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“Non chiamateci stipendificio”. Bilancio di fine anno per la Provincia di Fermo. Perugini: “Siamo vivi e vegeti”. Un 2016 con l'interrogativo sul COSIF e la nuova circonvallazione di Fermo

“Saremo l’unica provincia che ha rispettato il patto di stabilità. Se nel 2015 abbiamo lottato per sopravvivere il 2016 dovrà essere l’anno del rilancio e quello in cui si individuano quali sono le funzioni”. Conferenza stampa di fine anno, oggi pomeriggio per la Provincia di Fermo. A tracciare un bilancio del lavoro svolto, in un anno che ha decretato il cambiamento dell’ente, il presidente Aronne Perugini, il delegato alla cultura Stefano Pompozzi, il consigliere Mariano Ambrogi, Adolfo Marinageli ed altri rappresentanti del consiglio provinciale.

“Non chiamateci stipendificio”. Bilancio di fine anno per la Provincia di Fermo. Perugini: “Siamo vivi e vegeti”. Un 2016 con l'interrogativo sul COSIF e la nuova circonvallazione di Fermo

“L’ente di Area Vasta dovrà diventare una casa dei comuni – questo l’intento del presidente Perugini - in cui dovrà fornire servizi che oggi i comuni non possono più permettersi. Non solo gare d’appalto, ma anche progettazione, ufficio tecnico, consulenze che devono essere messe in rete. I comuni non hanno le risorse, mentre questo ente ha le capacità e le professionalità per farle. Un organo in cui vengono fatte anche le scelte politiche per il territorio”. Presidente che ha ribadito l’importanza dell’assemblea dei sindaci: “ Altro strumento della provincia che dovrà diventare il luogo in cui il territorio si confronta e prende le decisioni più importanti”.

“GRAZIE AL PERSONALE “

Conferenza di fine anno che inizia con un ringraziamento ai dipendenti, che in questi mesi hanno attraversato un periodo sicuramente non facile e quanto mai precario: “Assolutamente sentiti i ringraziamenti nei confronti della macchina amministrativa e dei dipendenti – ha detto Perugini - In questi 6 mesi in cui ho ricoperto l’incarico ho percepito un attaccamento a questo ente ad di là degli obblighi di ufficio e professionali. Grazie anche a tutti i consiglieri che si adoperano quotidianamente per mandare avanti questa realtà”.

“SIAMO VIVI E VEGETI”

“Un anno molto difficile, di transizione – ha commentato il sostituto di Cesetti, Aronne Perugini, in apertura di conferenza stampa - ma penso di poter dire che alla fine siamo vivi e vegeti, con prospettive per il futuro. Siamo riusciti ad approvare il bilancio, siamo riusciti a terminare la questione dipendenti, abbiamo continuato ad erogare i servizi indispensabili restando sugli standard dell’anno precedente, cosa che non è stata semplice e non era certo scontata. Le altre province penso stiano messe peggio di noi. Vantiamo un credito che siamo certi andremo a riscuotere l’anno prossimo. Abbiamo mantenuto fede agli impegni presi. Molte partitesi sono risolte positivamente ed oggi ci permettono di dire che l’Ente Provincia di Fermo non è uno stipendificio, ma riusciamo a garantire dei servizi”.

GLI INTERVENTI

Il primo grande punto riguarda gli interventi legati ai finanziamenti delle emergenze. Per quelle dei mesi di novembre e dicembre 2013 sono stati stanziati lavori sulla viabilità per 160 mila euro complessivi.

Per quanto riguarda invece l’emergenza del marzo 2015 il risarcimento è stato di 841 mila euro. Di questi, 51 mila sono stati impegnati per un’eventuale emergenza neve: “Fortunatamente non sono serviti al momento, ma in caso di neve saremmo stati l’unica provincia già preparata”. 90 mila euro sono stati invece i soldi destinati per le scuole e i restanti 700 mila euro sono stati impiegati sulla viabilità. “Tanti piccoli interventi - ha spiegato Perugini - ciascuno dai 40 ai 50 mila euro, distribuiti in tutto il territorio provinciale. Lavori che partiranno subito, molti a gennaio, altri in primavera. Come criterio di ripartizione abbiamo usato un metodo che potrebbe essere innovativo. Prima abbiamo chiesto ai sindaci le loro osservazioni poi abbiamo portato questa rendicontazione che è stata accolta positivamente da tutti”.

Tra gli altri interventi annunciato da Perugini, l’esistenza di un mutuo dal 2008 per 300 mila euro per la sicurezza della Mezzina. Soldi che non erano mai stati spesi: “Dobbiamo andare avanti con la progettazione e penso che la Mezzina ne abbia bisogno. Con 300 mila euro si possono dare risposte abbastanza celeri”.

Ci sono poi i soldi derivanti dalle multe del tutor sul tratto Fermo - Porto San Giorgio, 50 mila euro con cui verrà rifatto l’asfalto della strada. Oltre alle emergenze, saranno investiti 225 mila euro in altre opere che riguardano sempre la rete viaria. “L’ammontare di tutti i lavori è di 2 milioni e 84 mila euro, tranne le scuole – ha spiegato Perugini. Sappiamo che le necessita sarebbero ben altre ma questa è una prima risposta che diamo”

CIRCONVALLAZIONE DI FERMO

Qualcosa si muova anche per la nuova circonvallazione di Fermo. “Ho approvato il 23 dicembre un decreto con cui ho aggiornato i prezzi ed il piano particellare di esproprio per la cosiddetta circonvallazione di Fermo – annuncia Perugini - Partite le lettere ai proprietari, dovranno trascorrere 30 giorni, dopo di che possiamo fare la gara di appalto per la progettazione dell’opera. Serviranno 60 giorni per la realizzazione del progetto esecutivo ed altri 45 per gara. Nel 2016 quest’opera partirà”.

AMANDOLA E PONTE RUBBIANELLO
Per quel che riguarda invece la circonvallazione di Amandola, sono in sede di aggiudicazione i lavori alla ditta vincitrice. Pe il ponte di Rubbianello sono state aperte le buste ed a giorni ci sarà l’aggiudicazione dei lavori.

IL DIVORZIO DA ASCOLI

Perugini che, in merito alla richiesta di circa 8 milioni di Euro fatta a Fermo dalla Provincia di Ascoli spiega: “Abbiamo fatto opposizione su alcuni decreti ingiuntivi, presentando un’altra domanda riconvenzionale, nella quale si evidenza che non solo non dobbiamo dare 8 milioni e mezzo ad Ascoli ma ce ne vengono 4 milioni a noi”.

IL FUTURO DEL COSIF

Tra i punti centrali della conferenza stampa il futuro del COSIF. “Coerentemente l’ente di Area Vasta è in grado di fare sia lo sportello unico che mettere in campo iniziative per i finanziamenti europei – ha spiegato Perugini - Noi siamo in grado di farlo, in base a questo bisogna capire se ha un senso tenere aperto quest’ente, se deve esserci un exit strategy per uscire”. Al centro della vicenda anche il debito pregresso del COSIF: “Come provincia partecipiamo al 25 per cento e stiamo indietro nel pagamento rate 2014 2015, questo lo onoreremo per un totale di 56 mila euro entro fine anno. (28 mila + 28 mila), dopo prenderemo una decisione. Qualunque sarà la scelta mettiamo a disposizione i locali della provincia per svolgere le attività del Cosif”.
Perugini che aggiunge: “Riflessione che si sarebbe dovuta fare anni fa, quando è stata istituita la provincia. Se il ruolo che vogliamo dare alla provincia è quello che abbiamo detto, allora quei compiti passano alla provincia stessa. Deve esserci una scelta condivisa da tutti i sindaci, se chiuderlo o meno. Abbiamo fatto un primo incontro. Alcuni comuni hanno già deciso. Il debito è pregresso e ne rispondono anche coloro che ne sono usciti. Se c’è un piano finanziario di risanamento dobbiamo valutarlo”.

UNA PROVINCIA ‘VERDE’

 A fare il punto sulla questione rifiuti è stato Stefano Pompozzi: “Quest’anno come provincia abbiamo implementato dell’8 per cento la differenziata. Siamo diventati la provincia che produce meno rifiuti delle Marche. Più della metà dei nostri comuni hanno superato  del 60 per cento differenziata. Abbiamo finanziato nuovi eco-centri”. Pompozzi che aggiunge: “Per il resto abbiamo lavorato sui contenuti. Sostanzialmente dopo lo scombussolamento della riforma dell’ente di area vasta, la provincia torna a fare quello che è il suo scopo: programma, attua ed amministra. Non siamo esclusivamente qui a fare l’ordinaria amministrazione”.

 

AMBROGI E MARINANGELI: "RESTITUIRE ALLA PROVINCIA UN RUOLO DI RIFERIMENTO"

 

Mariano Ambrogi ha ribadito la: “Situazione non facile, in cui l’ente sta diventando astratto, in cui c’è poca chiarezza sul futuro delle province e sul ruolo che potrebbero svolgere. Una provincia di piccole dimensioni come quella di Fermo è efficace, efficiente, riesce a rispondere al territorio, mentre province di dimensioni più ampie fanno fatica. Mi chiedo se creare aree più vaste sia la soluzione giusta quando dimensioni più proporzionate potrebbero risolvere meglio i problem. Restituire alla provincia un ruolo di riferimento per tutti i comuni”.

 Dello stesso avviso il consigliere e sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli: “Come provincia abbiamo risolto un bel po’ di problematiche. Le prospettive per il 2016 riguardano il collegamento con gli enti. Sarà un ruolo importante quello della provincia per tornare ad essere un ente di coordinamento, dai dissesti, ai fondi europei. Avevamo fatto una progettazione per Fermo2020 per iniziare a programmare con i Fondi Europei, siamo stati forse i primi nelle Marche, ed oggi ce lo ritroviamo come riferimento. Siamo un ente politico e gli indirizzi politici devono essere punto essenziale di questa programmazione provinciale”.

 

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Data pubblicazione : 29/12/2015 16:44
Scritto da : Paolo Paoletti
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • T.M.

    29-12-2015 17:49 - #1
    Già il titolo è una bella premessa. Prendetevi una cartina delle Marche suddivisa in province e vedrete che quella di Fermo è minuscola. Per onestà, dati i tempi di tagli che corrono, riunificarsi con Ascoli o con Macerata va, che sulla costa comprendiamo appena 4 comuni e siamo celebri per putt... e videopoker, non per le cose decantate da lorsignori.
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