal Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa.
“194: ri –cominciamo a parlarne” si inserisce nella campagna nazionale “Salviamo la Salute” promossa da CGIL, anche per riportare l’attenzione sui servizi consultoriali impoveriti di risorse e strumenti e sulla totale mancanza di prescrizione pubblica della pillola RU486.
Accanto alle donne di CGIL, ci saranno interventi della LAIGA, dell’AIED ed un focus specifico sulle donne immigrate con l’Ass.ne On the Road. Conclude il responsabile delle politiche della salute e welfare di CGIL Nazionale Stefano Cecconi

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Data pubblicazione : 12/03/2015 12:02
Scritto da : Laura Stopponi, CGIL
Commenti dei lettori
13 commenti presenti
  • Pierpaolo

    16-03-2015 22:23 - #13
    Certo che voi "credenti" siete proprio maestri di tolleranza e di rispetto nei confronti degli altri!!!!!!!! In italia non ci siete solo voi ma, per fortuna, ci sono anche milioni di persone che NON credono, altrimenti vivremmo in un iran cattolico. La legge 194 NON SERVE A VOI, ma serve a dare una possibilità di scelta a CHI NON LA PENSA COME VOI. Libertà di scelta è sinonimo di libertà e di democrazia, 2 parole che non fanno parte del vostro vocabolario di persone integraliste.
  • il vaticano mantenetelo coi soldi vostri

    13-03-2015 18:40 - #12
    fuori la chiesa dallo stato laico! la questua è un libro che documenta fatti e cifre nero su bianco come il vaticano succhi un fiume di milioni ogni anno alla collettività.. e certi estremisti cattolici fanno propaganda facendo una morale che oltre ad essere ipocrita è profondamente disumana e priva di empatia per la sofferenza di tante donne che loro descrivono come macellaie. mentre a fermo vige la barbarie cavernicola di non poter abortire a causa di medici e pramedici cattolici che per ragioni politiche e di comodo si dichiarano obiettori.. inciviltà e barbarie pseudo-cattoliche
  • Fabiano Strovegli

    13-03-2015 17:07 - #11
    Ma quale diritto alla salute?! Siete pazzi ? Una gravidanza non è una malattia!!! Chi sceglie di consumare un rapporto sessuale è consapevole di sottoporsi al rischio di concepimento di una vita, ed è pertanto responsabile di quella vita da principio. Chi sceglie di ubriacarsi è consapevole di sottoporsi al rischio di cagionare danni al prossimo e consapevole, al contempo, che la legge non starà li a tutelare la sua debolezza, bensì a punirlo. La legge punisce chi beve troppo e guida per il SOLO RISCHIO di cagionar danni al prossimo, ma al contempo ESIGE che il personale medico e paramedico si renda complice (o CORREO) dell'interruzione di una vita (certa o promessa) SCELTA DA ALTRI. Come se l'aborto fosse un diritto di chi consapevolmente (nel momento in cui ha consumato il rapporto sessuale) ha chiamato a nascere una vita e non un diritto a nascere per chi è stato chiamato. Solidarietà agli obiettori. Se il 100% dei medici e paramedici obietta, è la legge che dovrebbe conformarsi all'uomo e non l'uomo alla legge, altrimenti non è democrazia.
  • Carlo

    13-03-2015 16:50 - #10
    Accogliete anche i profughi... mai visto un cristiano fare una filippica per un profugo...
  • un cristiano

    13-03-2015 16:13 - #9
    Giovanna purtroppo queste persone non capiscono la gravità dell'aborto....non so neanche se hanno ben in mente come e cosa avviene oggi negli ospedali marchigiani: donne sia italiane che extracomunitarie che come contraccettivo usano l'aborto anziché prendere le dovute precauzioni (soprattutto per ignoranza in quanto non conoscono bene il proprio corpo). Quindi stiamo andando ben oltre alla legge 194. L'articolo non dice quanto lo Stato sta spendendo per praticare gli aborti (con i soldi di tutti i contribuenti compresi anche di chi è contro l’aborto) e non ha fondi per curare le persone in stato di sofferenza. Lo sanno questi signori che ci sono pochissimo medici dell'Ant per mancanza di fondi nelle Marche (ai non addetti ai lavori…sono medici che seguono i malati terminali c/o le loro case dando un aiuto prezioso sia alle famiglie che ai malati)? perché c'è questa voglia di morte in questa società anziché aiutare chi vuole vivere? e perché non parliamo di tutte quelle associazioni che non solo aiutano alla donna a portare avanti la gravidanza (vedi Famiglia Nuova, Movimento per la Vita) o addirittura ti danno la possibilità di partorire in anonimato lasciando il bimbo in ospedale o lasciandolo in una CULLA per la vita allestite in tantissime città italiane? Nelle Marche ce n’è una all’ospedale Salesi di Ancona. Portare il bambino nella Culla non è reato in quanto si applica la stessa normativa dell’abbandono in ospedale. Il soccorso sarà immediato e verrà avvisato immediatamente il Tribunale dei Minori che provvederà all’adozione del neonato. E’ chiaro che le culle non sono la soluzione ma un modo per evitare che il bambino venga gettato nella spazzatura o affidato a malintenzionati. Bisognerebbe venisse investito di più sulla cultura dell’accoglienza della vita e del suo rispetto. un caro saluto
  • Carlo

    13-03-2015 12:56 - #8
    Giovanna ma stai dando dell'assassine a tutte quelle che abortiscono... sul fatto che nessuna donna si sia mai pentita di abortire... c'è una letteratura tragica dietro che smentisce questa affermazione... capisco che sei contro l'aborto, però dai, tranquilla, etichettare le donne che abortiscono come assassine (o chi pratica l'aborto come assassino) è eccessivo... ma forse mi sbaglio e non intendi che chi abortisce uccide una vita umana...
  • giovanna

    12-03-2015 21:02 - #7
    Che poi, quale sarà il gravoso problema di andare ad abortire fuori Fermo ? Un mio parente stretto è andato a fare la radioterapia in Ancona per 5 settimane e nessun sindacalista si è indignato. Sindacalista che, lo ripeto, sarebbe molto più soddisfatta umanamente se invece di impegnarsi a favorire l'uccisione del figlio di queste donne , si impegnasse solo per un decimo a sostenerle nel far nascere quello stesso figlio. D'altronde , mai nessuna donna al mondo si è pentita di non aver abortito, mentre sono milioni le donne al mondo segnate a vita da questa decisione.
  • Giovanna cambia paese vai in un convento a vivere

    12-03-2015 19:06 - #6
    magari preoccuparsi della pedofilia nella chiesa mai eh..!
  • Carlo

    12-03-2015 18:08 - #5
    Quindi chi ritiene che l'aborto sia un diritto è un nazista, mi sembra che nella Tedeschia degli anni 30-40 c'era una spregevole dittatura? Interessante... quindi sarei un nazista... che poi nella Repubblica di Weimar l'aborto era consentito solo se la nascita del pargolo metteva in pericolo la madre, i nazisti hanno mantenuto la stessa norma, aggiungendo che era possibile abortire anche se una donna aveva avuto un rapporto con un non ariano... per il resto era vietato... gli anticoncezionali nella Germania nazista erano vietati... fidati Giovanna, io nella Germania nazista finivo in un campo di concentramento...
  • giovanna

    12-03-2015 17:27 - #4
    Cara Redazione, nulla da replicare a questi oppositori della libertà di coscienza con argomenti risibili e ridicoli, rispetto alla grandezza e dignità del tema per tutta la società ? Loro avrebbero prosperato negli anni 30-40 in Germania, ma voi non avete nulla da dire , oltre che pubblicare comunicati del misero livello soprastante ? Mi rivolgo anche a qualche rappresentante dell'ordine dei medici : possibile che si debba subire sempre ? Qualche motivo ci sarà se un medico non vuole uccidere dei bambini nel ventre materno, no ?
  • Catarino Cesà

    12-03-2015 16:32 - #3
    La legge 194, chiamata comunemente legge Aborto, è sempre stata una spina nel fianco per tutti quei settori sociale del paese che, in nome di un non meglio specificato diritto alla vita, vogliono impedire che UNA LEGGE DELLO STATO, e non di un regolamento interno della bocciofila, venga applicata. La maggioranza degli Italiani reputò, e reputa a tutt'oggi che, chi volesse usare la legge POSSA farlo senza restrizioni, il fatto che si sia permessa l'obiezione di coscienza non deve significare che la legge non debba venir applicata, come certa parte della società Italiana, minoritaria è bene sottolinearlo, vorrebbe, e io stesso reputo civile permettere a chi si senta obiettore di potersi definire tale, ma fino ad un certo punto, ossia non è possibile che la legge non possa venir usata in virtù di uno schieramento massiccio di medici che, con tale comportamento impediscono allo Stato di funzionare, facendo invece funzionare benissimo molte cliniche private operando in esse gli stessi interventi di interruzione di gravidanza che nelle strutture pubbliche non vogliono fare perchè non ci lucrano come vorrebbero.In certi casi, e la legge 194 è uno di questi, non si dovrebbe andare oltre un lecito limite di obiettori, e nel caso si arrivi all'assurdo di averne il 100%, per legge costringere gli stessi ad operare coattivamente, non per imporre una scelta che non condividono,ma per poter permettere allo Stato di funzionare. Sorvolo sui soliti riferimenti mortuari da parte di una componente religiosa che non vuole accettare altri punti di vista, ma vorrei restringere per ora il campo della discussione al solo contesto giuridico Italiano, per cui chiunque impedisse ad altri di poter utilizzare una legge dello Stato dovrebbe essere perseguito penalmente.
  • Carlo

    12-03-2015 16:02 - #2
    Sempre per l'aborto, è un segno di civiltà e progresso. Per esempio io caccerei dagli ospedali pubblici gli obiettori di coscienza,,, lo Stato è laico, se non vuoi fare gli aborti trovati lavoro in una struttura privata.
  • giovanna

    12-03-2015 12:20 - #1
    Io spero solo che questa testata reagisca in qualche modo ( intervistando un medico che ha studiato per dare alla luce un bambino e non per sopprimerlo ? o una mamma che è stata sostenuta nella gravidanza e che non ha avuto la vita rovinata dall'aborto di suo figlio ? ) alla gravità delle affermazioni della sindacalista, che magari si dovrebbe occupare di più di aiutare le donne povere immigrate , invece che perseguire la soluzione più facile e più razzista.
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