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Annata nera per l’olio d’oliva: produzione in calo fino al 60% nel Fermano

L’olio d’oliva è senz’ombra di dubbio uno dei prodotti che contraddistingue l’eccellenza gastronomica italiana nel mondo. A un mese dall’inizio della raccolta delle olive, la notizia è certa: il 2016 è stato un’annata critica per l’olivicoltura e la produzione d’olio.

Annata nera per l’olio d’oliva: produzione in calo fino al 60% nel Fermano

Nel territorio fermano si è registrato un calo della produzione che varia dal 50 al 60%. Le cause? Le infestazioni d’insetti parassiti e malattie sulla pianta: se da un lato la mosca dell’olivo e la tignola (un tipo di farfalla) consumano la polpa dell’oliva, facendola cadere a terra precocemente, dall’altro l’antracnosi (una patologia meglio nota come la “lebbra delle olive”) rinsecchisce il frutto, rendendolo inutilizzabile per la produzione dell’olio. 

A ciò si sono aggiunte condizioni meteorologiche avverse: se l’inverno è stato più che mite, il periodo estivo è stato invece caratterizzato da un alto tasso di umidità, abbondanti piogge e repentini abbassamenti termici. Questo clima ha sfavorito la crescita delle olive e ha permesso l’esplosione demografica dei parassiti.

Il prof. Luciano Luzzi, docente di produzioni vegetali e responsabile dell’azienda agraria dell’Istituto Tecnico Agrario “Celso Ulpiani” di Ascoli Piceno, spiega come le infestazioni alterino le proprietà organolettiche dell’oliva: “Le olive attaccate dalla mosca presentano una maggiore acidità, un elevato contenuto di perossidi e una concentrazione inferiore di polifenoli. Il risultato – continua il professore – è un prodotto qualitativamente più scarso, meno sano e molto meno aromatico”.

 “Inoltre, a causa dell’estate molto umida e calda, la possibilità che si siano sviluppate anche delle muffe sulle drupe d’olivo è cresciuta considerevolmente, – sostiene Luzzi – queste drupe producono un olio che puzza e che inquina l’intero impianto di produzione”.

Luigina Belà, nipote del fondatore dell’Oleificio Belà e alla guida del Frantoio a Fermo, racconta: “Noi abbiamo riscontrato un calo del 60%. È stata un’annata molto difficile: l’inverno caldo ha stimolato gli olivi, la primavera fredda ha portato non pochi problemi alla fioritura, e l’estate piovosa ha fatto cadere i fiori e ha seccato gran parte delle nostre olive”.

“Molti hanno rinunciato alla raccolta e neanche gli agronomi riescono a trovare un rimedio a questa situazione”, sostiene Belà.

Il calo della raccolta di olive e della conseguente produzione d’olio avrà un impatto importante sul settore e sulla sua economia: i frantoi dovranno cercare nuovi terreni d’olivi da poter utilizzare e il prezzo salirà da un approssimato 8 euro al litro ad 11 euro circa.

La Belà garantisce che l’Oleificio proverà a mantenere la qualità che li distingue dal 1925: “Continueremo la produzione del nostro olio extravergine selezionando le olive migliori e assicurandoci che abbiano la minor possibile acidità.”

Il prof. Luciano Luzzi consiglia ai consumatori: “Se volete andare sul sicuro, acquistate l’olio della scorsa annata: nel 2015 le condizioni di fioritura e di raccolta erano perfette e si è ottenuto un olio di ottima qualità”. “Nei frantoi c’è la fila per prendere il prodotto dell’anno scorso, – continua – l’olio del 2015 è stoccato in silos d’acciaio e non ha di certo subito modifiche alla sua qualità e gusto”.

L’andamento delle annate dei prodotti del nostro territorio è sempre variabile. Non resta che augurarsi, sia per i produttori che per i consumatori, che la prossima sia migliore.

Letture:2330
Data pubblicazione : 29/10/2016 12:38
Scritto da : Laurie Timmers
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • x i consumtori

    29-10-2016 13:23 - #1
    Fate attenzione che all'acquisto vi sia venduto ciò che chiedete...ossia olio della zona e/o italiano e non turco spagnolo o marziano (per i non acuti è una battuta per far capire che ci potrebbero propinaare olio di dubbia provenienza o annata)
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