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Il delegato regionale di SOS Utenti Di Ruscio: “Ritorna la tassa della bonifica …illegittima”

“Stanno arrivando progressivamente gli ‘Avvisi Bonari’ con i quali il Consorzio di Bonifica regionale chiede il contributo di bonifica ovvero il contributo economico che l'Ente ritiene che ogni proprietario d'immobile extraurbano e urbano, questi ultimi non serviti da pubblica fognatura, inclusi gli industriali, debba pagare perché facenti parte del Consorzio obbligatorio per legge e per il beneficio che gli immobili godono attraverso l'attività consortile. Questo è quanto afferma il Commissario del Consorzio”. Inizia così l’intervento del delegato regionale di SOS utenti Saturnino Di Ruscio.

Il delegato regionale di SOS Utenti Di Ruscio: “Ritorna la tassa della bonifica …illegittima”

Di Ruscio che scrive: “ La famigerata tassa è stata sospesa nell'anno 2002 e c'è chi ha fatto carriera politica grazie a ciò (vedasi Onorevole Luciano Agostini) ed ora che il territorio (fiumi, fossi, strade e versanti) è fortemente compromesso e malridotto, la tassa viene reintrodotta. C'è stato l'abbandono del territorio per 13 lunghi anni e quei pochi lavori fatti di manutenzione ordinaria e straordinaria hanno provocato più danni che benefici. Come Associazione di consumatori SOS utenti avvertiamo che trattandosi di avviso bonario, e non di un titolo esecutivo come la cartella esattoriale, l'utente non è obbligato a pagare e sarebbe il caso che ogni contribuente verificasse che ci siano tutti i presupposti per la legittimità dell'importo richiesto. Una volta pagato si inibisce la facoltà di ricorrere”.

Di Ruscio aggiunge: “SOS utenti ritiene che il ruolo sia illegittimo perché viene richiesto il pagamento del contributo senza che l'Ente si sia dotato dello strumento principe previsto dalla legge nazionale e regionale: il Piano Generale di bonifica. Il Piano individua le necessità di un territorio in termini di opere di bonifica, incluse quelle idrauliche, unitamente alla relativa classificazione, senza la quale non è possibile individuare sia l'Ente gestore/esecutore delle opere ed in capo a cui spetta l'onere relativo (pubblico o privato). Non basta una convenzione tardiva con l'Università di Camerino per legittimare i milioni di euro previsti in bilancio per due esercizi relativi agli anni 2014 e 2015. La legge specifica che il piano di bonifica si deve armonizzare con tutti gli altri strumenti di programmazione regionali, provinciali e locali vigenti, richiedendo un lungo e certosino lavoro che può durare anche qualche anno. Non basta fare opere in convenzione con enti locali come taglio piante, spurgo fossi per richiedere il contributo. Alla Regione Marche chiediamo di definire e precisare in maniera inequivocabile, per la chiarezza dovuta nei confronti di chi paga, una volta per tutte, quali siano le funzioni in capo all'Ente pubblico in materia di idraulica e difesa del suolo e quali al privato (Consorzio di Bonifica) affinché l'utenza non paghi due volte la stessa opera, sia attraverso la fiscalità generale che il contributo di bonifica.Inoltre si rileva che precedentemente il cittadino poteva ricorrere contro qualsiasi atto del consorzio propedeutico al ruolo: Piano Classifica, Piano di Riparto, ruolo stesso, ecc., oggi solo attraverso la Commissione Tributaria dopo l'emissione della cartella esattoriale. C'è una gravissima limitazione dei diritti dei cittadini. Addirittura si limita anche la rappresentanza degli utenti perché lo Statuto approvato dalla Regione consente di eliminare le elezioni attraverso liste unitarie. E' questa la democrazia del XXI secolo? L'associazione dei consumatori SOS utenti, con sede in Fermo, via Candido Augusto Vecchi, 25, è disponibile ad assistere chiunque ne abbia bisogno previo appuntamento”.

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Data pubblicazione : 27/07/2015 15:31
Scritto da : Redazione
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