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La montagna:i giovani (quei pochi), il biologico e le energie rinnovabili

È appena trascorso il giorno di S. Martino, da qui riparte un’annata agraria nuova, e quest’anno di novità ce ne saranno molte. Entra in vigore il nuovo PSR 2014-2020 e non c’è bar, piazza o convegno in cui non se ne parli. Ma non era destinato agli agricoltori? In realtà no. È prevalentemente destinato a loro ma contiene misure importanti anche per i comuni e altri soggetti pubblici, tra i quali i GAL (che vedono la loro quota fortemente incrementata). PSR, quindi soldi Europei, tanti soldi! Un detto montano recita a tal riguardo “ li sordi sò come l’acqua, pija sempre la stessa crepa” speriamo non che sia più così. Ma il PSR oltre ad essere l’ultimo bacino economico da cui attingere acqua fresca, da quest’anno sancisce inesorabilmente una situazione che detta e ridetta ancora non è stata sanata: “il malessere della montagna”.

La montagna:i giovani (quei pochi), il biologico e le energie rinnovabili

Pochi, vecchi e senza più un ruolo attivo nella società, i montanari si erano riciclati festaioli; vivevano solo per le sagre autunnali (quelle sì apprezzate dai costieri), da noi si va da Montemonaco ad Amandola passando per Smerillo, Montefalcone e Monte San Martino. Oggi si dà precedenza a loro. Perché tanto interesse per questo territorio? Perché finanziarlo più di altri? La risposta è presto data. Senza la montagna non c’è ambiente, almeno da noi, sugli Appennini. Per l’ambiente non contano le teste votanti ma le superfici territoriali, i Km quadrati di “ambiente” da salvaguardare.
Ad un convegno di pochi giorni fa all’Aquila l’on Enrico Borghi, presidente nazionale UNCEM, pronunciò un monito alla platea di montanari venuti da tutt’Italia: “Basta rotolare a Valle”. Rotolare è un verbo che scuote le coscienze. Chi rotola non si tiene sulle sue gambe, frana a valle, appunto. E allora? Soldi! per provare nuovamente a ripopolare un ambiente atrofizzato. Ma adesso la montagna deve scegliere: puntare sulle rinnovabili virtuose, sul biologico e sui giovani o dissipare i soldi che riceverà e scrivere la fine di un ultimo capitolo inglorioso.
Perché il biologico? Perché i tre quarti delle aziende montante lo sono di fatto senza percepire indennità per questo. Biologico, inoltre, significa ambiente (in un certo senso almeno), e l’ambiente è l’unica cosa che abbiamo da proteggere. Perché sui giovani? Perché sono pochi, pochissimi e disillusi. I giovani non si sentono cittadini gratificati, sono estranei dal modo di vivere che si ha nelle Marche, sono tutti proiettati fuori. I pochi, ancora volenterosi, vanno aiutati da istituzioni e società, a qualsiasi costo, sono veramente un patrimonio umano limitatissimo. Perché le energie rinnovabili? Perché, anche qui, molti cittadini le utilizzano costantemente senza saperlo, anzi usandole male. Pensate al legname bruciato nei camini con bassissima efficienza. Pensate ai boschi e a quanto arcaica è la nostra selvicoltura rispetto a quella del nord Europa, che i combustibili legnosi non solo li producono tagliando, ma addirittura li esportano sotto forma di pellet e per questo viene riconosciuto loro un altissimo livello di Eco-sostenibilità.
In sostanza questo è un treno che non si può perdere. I sindaci e le istituzioni devono per forza seguire lo sviluppo organico del settore rurale. È finita la fase dell’azienda solitaria che irrompe sul mercato e traina un territorio, oggi il “boccino” devono averlo i sindaci perché i problemi, come le soluzioni, esulano dal singolo. I sindaci devono cercare di incastrare le esigenze della società con quelle dell’ambiente; ma quanti comuni hanno un progetto veramente organico a tal proposito?
Non serve molto, gli strumenti ci sono e anche i modelli da seguire, modelli virtuosi e integrati che verrebbe la pena se non altro di copiare.

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Data pubblicazione : 12/11/2015 14:58
Scritto da : Riccardo Tassi, vicepresidente ConFAC-Consorzio forestale dell'appennino centrale
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Aragorn

    12-11-2015 23:14 - #1
    questa del biologico è un'altra mega sola tutta italiana...basta girare per mercati o parlare con chi possiede un'azienda che alimenti i propri animali al naturale, per rendesi conto che è difficilissimo trovare un prodotto davvero biologico, è sufficiente che il proprio "vicino di campo" utilizzi prodotti chimici...questo è uno dei casi in cui arrivano una paccata di soldi e chi è più bravo ed "inserito" ha la meglio...penso a chi s'è rifatto i lavori di casa al tempo del terremoto spacciandola per danneggiata, o la più recente truffa sulle energie rinnovabili che paghiamo tutti tramite la bolletta elettrica...informatevi!!! oppure sarà la solita produzione di posti di lavoro stiile parco o comunità montana, distribuiti tra presidenze, vice-presidenze, consulenze e chissà cos'altro...
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