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Virus della Bluetongue. Al via nel Fermano la seconda parte della campagna di vaccinazione degli allevamenti. Oltre 22 mila animali interessati

La Bluetongue, detta anche febbre catarrale degli ovini, è una malattia infettiva causata da un virus che colpisce bovini, ovini e caprini, giunta in Italia, provenendo dal continente africano, all’inizio degli anni 2000. E’ trasmessa da piccoli insetti del genere Culicoides, una specie di moscerini grandi appena un paio di millimetri, che pungono gli animali malati nutrendosi del sangue contenente il virus, e che, pungendo gli animali sani, svolgono la funzione di vettori trasmettendo l'infezione agli animali sani.

Virus della Bluetongue. Al via nel Fermano la seconda parte della campagna di vaccinazione degli allevamenti. Oltre 22 mila animali interessati

Fortunatamente il virus della Bluetongue non è in grado di infettare l’uomo, né direttamente né tramite prodotti di origine animale (latte o carne) provenienti da allevamenti infetti.
Invece le conseguenze dell’infezione negli ovini portano ad una forma grave caratterizzata da scolo nasale, febbre, debolezza, dimagramento, ulcerazioni e cianosi delle mucose orali e della lingua, edema delle regioni della testa e degli arti, difficoltà respiratorie e zoppia, fino alla morte.
In un allevamento ovino con infezione in atto ci si deve aspettare che si ammalino gravemente circa il 30% degli animali e che la mortalità si possa aggirare attorno al 6%. I bovini invece rappresentano un importante serbatoio di virus poiché si infettano, anche se non mostrano sintomi; ad oggi sono conosciuti 26 sierotipi differenti del virus.
Attualmente nella regione Marche, ove si trovano circa 250.000 animali sensibili al virus, circola il sierotipo 1 che provoca una forma molto grave della malattia e che ha causato ingenti perdite economiche nell’autunno 2014 nel settore agricolo, portando a morte una quantità di animali che si aggira attorno alle 10.000 unità, nonché provocando una considerevole quota di mancata produzione di latte e carne in quasi tutti gli allevamenti marchigiani.
La perdita economica regionale nel settore è stata ingente e prudenzialmente è valutabile almeno tra i 2 ed i 3 milioni di euro.
In questo contesto emergenziale è stata emessa la Determina della Giunta Regionale marchigiana n. 1437 che approvava il Piano Straordinario di vaccinazione per il controllo della Febbre Catarrale degli ovini. L’atto ha previsto che l’ASUR Marche attivasse obbligatoriamente e con immediatezza le procedure di esecuzione di un piano vaccinale d’emergenza negli anni 2015 e 2016, consistente nell’esecuzione di un doppio intervento di profilassi su tutti i capi delle specie animali interessate.
Il Piano è stato pienamente compiuto nel corso dell’anno 2015, e, attuandosi nelle 5 Aree Vaste contemporaneamente, ha permesso di bloccare il propagarsi della malattia in tutta la popolazione zootecnica regionale. Nell’anno appena trascorso non si sono più riscontrati, infatti, nuovi focolai di Blue Tongue.
Nel 2016, sempre con la medesima modalità e nello stesso periodo primaverile, è necessario ed obbligatorio che vengano effettuale le operazioni di vaccinazione di richiamo in tutto il territorio della Regione Marche, la cui realizzazione richiederà comunque una tempistica ed una spesa inferiore all’anno precedente.
Nell’Area Vasta 4 di Fermo il patrimonio zootecnico interessato dall’intervento di profilassi vaccinale corrisponde a circa 600 allevamenti di ovicaprini per un totale di oltre 22.000 animali e 628 aziende bovine e bufaline per un complessivo di oltre 4.000 soggetti.
Si precisa che i fondi per l’attuazione del Piano Straordinario negli anni 2015 e 2016 non rientrano nel tetto del costo del personale dell’ASUR, trovando copertura sulla proiezione della UPB 5.28.22 del bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016 (approvato con la Legge Regionale 23.12.13 n. 50), e che, al termine delle operazioni di vaccinazione, effettuate le opportune rendicontazioni dalle Aree Vaste, sono previsti rimborsi per le spese sostenute, da parte dell’Unione Europea (Regolamento UE 652 del 2014).
Gli interventi vaccinali, per il territorio della provincia di Fermo, saranno anche quest’anno coordinati dall’Unità Operativa di Sanità Animale dell’ASUR, Area Vasta 4, che si avvarrà, oltre che del personale interno, della collaborazione di alcuni veterinari libero professionisti, appositamente incaricati.

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Data pubblicazione : 25/01/2016 10:07
Scritto da : Redazione
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