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Sanità Av4. La Cisl lancia l'allarme: "Problemi seri per la tenuta di reparti e servizi, altro che spot di direttori e politici"

"L’ultima grana che si è abbattuta sull’Area Vasta 4 come sull’intero Sistema sanitario regionale è l’obbligo di applicazione, dallo scorso 25 novembre, della direttiva europea del 2003 in materia di turni di servizio e pause tra un turno e l’altro. L’imposizione di garantire almeno 11 ore di pausa tra un turno e l’altro ed almeno 24 ore consecutive di riposo la settimana al personale medico, infermieristico e alle figure professionali sanitarie in genere, sta per far scoppiare in modo evidente il bubbone della carenza di personale, molte volte denunciata dalla CISL FP e sempre negata dalla Direzione di A.V.4 che fino ad ora aveva derogato a tale normativa".

Sanità Av4. La Cisl lancia l'allarme:

"I segnali di criticità, c’erano tutti. Basti pensare, quante volte la CISL FP ha denunciato l’esplosione del dato delle ferie non godute dal personale e delle ore lavorate in eccedenza. Per assurdo, l’obbligo di rispettare la pausa delle 11 ore tra un turno e l’altro, invece di essere garanzia di salute e qualità della vita per i professionisti sanitari, rischia di rivelarsi un ulteriore danno per loro. Il rischio è che l’Area Vasta 4, trovatasi come tutta la Regione Marche, colpevolmente impreparata a fronteggiarne le ricadute, scarichi sul personale l’onere di questa norma. Gli infermieri per esempio non potranno più scambiarsi il turno e ciò provocherà l’impennata di richiesta di congedi e permessi. Ciò avrà dirette ripercussioni sull’operatività dei Servizi resi ai cittadini. Addirittura è stato chiesto al personale turnista di trovare forme per sostituire le assenza dei colleghi anche rinunciando ai diritti contrattuali come riposi o ferie. Quest’ultime, alla faccia di tutte le norme esistenti, in Area Vasta 4 sono state ribattezzate “a rischio”. Tipologia questa inesistente nei contratti di lavoro ma le dieci unità operanti all’interno dell’Ufficio del Servizio Professioni e tutta la pletora di Coordinatori e Posizioni Organizzative dell’Area Vasta 4 hanno molto tempo per sfogare fantasie strane tendenti a non riconoscere i minimi diritti ai turnisti pur di assecondare una politica di continui tagli sul personale e non sugli sprechi.

Sarebbe necessario, invece, secondo la CISL FP un provvedimento regionale con stanziamento aggiuntivo, che permettesse le assunzioni di personale necessarie al mantenimento dei LEA e della qualità dell’assistenza nel pieno rispetto delle norme di chi lavora in sanità ed ha una responsabilità diretta sulla salute delle persone.Fino ad adesso solo la Regione Lombardia ha avuto la lungimiranza di approvare un piano assunzionale straordinario per quasi 7000 nuovi operatori entro fine 2016. Nelle Marche, la Giunta, molto incline agli spot e agli annunci, ha per ora solo iniziato un percorso per la stabilizzazione dei precari ma sempre all’interno della spesa del personale già preventivata. Il Fermano ha circa 140 figure professionali che avrebbero i requisiti per la stabilizzazione, molti dei quali giovani. I precari hanno tenuto a galla il sistema assistenziale dell’Area Vasta 4 e poi, per mero calcolo economico, hanno ricevuto il benservito a fine incarico. Vedremo se almeno questo percorso andrà in porto ma non basterà per sopperire alla carenza di personale che a breve si evidenzierà ancora più intensamente a seguito dell’applicazione dell’art. 14 della legge 30 ottobre 2014, n. 161.
Attualmente la situazione ( quella reale) dell’Area Vasta 4 resta critica anche per molti altri motivi. I problemi sono quelli spesso descritti dalla CISL FP Marche. Troppi reparti mancano del Primario e non sempre i Direttori facenti funzione, anche se professionisti seri, mostrano la dovuta autorevolezza per motivare adeguatamente collaboratori e personale. Il clima è sempre più disincantato e la demotivazione cresce. I posti letto sono insufficienti per dare risposte adeguate alle diverse tipologie di pazienti ed utenti con il solito ingolfamento del Pronto Soccorso. La percentuale di pazienti cronici ricoverati per periodi lunghi su posti per acuti all’interno del Murri di Fermo è troppo alta a causa della drammatica carenza di strutture residenziali e di lungodegenza. Non bastano gli spot per risolvere i problemi e non servono nemmeno iniziative estemporanee di qualche Primario che pur di mettersi in mostra attiva nuovi servizi ed ambulatori senza tenere conto delle risorse umane disponibili e della programmazione generale dell’Area Vasta.
Le promesse sulle case della salute di Montegiorgio e Sant’Elpidio a Mare per ora tali rimangono. A proposito, non si comprende chi gestirà la continuità assistenziale sui posti delle cure intermedie di Montegiorgio una volta in pensione lo storico dott. Nosdeo. La Regione Marche, infatti, non ha sottoscritto alcun accordo economico con i Medici di medicina generale che dovrebbero farsi carico dei posti attivati nelle case della salute di nuova istituzione e neppure ha licenziato un atto per regolare i livelli minimi di assistenza nelle unità di cure intermedie, invenzione tutta marchigiana. Per la CISL FP, le promesse sono credibili se le decisioni assunte hanno effetti contestuali a differenza per esempio di quanto avvenuto con la chiusura dell’Ospedale di Sant’Elpidio a Mare. Anche allora le promesse erano tante: chiusura dei posti di Medicina ma attivazione della Casa della Salute, attivazione di posti di lungodegenza, recupero di 20 posti di medicina per acuti all’interno del presidio di Fermo. Sono passati più di due anni ma di tutto questo non si è visto nulla. Speriamo che a Montegiorgio la storia sia diversa ma non ci giureremmo.
La CISL FP Marche, sarà impegnata nel presidiare con attenzione che nel 2016 l’Ospedale di Amandola non subisca un progressivo depotenziamento che potrebbe iniziare ad esempio con azioni di chiusura del Laboratorio Analisi.
Per ultimo ma non per importanza, va aggiunto un altro annuncio non concretizzato: la tanto ed importante integrazione dell’INRCA di Fermo con l’Area Vasta 4 è lontana dal realizzarsi. La collettività sta ancora attendendo l’apertura del reparto Lungodegenza all’interno dell’INRCA che doveva assicurare 20 posti già da giugno scorso. Arrivati a dicembre dobbiamo sospettare che di questi posti se ne siano perse le tracce. Del resto solo una sollevazione popolare ha impedito l’ennesimo taglio di servizi sanitari a Fermo con la chiusura di Dermatologia proprio all’INRCA che quasi viene avvertita come un inciampo piuttosto che una risorsa. Sarebbe bello se dal prossimo anno, Amministratori, Direttori, Dirigenti e Politici del fermano parlassero e scrivessero meno ma facessero le cose di cui la collettività ha veramente bisogno. E’ la richiesta della CISL FP Marche a Gesù Bambino per l’anno che verrà.

 

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Data pubblicazione : 07/12/2015 16:37
Scritto da : Giuseppe Donati, segretario regionale Cisl
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • Sabino

    08-12-2015 17:25 - #3
    http://www.informazione.tv/img/public/0000_2013/AttualitA_/Ospedale_Murri+Carcere.jpg Se è vera la notizia che il carcere di Fermo sarebbe presto chiuso, perchè non tornare alla utilissima idea espressa tempo fa in questo sito? Tantissime difficoltà verrebbero risolte http://www.informazione.tv/it/Attualit%C3%A0/art/47854/
  • Giuliano

    08-12-2015 13:37 - #2
    Sarebbe il caso di pensare a far rientrare a casa i giovani infermieri Fermani,vincitori di concorso al nord Italia. Formiamo giovani infermieri preparati e li facciamo andare a lavorare fuori regione,nonostante i nostri ospedali ne hanno bisogno, rendendoli lontani dai propri cari e dalle famiglie. Bisognerebbe dare la precedenza a questi ragazzi,che tra mille difficoltà hanno deciso di trasferirsi pur di praticare quel lavoro che amano tanto. Spero che venga presa in considerazione questa mia opinione. Grazie
  • Aragorn

    07-12-2015 19:05 - #1
    ma come..."Carissimi mi ha chiamato adesso l'amico Assessore regionale Fabrizio Cesetti per dirmi che la giunta regionale ha confermato il mantenimento dell'ambito sociale montano fino a dicembre del 2018 La delibera adesso andrà in aula per essere approvata definitivamente dal Consiglio Regionale. Un grande successo per tutto il territorio montano, per il Presidente dell'Unione montana e per i Sindaci che l'hanno fortemente voluta. Un primo importante e significativo passo verso la costruzione del "Distretto Sanitario Montano dei Sibillini" unica strada per il futuro. Un grazie al Presidente Ceriscioli ed a tutta la giunta regionale"...è amico e pure assessore...
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