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Post-sisma. Falerone abbandonata a se stessa e contro la lenta burocrazia Sindaco e cittadini si rimboccano le maniche. LE FOTO

Quello che si alza da Falerone è un grido forte e assordante di cittadini che sono stati abbandonati al loro destino e si trovano in balia della lenta e macchinosa burocrazia che troppo spesso è sinonimo del nostro Belpaese. Già dal sisma del 24 agosto, Falerone si era trovata ad affrontare l'emergenza da sola e dopo le due recenti scosse di ottobre il Sindaco Armando Altini dice a gran voce "Speriamo a breve di entrare nel cratere interessato perché se non dovesse essere così sarebbe vergognoso e scandaloso."

Post-sisma. Falerone abbandonata a se stessa e contro la lenta burocrazia Sindaco e cittadini si rimboccano le maniche. LE FOTO

Il centro storico di Falerone, dopo le scosse del 26 e 30 ottobre è stato dichiarato in toto zona rossa. Le persone evacuate sono oltre 300 e vengono ospitate al centro di accoglienza istituito nella palestra comunale di Piane di Falerone. Qui possono avere un posto per dormire e ricevere i pasti giornalieri. Il centro di accoglienza è stato messo in piedi dal Comune di Falerone insieme all'aiuto di Associazioni che hanno fornito la cucina da campo e molti cittadini che, spontaneamente, fanno donazioni per aiutare le persone colpite. Molte altre famiglie sono sistemate in alberghi, B&B e altri hanno cercato sistemazioni in affitto.

"Siamo in piena emergenza perché i danni, già causati dalla scossa del 24 agosto, sono aumentati a dismisura e hanno colpito sia il centro storico che le campagne. Gli edifici pubblici sono lesionati per l'80% e le abitazioni private per il 50%" ha dichiarato Altini.

La Scuola Media Don Bosco è disastrata e inagibile e gli alunni sono stati trasferiti alla scuola elementare di Piane di Falerone; sono stati ottimizzati gli spazi e sono state ricavate 5 aule per poter permettere lo svolgimento delle lezioni che sono riprese regolarmente venerdì 4 novembre.

Le chiese del centro storico sono tutte inagibili e l'organo del 1835 della Chiesa di San Fortunato, già lesionato dalle scosse di agosto, è stato distrutto totalmente. Inagibile anche per il Museo Archeologico e due locali della Casa di Riposo De Minicis; l'unico locale pubblico accessibile è il Municipio.

"Dopo il 24 agosto, molti comuni limitrofi al nostro, come Sant'Angelo in Pontano e Penna San Giovanni, erano stati inseriti nel cratere del Decreto, ma il Comune di Falerone, nonostante avesse subito danni molto più gravi, era stato escluso. Un cratere costruito con un metodo non logico e non rispondente ai danni effettivi che ci sono stati - il commento del primo cittadino -. Se nel prossimo Decreto relativo al sisma del 26 e 30 ottobre non dovessimo entrare nel cratere, mi sento di parlare di una misura vergognosa, scandalosa e inconcepibile. Non ci sono tecnici che fanno i sopralluoghi ormai da tempo e dobbiamo ringraziare ingegneri e architetti privati che ci danno una mano per verificare i casi più gravi."

"In seguito al sisma del 24 agosto, mi sono preso la responsabilità, nonostante non ci fosse l'ok di alcuna ordinanza, di mettere in sicurezza il Campanile di San Fortunato, la Chiesa di San Francesco e la Sala Multimediale nell'ex Chiesa di San Sebastiano: tutti edifici che sarebbero crollati dopo le recenti scosse. Sono riuscito a salvarli, mettendo a rischio anche la mia incolumità, per far fronte ad una burocrazia che ormai da troppo sta gravando sulle nostre spalle e soprattutto sulle spalle dei cittadini che non hanno più una casa" il grido lanciato dal Sindaco Altini che confida in un aiuto, che dopo due mesi, ancora non è arrivato.

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Data pubblicazione : 07/11/2016 15:08
Scritto da : Alessandra Bastarè
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