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Un giovedì al Mercatino, a spasso con Bibi Iacopini. Dalla Dea Madre alle girandole medioevali: turista per un giorno con un Cicerone d'eccezione, alla scoperta dei tesori. GUARDA LE FOTO

Un flusso continuo di gente, dalle 18 alle 24 senza sosta: fermani, persone provenienti dal territorio, tanti turisti, locali pieni, biblioteca aperta, associazioni, espositori, accademie, mostre, moltissimi oggetti curiosi di artigianato...tutto questo è il Mercatino. Dopo aver per anni passeggiato senza soffermarmi su ogni bancarella, quest'anno mi sono regalata cinque ore intense e chi se non Bibi Iacopini poteva accompagnarmi in questo giro speciale alla ricerca delle curiosità e dei segreti che spesso sfuggono al visitatore accaldato? Il nostro viaggio parte dal caffè biologico preferito da Bibi (servito dalla Veneta) e da una prima sosta sulla scalinata del Palazzo dei Priori: sono solo le 19 ma già sia la piazza che Corso Cefalonia sono piene di persone.

Un giovedì al Mercatino, a spasso con Bibi Iacopini. Dalla Dea Madre alle girandole medioevali: turista per un giorno con un Cicerone d'eccezione, alla scoperta dei tesori. GUARDA LE FOTO

Prima sosta da Maria Nella, che da Santa Maria degli Angeli porta qui da oltre vent'anni i suoi preziosi oggetti di artigianato etnico: attraggono la mia attenzione la Dea Madre (statua risalente all'ottocento) e un meraviglioso oggetto, che scopro poi essere un contenitore per erbe magiche. Ma...il giro da fare è ancora lungo, ed imbocchiamo quindi Corso Cefalonia. E qui il mio speciale Cicerone mi racconta le storie di oni espositore, di cui si ricorda il nome e con cui lo scambio di chiacchiere e sorrisi è simbolico dell'atmosfera che si respira. C'è Lorenzo Ceccarini, con i suoi pregevoli accessori in cuoio: borse e cinture colorate, classiche o originali ma tutte testimonianze di una tradizione familiare che è partita proprio da questo mercatino e che da un banco di due metri si è trasformata nel tempo in una attività di success. Anna ha un favoloso tavolo pieno dei suoi saponi naturali, a forma di dolci, viene quasi voglia di mangiarli per la cura con cui sono stati creati!

Sara La Rosa porta da Camerino le sue creazioni in pelle e...all'improvviso lo sguardo cade su Via della Pescheria, quel piccolo vicolo che da Corso Cefalonia scende a Piazzale Azzolino. Ma...c'è una galleria a cielo aperto, impossibile non fermarsi a chiedere! E' Maurizio Ermanni che allestisce da anni questa piccola Marguttiana: i suoi personaggi surreali e variopinti si susseguono lungo la via e il suo tocco francese di respira, quell'aria della Provenza in cui è cresciuto. Ora però la mia attenzione è attratta da un fischio....è tutto merito della fermanissima Francesca Corsi e delle sue ceramiche che scopro essere si di ogni forma possibile, ma accomunate dalla caratteristica di essere tutti fischietti!

Dobbiamo proseguire, e scopro con sorpresa che per dare la giusta attenzione a tutto forse bisognerebbe farne cinque di questi tour....sulla nostra destra di apre lo spettacolare cortile di Palazzo Azzolino e qui l'atmosfera diventa ancora più suggestiva. La compagnia dei Morlacchi, in abiti quattrocenteschi, fa da cornice storica a tre stand di assoluto interesse: Zia Roby (Roberta Pierangeli) espone le sue creazioni tutte fatte ad ago ed uncinetto, il Laboratorio del Cappello di Montappone e l'orafo Massimo Ripa di San Benedetto. Nonostante il tempo scorra veloce mi soffermo a parlare con Francesca Chiodi, una delle responsabili della scuola che, collegata all'Ipsia, alla Provincia di Fermo e alla Camera di Commercio: è lei a spiegarmi che i formatori sono soprattutto cappellai in pensione, che dalla ideazione, alla cucitura e realizzazione di questi copricapi hanno come scopo quelo di tramandare un'antica tradizione artigianale. Nel cortile sono esposti due quadri e la mia meraviglia aumenta quando scopro che contengono un gioiello: dal cuore realizzato con i chiodi per ferrare i cavalli spunta un magnifico anello. Vere e proprie opere d'arte!

Vengo richiamata all'ordine e la passeggiata continua: quasi di fronte alla Chiesa del Carmine, proprio oggi è stata inaugurata una mostra che resterà aperta tutti i giovedì fino a fine agosto. Bice Antognozzi (Associazione La Luna) mi dice che si tratta degli elaborati di alunni e maestri del 5° corso di incisione, che quest'anno si è svolto nei locali della scuola d'arte. Prometto al curatore Sandro Pazzi che mi prenderò più tempo per visitarla con calma, merita tutta la mia attenzione! Tra le terracotte di Antonietta (azienda Ristrutturando) e Giocaranda (due ragazze anconetane che creano monili partendo dai filati) raggiungiamo piazzale Azzolino. Un breve sguardo ai vinili di Francesco e Bibi mi ricorda che il mercatino non è solo shopping, ma anche mangiare e bere. In effetti i locali intorno a noi sono pieni zeppi di gente, ma l'amicizia che lega la mia guida a Luca Testoni della Pizzicosa ci fa comunque guadagnare due spritz, che ci rimettono in carreggiata pronti per ripartire.

Tra le innumerevoli persone che fermano Bibi, e lo distraggono solo momentaneamente dal suo sguardo vigile su tutto (dalle bottiglie abbandonate alle manovre in auto di chi si sta ancora sistemando), un abbraccio speciale è per Daniela Del Bigio, presidentessa della mostra mercato. Via...veloce verso Piazza! Noto la presenza, tra tutti operatori che espongono antiquariato e oggetti d'epoca, di un sorridentissimo ragazzo che vende braccialetti e creazioni in cuoio. Mi servono un nome e una spiegazione! Lui è Siddartha e Bibi ha deciso di lasciargli quel posto davanti alla Veneta perchè suo papà Ruggero proprio lì è stato uno dei primi espositori! Proprio sulla piazza scopro quanto sia internazionale l’artigianato che vedo: tra Demetrio di Porto Sant'Elpidio ((che tra l'altro espone una pregevole mattonella napoletana di tardo Rinascimento), Livia Santoni di Macerata e Elektra di Civitanova...qualcuno viene da lontano! C’è chi è inglese (Nichel Macdonald) e chi belga (Ciaudino Dariozzi), chi il viaggio lo fa nel tempo (Silla con i suoi libri del 600) e chi nella memoria (con il bianco della nonna), e chi infine si dedica al bambino che è in ognuno di noi (Boni con i suoi fumetti). Scorriamo le bancarelle della Strada Nuova: mi chiedo come mai da piccola non avessi visto queste cose, i miei genitori avrebbero sperperato un patrimonio per soddisfare i miei desideri qui. Mi meraviglio per le creazioni in legno di Franco Giampieri (che ricostruisce le girandole del Medio Evo), mi perdo nelle miniature di Francesca Tonti (tra la micro edicola e tutti gli accessori possibili per Barbie quasi mi gira la testa), sono incantata dalle scarpine di Maria Vittoria Ribustini. Un attimo? Scarpine? La mia anima modaiola mi riporta ai 40 anni e mi trovo in mano una ciabatta spettacolare in cuoio, creazione di Roberto Petrini (Debora Calzature). Un vero gioiello, mi riprometto che se finirò questo giro mantenendo la posizione verticale verrò a provarla! Tra cuori e saponi (di Maria Pia Funari, Patrizia Di Ruscio e Teresa Perticarini), sculture in pelle (dell’argentino Fernando Rielo), gioielli di Cristiana Del Bello (una delle nuove espositrici di questa edizione), si fa comunque sentire una certa fame e la mia attenzione improvvisamente è focalizzata sulle attività alimentari: mi racconta Bibi che già dal 1983 fu scelto di dare spazio anche ad alcune eccellenze mangerecce selezionate, e sono arrivati qui così “Angelò de Montemonaco”, il tartufo del Bosco d’Oro e vari altri espositori. Esausta ma felice, mi rendo conto dopo tanti anni che il Mercatino è bel più di una mostra! E’ multi-etnico (con le treccine di Aisha, l’enorme banco di Sow Bow Bow, le creazioni in foglie intrecciate del cinese U…si si, ha proprio detto di chiamarsi U), è veicolo promozionale per le Associazioni (ne sono ospitate 12), è un momento di cultura (con il cambio percorso museale che consente il passaggio tra Biblioteca e Pinacoteca, percorso nel quale è allestita la mostra tra i libri di Romolo Spezioli), è un momento di allegria e socializzazione! Si compra, si scopre, si mangia, si beve e soprattutto si incontra!
Le luci si stanno spegnendo, gli ultimi operatori caricano i furgoni, mi sento un po’ malinconica. Ho davvero visto l’anima del Mercatino, me ne sono un po’ innamorata e sorrido pensando che giovedì prossimo le luci si riaccenderanno e la festa ricomincerà.

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Data pubblicazione : 17/07/2015 15:31
Scritto da : CRISTINA DONATI
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