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Studenti delle elementari a 'scuola di caccia', alla scoperta delle zone di ripopolamento e cattura lepri. Proteste degli animalisti contro l'iniziativa:“Il volto buono della caccia”

Una valanga di mail arrivate da tutta Italia, in primis dalle Marche, alle redazioni del fermano e non solo. A protestare è la LAC Marche (Lega abolizione Caccia) che, scrive, tramite il suo delegato regionale Danilo Baldini:“Condanna senza mezzi termini l'iniziativa denominata 'Il volto buono della caccia', che l’Ambito Territoriale di Caccia 'Firmano - Sibillini' organizza ogni anno ai primi di febbraio e che vede come inconsapevoli protagonisti i 140 alunni delle Scuole elementari di Altidona ed Ortezzano in Provincia di Fermo”.

Studenti delle elementari a 'scuola di caccia', alla scoperta delle zone di ripopolamento e cattura lepri.  Proteste degli animalisti contro l'iniziativa:“Il volto buono della caccia”

“La manifestazione – spiegano i componenti della LAC Marche - giunta ormai alla sua undicesima edizione, prevede infatti che i bambini delle elementari vengano condotti all’interno di una Zona di Ripopolamento e Cattura ad assistere alla cattura delle lepri che erano state in precedenza rilasciate nell’area. L’operazione, spacciata come 'didattica' dagli organizzatori, dovrebbe avere lo scopo di approfondire la conoscenza da parte degli alunni nei confronti degli animali selvatici presenti nella ZRC”.

Associazione che continua: “Un modo senza dubbio 'singolare' di insegnare ai bambini ad 'amare' ed a 'rispettare' la natura. Chissà se gli organizzatori di questa vergognosa iniziativa avranno anche detto ai bambini la vera 'funzione' che hanno le Zone di Ripopolamento e Cattura e che tragica fine poi attende le povere lepri una volta che verranno liberate nelle aree dove la caccia è consentita”.

Da qui la ferma condanna: “Come LAC Marche riteniamo invece che questa operazione sia solo un espediente per avvicinare ed iniziare i più giovani all’esercizio della caccia, una pratica che non ha proprio nulla di 'poetico' o di 'istruttivo', perché il vero fine dei cacciatori è solo quello di uccidere le loro prede, appagando il loro sadico divertimento e passatempo! Altro che rispetto della natura e degli animali! Se veramente si vuole educare e far conoscere ai bambini la natura, allora li si portino in visita nelle oasi e nelle aree protette delle Marche, dove la caccia è vietata, gli unici luoghi dove essi possono ammirare, vivi e liberi, gli animali nel loro habitat naturale. Queste iniziative, in realtà, sono solo il tentativo, da parte del mondo venatorio, di invertire il trend negativo, ormai irreversibile, dei praticanti della caccia, che sono in costante calo esponenziale e con un’età media di oltre 70 anni”!

Delegato responsabile Lac Marche Danilo Baldini che conclude criticando la scelta di coloro che hanno aderito: “Senza parlare poi dello spreco di risorse e soldi pubblici di tutti i cittadini, anche di quelli, che sono la stragrande maggioranza, che disprezzano la caccia, considerandola solo una pratica violenta, sanguinaria e del tutto anacronistica”!

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Data pubblicazione : 10/02/2016 08:40
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
8 commenti presenti
  • Sfroos

    16-02-2016 19:05 - #8
    @gegé: che è uno dei motivi per cui la razza umana è arrivata fino ad oggi...compresi gli animalisti, anche loro propropronipoti di qualche cacciatore che s'è sfamatu e rvistitu grazie all'animali...anzi, se andassimo più a caccia e meno in macchina, se ci riscaldassimo e lavassimo di meno sarebbe sicuramente meglio...
  • Gegé

    16-02-2016 09:27 - #7
    Io vaco a caccia pé magná.
  • TINO 13-02-2016.

    13-02-2016 10:45 - #6
    Per divertimento volendo si potrebbe frequentare un poligono per il tiro a segno, e poi frequentare e fotografare le oasi di di protezione faunistica, che ormai abbondano, e con molta più soddisfazione.
  • Stefania

    13-02-2016 08:46 - #5
    speriamo che gli attivisti del luogo si attivino per fare la corretta controinformazione la gestione faunistica la protezione dell'ambiente può essere fatta anche senza il fucile in mano quelli sono gli amanti della natura non che spara a coniglietti allevati in gabbia (.)
  • PAOLO PENNELLI

    10-02-2016 20:28 - #4
    La cosa indecente, a mio modesto avviso, è che si dia spazio, senza verifica alcuna, ad un'accozzaglia di falsità e luoghi comuni, come quella rappresentata dai contenuti del comunicato della LAC. Per puntualizzare inizio dicendo che non è assolutamente vero che le "lepri che erano state in precedenza rilasciate nell’area" (in precedenza delle catture cioè), in quanto questa pratica è espressamente vietata dalla legge. In secondo luogo, l'ATC che organizza meritevolmente questa manifestazione, non è una organizzazione dei "cacciatori il cui unico fine è quello di uccidere le loro prede", ma è un Organismo previsto dalle vigenti leggi in materia di conservazione della fauna (Legge 157/92) che opera per la finalità pubblica della conservazione della Fauna Selvatica nel territorio di competenza e che è costituito per il 70 % da Enti Locali ed associazioni degli agricoltori e degli ambientalisti e solamente per il 30 % da quelle dei cacciatori (art. 14, comma 10 L. 157/92). Dunque, la LAC, affermando il falso sia sull'azione stessa della cattura delle lepri, sia sul soggetto che la pratica (l'ATC), mistifica la realtà e crea disinformazione. Detto questo voglio dire la mia (oltre che come cittadino, anche da ambientalista di lunga data) per fare un po' di chiarezza sulla questione. La Legge 157/92 fu promulgata 24 anni orsono, dopo l'ennesima sconfitta referendaria sull'abolizione della caccia, subita dal mondo "ambientalista" fondamentalista, dopo un lungo percorso di sintesi politica parlamentare, che scavalcò con successo le posizioni oltranziste dei vari schieramenti, ponendo al centro dell'attenzione della Legge, non tanto la Caccia (come attività ludica ed opinabile quanto si vuole), ma quanto la conservazione della Fauna Selvatica. Innanzitutto, dunque, essa non è la "Legge sulla Caccia", ma è la Legge oggi vigente, sulla protezione della "Fauna Selvatica Omeoterma". Essa, d'emblée, consegui subito il significativo risultato di portare la percentuale di territorio protetto a fini faunistici, da quella allora limitata ai soli Parchi e Riserve (meno del 5 %) a quella prevista all'art. 10, comma 3, da un 20 % minimo ad un 30 % massimo. Mediamente, quindi, con la promulgazione della 157/92, si quintuplicò l'estensione di territorio nazionale, posto a protezione faunistica. Alla gestione di tale territorio e di quello faunisticamente non protetto, furono demandati compiti a vari soggetti istituzionali e non. Tra questi gli enti Locali, i Parchi, ecc.. La percentuale di territorio non protetto fu affidata, sotto il controllo delle Regioni e delle Provincie, alla gestione degli AA.TT.CC., nei quali, come già detto, i cacciatori sono in schiacciante minoranza. Altro punto importante di questa legge, fu la mutazione dello stato giuridico sia della Fauna Selvatica, che passò dal precedente stato di "Res nullius" a quello di "Bene Indisponibile dello Stato", sia della Caccia, che passò da diritto individuale, a concessione fatta dallo Stato ad i singoli autorizzati, "solamente se tale esercizio non è in contrasto con le esigenze della conservazione della Fauna Selvatica". Già basterebbero questi pochi dati conoscitivi, affinché, su questa Legge, ogni buon ambientalista ed ogni buon cittadino che abbia a cuore i destini della Fauna Selvatica, possa esprimere un giudizio positivo. Ma, al di là di ciò, il giudizio positivo è nei fatti. In questi ultimi 20 anni (anni nei quali, si badi bene, i problemi di inquinamento e degenerazione degli equilibri ecologico - ambientali non sono stati affatto risolti) in Italia si è avuta una vera e propria esplosione della Fauna Selvatica, sia in termini numerici, che qualitativi. Con il livello di territorio nazionale faunisticamente protetto, che oggi è intorno al 25 %, in base alla legge 157/92, sono aumentati tutti gli ungulati e dietro ad essi i carnivori che se ne nutrono, i primis il Lupo, che, in poco più di 20 anni, ha potuto così, usufruire di corridoi ecologici, fino a riconquistare l'arco alpino, dopo circa 2 secoli di assenza!! Tale percentuale di territorio protetto ha anche giovato alle popolazioni migratorie e stanziali di molte specie di uccelli, sia cacciabili che non, ed alle popolazioni di piccoli mammiferi. I dati pubblici forniti dall'ISPRA, stanno ad attestare tutto questo. Quindi la questione caccia, oggi, nel nostro ordinamento legale, formalmente non esiste più, come questione principale in merito alla protezione della Fauna, ma essa è stata sostituita dalla questione della Conservazione e della protezione faunistica del territorio. Gli AA.TT.CC., in tutto questo, svolgono il ruolo di gestori del territorio non soggetto a protezione , cioè non ricompreso negli istituti di protezione faunistica, previsti dalla Legge 157/92, i quali sono Oasi di Protezione Faunistica, Centri Pubblici di riproduzione della Fauna Selvatica allo Stato Naturale, Zone di Ripopolamento e Cattura, Zone di Rispetto Venatorio, ecc.. Proprio nelle ZZ.RR.CC. e negli altri Istituti di protezione, gli Ambiti Territoriali di Caccia, cooperano con le Province, per la gestione e per il raggiungimento dei fini di Legge di tali Istituti. Fatte queste precisazioni doverose, voglio affermare che sono orgoglioso, in quanto ambientalista di lunga data e già Vicepresidente dell'ATC di Fermo, per molti anni, in rappresentanza di Legambiente Marche, di aver collaborato alla affermazione di questa Legge, nel nostro territorio, Legge, che oltre ai grandi risultati raggiunti in termini faunistici, ha in questi anni spostato l'oggetto del contendere dal campo della contrapposizione sterile e stupida del "caccia si - caccia no", all'ambito della collaborazione delle varie forze sociali e delle Istituzioni, al fine della fattiva conservazione faunistica. Poi sono ancora più orgoglioso di avere la primogenitura della Manifestazione "riserva Viva", la quale fu fatta per la prima volta, su mia proposta, con le Scuole di Sant'Elpidio a Mare 11 anni or sono (non finirò mai di ringraziare l'allora Direttrice, la dott.ssa Durpetti, per aver compreso appieno l'intento e lo spirito della manifestazione ed averla fortemente appoggiata, facendo si che essa ebbe molto successo). In ultimo, vorrei stigmatizzare l'atteggiamento intollerante e fondamentalista della LAC che apostrofa con insulti degni di rappresentanti dei più bassi strati di evoluzione dell'umanità e dell'educazione, gente che non la pensa come loro, i cacciatori, che sono silenziosamente e fattivamente impegnati, con un'opera di volontariato gratuito, assieme agli agricoltori, ai veri ambientalisti ed agli enti locali, per la conservazione della fauna selvatica del nostro paese, in seno agli AA.TT.CC:. Se non ci fossero stati loro, ma solo la LAC, sicuramente oggi la fauna selvatica non si troverebbe nello stato di floridezza in cui si trova in Italia e che tutti gli altri paesi europei ci invidiano. Ing. Paolo Pennelli (già vicepresidente dell'ATC FM)
  • pratz71

    10-02-2016 18:51 - #3
    speriamo che si organizzi presto una caccia al cacciatore LECITA !!!!
  • LIPU

    10-02-2016 16:22 - #2
    E' una cosa indecente. Anche la LIPU condanna fermamente la vergognosa iniziativa, che tende ad insegnare ai ragazzi un approccio completamente sbagliato al rapporto con la natura e gli animali. Si tratta di una gravissimo errore culturale e didattico.
  • matteo

    10-02-2016 13:31 - #1
    Fra un pò gli animalisti organizzeranno la caccia all'uomo
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