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A Fermo non è possibile abortire. Intervista esclusiva all’unico non obiettore della Provincia

La dottoressa Lucia Tossichetti è una specialista ambulatoriale titolare nella branca di Ostetricia e Ginecologia. Specializzata nel 1990 ed esercitante nell’Area Vasta 1, 4 e 5, la Tossichetti è l’unico medico non obiettore di coscienza operante nell’Area Vasta 4, una zona geografica che si sviluppa da Sant’Elpidio a Mare a Pedaso fino a Montefortino, ricalcando i confini della provincia di Fermo.
Com’è possibile che la Tossichetti sia il solo medico volente a procurare l’interruzione volontaria di gravidanza? La risposta è molto più semplice di quanto sembri: perché tutti gli altri membri del corpo medico, specialisti e non, hanno deciso di esercitare il diritto d’obiezione. 

A Fermo non è possibile abortire. Intervista esclusiva all’unico non obiettore della Provincia
Dottoressa Lucia Tossichetti

Sono dati disarmanti quelli raccolti nel documento della CGIL “Marche: Interruzioni di gravidanza in calo ma troppi obiettori di coscienza mettono a rischio l’attuazione della Legge”, basato sull’ultima Relazione del Ministero della Salute sull’attuazione della Legge 194/78 – la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza – nonché i dati forniti dalla Regione Marche.

Stando alle carte, nel 2013, all’Ospedale di Fermo il 90% dei medici, il 42,9% degli anestesisti e il 3,9% dei paramedici è obiettore di coscienza. Con percentuali così alte, la possibilità di potersi sottoporre a un intervento d’interruzione volontaria di gravidanza, chirurgico o farmacologico, è pari a zero.

La dottoressa Lucia Tossichetti, che esercita al consultorio ginecologico di Porto San Giorgio e di Montegiorgio, ha accettato di parlare con noi di Informazione.tv per gettare nuova luce su questa questione.

“Molti [specialisti e non] si professano obiettori, ma in realtà non hanno rilasciato alcuna dichiarazione di obiezione di coscienza nei loro posti di lavoro o all'Ordine dei Medici di apparentenza,– dice la dottoressa Tossichetti – quindi il numero reale di obiettori potrebbe essere ancora alto di quello ufficialmente rilasciato”.

La dottoressa Tossichetti è difatti l’unico medico non obiettore della provincia: “Sì, sono l’unica non obiettrice, – afferma – Fino a qualche anno fagli obiettori a Fermo raggiungevano il 100%, poi sono arrivata io e ho sbilanciato la percentuale”.

Tuttavia, nonostante l’operato della dottoressa, abortire a Fermo non è possibile. “A Fermo è impossibile avere un aborto, anche perché nessuno ha mai voluto supportare questa causa e attuarla. E date queste circostanze, l’obiezione di coscienza ha trovato terreno fertile per imporsi,” continua la Tossichetti. “Per far fronte a questa mancanza e per dare una mano a realizzare l’IVG (l’interruzione volontaria di gravidanza, ndr.) è nato l’ambulatorio consultorio di Porto San Giorgio”.

C’è da fare attenzione però: la dottoressa Tossichetti non attua fisicamente l’IVG, ma prepara la donna ad effettuare la procedura fuori provincia.

“Fermo è l'unica ASL delle Marche che non fa IVG in senso fisico. Qui ci limitiamo alle fasi antecedenti all’operazione abortiva, – spiega la Tossichetti – La donna viene da me al consultorio di Porto San Giorgio. Io le faccio il certificato, la prescrizione degli esami che servono per l'anestesia etc., l'ecografia con la datazione della gravidanza, e la indirizzo al centro per effettuare l'aborto più vicino. Nel nostro caso, Civitanova Marche o Macerata, come posizione logistica. Oppure le fornisco in alternativa un elenco di luoghi dove attuare la procedura, anche fuori regione”.

È un equilibrio delicato quello istaurato fra il diritto all’obiezione dei medici e il diritto delle donne a ricorrere alla Legge 194/78.

Secondo la dottoressa, obiettare è certamente un diritto del medico. Un diritto che tuttavia contrasta fortemente con la specializzazione in Ginecologia Ostetricia: “Personalmente credo che essere obiettore dovrebbe essere l’eccezione e non la regola. Però mi chiedo, se uno si laurea e specializza in questa branca, che senso ha fare l’obiettore?”. Prosegue: “Io ho studiato Medicina e mi sono specializzata in Riproduzione Assistita ed Educazione Demografica. Se avessi voluto esercitare l’obiezione di coscienza, mi sarei allora specializzata in altro. Ma avendo scelto questo ramo specialistico della Ginecologia Ostetricia, mi sentirei veramente fuori luogo a dichiararmi obiettrice”.

La Legge 194/78 prevede che solo la donna può decidere di ricorrere all'IVG dati vari motivi, e la sua mancata applicazione da parte di una provincia rappresenta un'infrazione dei diritti della donna.

“Combattiamo da tempo la battaglia per questa legge, che ora è vigente. Nonostante questo, a Fermo la sua attuazione non c’è proprio. Perché?”, si chiede la dottoressa.

A questa domanda rispondono Maurizio Di Cosmo, Segretario Generale della CGIL di Fermo, e Paola Beltrami, Segretaria Confederale della CGIL di Fermo con delega alle Politiche di Genere. 

La Beltrami sostiene che non obiettare porterebbe ad un aggravio di lavoro al medico non obiettore: “Mettiamo che un solo medico fornisca un servizio all’interno di una struttura, obiettare diverrebbe una scelta di comodo affinché quel dottore non si sovraccarichi di lavoro”.

Per Di Cosmo la spiegazione dell’obiezione di massa dei medici fermani si trova invece in un rapporto patologico fra la politica e la sanità: “L’obiezione non è più il risultato di una libera scelta, bensì di un’omologazione nel fare carriera all’interno di una struttura sanitaria, che in questo caso risponde a dinamiche governate dal potere morale e materiale della Curia di Fermo”.

Il potere ecclesiastico, però, non ferma la volontà di lavorare della dottoressa Tossichetti, che racconta: “Anni fa Papa Giovanni Paolo II scomunicò tutti i medici operanti l’IVG e la PMA (la riproduzione assistita, ndr.). Procurando ai miei pazienti entrambe le procedure, sono stata scomunicata anche io, nonostante fossi cattolica praticante”. “Così, in risposta alla scomunica, ho deciso che non sarei più andata in chiesa, e mi sono detta ‘andrò all'Inferno, spero che prima di morire qualche prete mi assolva’, – continua – Ma questa è la mia specializzazione, il mio lavoro. È il mio Credo, e io ritengo checiò che faccio sia giusto così”.

Tuttavia, lo scorso 21 ottobre, alla chiusura del Giubileo della Misericordia, Papa Francesco ha scritto nella Lettera Apostolica “Misericordia et Misera” quanto segue: “Concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto”.  Queste parole rappresentano un notevole passo indietro sulla scomunica precedentemente emanata da Papa Giovanni II, e sicuramente porteranno un po’ di serenità morale ai medici non obiettori più credenti.

Alla domanda ‘Si può far cambiare idea alle persone che credono che l'aborto sia un male?’, la dottoressa risponde: “Non è possibile: questa gente ha paraocchi e paraorecchie. Chi si pronuncia sull'aborto non si rende conto di quello che significhi arrivare ad un'IVG. E non si renderà mai conto di quali sono state le scelte della donna, del perché, e del come ci si arrivi in tutte le sue fasi. Chiunque pensi che l'IVG sia un omicidio, perché lo si considera in questi termini, non lo si può convincere dell'opposto”.

Per quanto riguarda il futuro, la dottoressa Lucia Tossichetti si augura che all’Ospedale di Fermo si concretizzi “un centro per l’IVG, ossia un posto di lavoro per giovani medici che vogliano creare un equipe di non obiettori”. Aggiunge: “Attuare l'aborto farmacologico sarebbe più semplice e le richieste già ci sono. Noi ce l'abbiamo un ospedale, abbiamo un reparto.  Perché una donna dovrebbe andare per forza da un'altra parte?”.

L’effettuazione d’interruzioni volontarie di gravidanza apporterebbe un valore aggiunto all’Ospedale Murri di Fermo: non solo si favorirebbe la formazione di nuovi posti di lavoro fra i medici, ma si ripristinerebbe anche il pieno rispetto dei diritti delle donne e delle loro scelte personali. Molti altri ospedali di provincia nazionali hanno già realizzato questo progetto e sono operativi su questo fronte. Per potersi definire un ospedale altrettanto al passo coi tempi, il Murri di Fermo non dovrebbe essere da meno.

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Data pubblicazione : 29/11/2016 12:19
Scritto da : Laurie Timmers
Commenti dei lettori
20 commenti presenti
  • Sfroos

    02-12-2016 21:04 - #20
    era la metà degli anni settanta quando sua maestà emma bonino praticava aborti clandestini utilizzando una pompa per bicicletta, un dilatatore ed un contenitore per raccogliere "il contenuto dell'utero"...premesso che avrei mantenuto almeno la fascistizzazione di qualche isola per parcheggiare certa gente pericolosa per la società (di ieri e di oggi), direi che queste cose è meglio farle in ospedale con l'assistenza di personale specializzato
  • Un ragazzo che che ha perso le speranze nell'Italia tutta

    02-12-2016 14:20 - #19
    Ma voi sapete che significa affrontare un IGV??? una ragazzina di 18-20 anni che si vede un futuro distrutto...ma parliamoci chiaro...distrutto da qualcosa inaspettato che forse non amerà come potrebbe fare quando comprende il momento di essere pronta per avere un figlio.Per un errore, per una nn curanza, per una scappatella una coppia o solo 2 ragazzi,devono vedere la loro vita cambiare radicalmente e in PEGGIO! in peggio perchè le istituzioni non ti aiutano ne economicamente ne socialmente. A 20 anni vuoi coronare i tuoi sogni e le tue ambizioni, forse studiare e diventare dottore per salvare vite...bhe, falli te 6 anni di università di medicina + 4 di praticantato con un figlio. o Lavora in un ristorante locale fino alle 2 di notte xkè devi dagli la pagnotta a tuo figlio...quindi che fai, non lo vuoi, lo fai nascere e lo fai tenere a mamma e papà xkè te devi lavorare per mantenere questo figlio non voluto...Ipocrisia, portami via.... lasciate il bigottismo e non provate a cacciare fuori storie di nazisti ecc... qua si tratta di una persona senziente che non vuole distruggersi la vita.o nn la vuole cambiare per un errore a cui si rimedia in tutti i paesi civilizzati...So che questa parola, è strana per l'italiano medio ma esiste sul vocabolario..MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO
  • Enrica

    01-12-2016 18:25 - #18
    Vede Daniela, il fatto che ci sia questa iniziativa massiccia nella nostra provincia a favore della piena applicazione della legge sull'aborto, che , come lei sa, comporta l'uccisione legalizzata del figlio non ancora nato, ma ben vivo, fa immediatamente pensare che la campagna sarebbe più congrua se veramente si parlasse della piena attuazione della 194 nella parte veramente non attuata, cioè quella della prevenzione, col massimo sostegno alle donne in difficoltà e ai loro figli. Invece, fate questa arida e tristissima e di bassissimo profilo battaglia contro le donne, quando in Italia , come evidenziato da ministero della salute, c'è una sovrabbondanza di punti igv rispetto ai punti nascita. Lei, come donna, non avverte per niente, al di là dell'ideologia, il dovere di impegnarsi per la vita e per le donne ? Lo sa, vero, che il trauma dell'aborto è per tutta la vita , se proprio vogliamo ignorare il figlio, come in tutti i vostri aridi proclami ? Impegnarsi per rimuovere le cause dell'aborto, quelle removibili, come l'indigenza e la solitudine, sarebbe una battaglia ben più meritevole, sebbene meno facile, agli occhi di molti cittadini.
  • Daniela

    30-11-2016 19:41 - #17
    Faccio parte del Comitato promotore della mozione in favore della piena applicazione della Legge 194/78 che si sta votando in diversi consessi comunali della Provincia di Fermo. Nel rispetto delle diverse sensibilità per l’argomento, ricordo che la scelta sulla legittimità o meno del praticare l’interruzione volontaria della gravidanza è stata fatta ormai 38 anni fa e che il tentativo di abrogare questa norma è stato respinto tre anni più tardi dall’88% dei votanti. Si parla dunque della applicazione o della non applicazione di una legge dello Stato, legge che ha come obiettivo la tutela sociale della maternità e la salute della donna e che riconosce a questa il diritto (sì, il diritto), di essere supportata da strutture socio-sanitarie adeguate se e quando decide di intraprendere il doloroso percorso dell’interruzione volontaria della gravidanza.
  • giustoprocesso

    29-11-2016 04:58 - #16
    I medici obiettori lavorino in ospedali cattolici o garantiscano quanto previsto dalla legge. Siamo uno Stato di diritto. E basta con qjeste frasi ad effetto sull'uccidere i bambini. Ma.come vi permettete? Non c'è alcun consenso sul fatto che un feto possa essere considerato tale. Sicuramente non lo è nella giurisprudenza degli organismi che si occupano di diritti umani e che hanno spesso esaminato la questione. A me l'aborto non piace, ma.voglio che a scegliere sia la donna, e solo la donna, non qualche medico che si permette di disapplicare la legge e sostituirsi alla donna in una scelta che spetta solo a lei. Se siete cattolici buon per voi. Ma i diritti della donna in questo campo vengono prima di tutto. E la legge e lì per proteggerli.
  • anto

    29-11-2016 02:30 - #15
    Un esercito di obiettori di coscienza impedisce alle donne di abortire e costringe i pochi non obiettori a un lavoro sproporzionato alle loro forze. È questa la tesi che circola spesso su tanti quotidiani italiani. Eppure la relazione del ministero della Salute sull’attuazione della legge 194 afferma che «il numero di non obiettori è congruo rispetto alle Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) effettuate» e che «la numerosità di punti Ivg appare più che sufficiente», se non esagerata. I MEDICI NON MANCANO. I dati del ministero indicano che «il numero totale delle strutture con reparto di ostetricia e ginecologia risulta pari a 630» e che i reparti che effettuano aborti sono «403 (64% del totale)». Ecco perché, salvo due casi «relativamente a regioni molto piccole», «la copertura è più che soddisfacente». E anche in quei casi la colpa è di «una inadeguata organizzazione territoriale». Non della mancanza di medici non obiettori. TROPPI PUNTI ABORTISTI. Addirittura, continua il documento, il numero di strutture che praticano l’aborto è «superiore a quello che sarebbe rispettando le proporzioni fra Ivg e nascite», visto che «il numero di punti Ivg è pari al 74% del numero di punti nascita», ma il numero di aborti «è pari a circa il 20% del numero di nascite». Una sproporzione confermata se si normalizza il numero delle strutture «rispetto alla popolazione femminile in età fertile»: facendo questo calcolo si scopre che per «ogni 100 mila donne in età fertile (15-49 anni), si contano 4 punti nascita contro 3 punti Ivg». In molte regioni (Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria) infine, «c’è un numero maggiore di punti Ivg rispetto a quello dei punti nascita».
  • lino

    29-11-2016 02:17 - #14
    E' un insieme di parole, di una bassezza aberrante, di una ignoranza allucinante, se si pensa poi a come sia nata questa testata, che a mio avviso come dicono alcuni commenti, veramente caduta in basso, caro direttore non sa proprio piu' quello che pubblicare! penoso!!!e la ginecologa si faccia un giro in asia, tanto per dirne una un Cina, poi capira' l'aberrante politica di pianificazione familiare, anche i cari compagni comunisti cinesi hanno ammesso il gravissimo errore di una politica durata per decenni, si parla di alcune centinaia di milioni di aborti...una societa' distrutta, anche dal punto di vista economico in grande crisi. Direttore... fa piu' bella figura se ritira questa paccottaglia di dissinformazione, i suoi commenti, come quelli della "giornalista", sono un po' "piccati", non le fanno onore per un "cattolico" come lei, se mi permette di parlarle con categorie religiose. ...dimenticavo ...il catechismo cattolico dice che all'inferno vanno solo quelli che vogliono andarci, tutti i peccati possono essere rimessi se c'e' conversione. (un prete della diocesi).grazie per aver pubblicato il mio commento
    Risposta
    Non si preoccupi, non ci saremo mai permessi di censurare un simile commento. E' di una bellezza disarmante. Spero ci continui a seguire nonostante la caduta. Il Direttore
  • Armando expat

    29-11-2016 00:40 - #13
    No no, direttore, non prenda i lettori per fessi . L'articolo non riporta semplicemente il parere della dottoressa, ma esprime un giudizio pesantissimo sui medici obiettori e d'appoggio all'aborto, addirittura vi si dice a chiare lettere che l'aborto non è un male . Bella questa linea editoriale nuova, sono convinto che porterà molti frutti , però avvelenati. Spero solo che possa pubblicare un'intervista con un punto di vista diverso, la prossima volta, non così a senso unico. Qualche mamma, forse, e anche qualche papà, perché i figli si fanno in due,e non sono una parte del corpo della donna, ma esseri umani piccolissimi, né carote, né gattini, la ringrazierà.
    Risposta
    Saremo lietissimi di ospitare pareri diversi. Anche perché abbiamo provato a contattare moltissimi medici obiettori per avere un punto di vista diverso, ma nessuno ha voluto parlare. Se lei conosce qualcuno o vuole aiutarci, ben venga, la mail è redazione@informazione.tv
  • Infermiera

    29-11-2016 00:21 - #12
    veramente la legge 194 non considera affatto l'aborto un diritto, ma un male, per evitare un supposto male maggiore.tanto è vero che una parte cospicua della 194 è dedicata alla prevenzione. raramente si sono letti articoli così faziosi e noncuranti della sensibilità altrui, in primis quella delle donne, che sono le vere vittime,insieme ai loro figli, donne con un problema che non è quello di sbarazzarsi del figlio, ma di essere sostenute nell'accoglierlo. Il racconto di anonimo è illuminante, al riguardo, ma quanti ne ho sentiti di simili.in questo contesto, particolarmente raccapricciante l'accenno della giornalista-come si chiama, su un suo personale ed eventuale aborto, qui nei commenti : signorina, non credevo che le giovani donne piuttosto acculturate, prevedessero nel 2016 di non sapere come evitare una gravidanza indesiderata e di abortire, come fosse una passeggiata, un esserino con un cure che batte.infine, sono totalmente d'accordo che parlare di incentivazione dell'occupazione dei medici abortisti è di una bassezza unica.I medici obiettano, lo raccontano gli stessi non obiettori, non quelli da scrivania come la comoda ginecologa ( a sentir lei si diventa ginecologo per ammazzare bambini , non per darli alla luce ) perché l'aborto è una pratica disgustosa e degrada chi la compie. il punto interrogativo più grande: ma i sindacati cosa ci guadagnano nel promuovere l'aborto, invece che sostenere una mamma in difficoltà?
  • informazione

    28-11-2016 22:12 - #11
    @una figlia e una mamma: Ahia, questa volta ha sbagliato il nome. Comunque no, ne ho svariate di frasi nel mio repertorio a dire il vero, ma mi piace usare questa, che ci posso fare? Tuttavia, sono lieta che Lei mi segua al punto di ricordarsi addirittura i miei commenti. Grazie! Nuovamente, qui non si dibatte sull'eticità dell'aborto e non ci siamo fatti paladini di alcuna campagna per facilitare l'aborto. L'intenzione dietro a questo pezzo era quella d'informare la comunità. Perché noi giornalisti informiamo, questo è il nostro unico e sacrosanto dovere. Ora, se a Lei non piace l'informazione che noi stiamo comunicando, non è colpa nostra. L.Timmers
  • Pasquinto

    28-11-2016 21:30 - #10
    Egregio direttore, nell'articolo si esprimono dei giudizi e delle opinioni nettamente favorevoli all'aborto, inteso com"diritto". La giornalista parla a titolo personale o il suo articolo é espressione di una scelta editoriale?
    Risposta
    L'articolo riporta una testimonianza, quello della dottoressa, che racconta di una realtà. Per quanto riguarda il diritto, si parla di una legge. Di diritto c'è poco. Ma se vuole, può vedere l'inclinazione dell'articolo come una scelta editoriale. Faccia lei. Il direttore
  • triste

    28-11-2016 20:44 - #9
    Per una figlia e una mamma, uccidere un bambino....ma si vergogni l'aborto è sempre una scelta difficile e dolorosa, e mi permetta la sensibilità malata dei giustizialisti come lei mi toglie la speranza di potere far vivere i miei figli in una società giusta ed evoluta.I nazisti si credevano detentori di verità assolute...un po come lei
  • fiore

    28-11-2016 20:38 - #8
    Che tristezza , una ragazza così giovane, come l'intervistatrice , che dovrebbe avere uno sguardo aperto alla vita, e una anziana ginecologa, che almeno dovrebbe provare nausea per quello che ha fatto, come tantissimi medici non obiettori provano nausea e ne danno testimonianza pubblicamente, che tristezza che siano così contro la donna in difficoltà che aspetta un figlio. Donna che, nella maggior parte dei casi, non vorrebbe che essere aiutata e sostenuta, per non portarsi quel peso gravoso tutta la vita.E volevo dire al direttore che sono d'accordo che l'informazione non ha religione, ma che fa molto effetto leggere certa robaccia in una testata nata in un ambito cattolico, fondata da cattolici, non tanto l'informazione in sé del fatto che a Fermo non si può abortire, che si prende per quello che è, la solita paccottiglia inutile, ma il giudizio, confermato anche nella rispostina piccata e insulsa della giornalista, un compitino penoso veramente.Il giudizio è inaccettabile in una testata con la storia di questa testata.Anche il riferimento alla scomunica , è totalmente sbagliato e approssimativo, lontanissimo alla volontà di papa Francesco, che vuole far toccare con mano la misericordia di Dio anche in chi commette un crimine così orrendo, non di certo lo giustifica. Vabbé, tanto, se non avete più nulla di cattolico, potete permettervi di sparare qualsiasi sciocchezza, tra un'intervista a don Michele e una a don Vinicio.
    Risposta
    Signora, credo che la robaccia sia semplicemente una sua opinione molto, ma molto, personale e alquanto opinabile. Per lo sparare "sciocchezze", invece, essere cattolici o meno non credo faccia tanta differenza. Il Direttore
  • una figlia e una mamma

    28-11-2016 20:12 - #7
    Gentile Laura, ha una frase di riserva oltre a quella del "nervo scoperto "? No, perché non è la prima volta , in pochi giorni, che la tira fuori ! Dovrebbe accettare che ci sia chi non la pensa come lei e che pensa sia più che legittimo auspicare di destinare tante energie per cause più nobili e non così squallide.Una campagna per facilitare l'aborto, come se non si fossero già uccisi bambini a sufficienza, più di SEI MILIONI dall'approvazione della 194 in Italia, è una campagna contro le donne, assolutamente contro le donne !L'ha letta l'intervista del Corriere ? Un altro livello, più umano.
  • Pasquinto

    28-11-2016 19:53 - #6
    Ma Informazione TV non era un sito di informazione cattolico?
    Risposta
    L'informazione non ha religione. Il direttore
  • anonimo

    28-11-2016 19:50 - #5
    Nonostante in provincia di Fermo non si abortisca, sono tante le ragazze del fermano che abortiscono e lo so dalle loro bocche, quindi, abortire è possibile. Che ingiustizia che la stessa donna che fa 100 km per andare a ballare nei weekend debba fare una mezz'oretta di macchina per andare a farsi praticare l'IVG altrove! Sono CONTRARIA all'aborto, ma FAVOREVOLE al fatto che sia possibile ricorrervi perché, pur avendo la mia idea, contemplo la libertà di scelta altrui. Mentre chi è favorevole, non concepisce che altri possano essere contrari, che un dottore, pur lavorando pubblicamente e avendo giurato di operare a tutela della vita, non se la senta di fare questa cosa. Cara Dottoressa, mia sorella è incinta e non è sposata, è giovane e alla prima visita, un ginecologo del fermano, senza che lei glielo chiedesse, l'ha esortata ad abortire, perché non approva che una ragazza senza marito diventi madre. E'sempre più facile agire non dico nel male piuttosto che nel bene, ma ricorrendo alla soluzione più semplice nell'immediato. Primo trimestre di gravidanza concluso. Mia sorella ha fatto la sua scelta, se Dio vuole, tra 6 mesi Riccardo verrà al mondo.
  • legge

    28-11-2016 18:36 - #4
    Anche i gerarchi nazisti seguivano le leggi...l'eugenetica dell'epoca ripugna ancora ...ma oggi con le tecniche moderne siamo andati ben oltre le nefandezze del Reich...oggi lo chiamano progresso
  • informazione

    28-11-2016 18:00 - #3
    Gent.ma Signora "una figlia e una mamma", premetto innanzitutto che Lei ha scritto male il mio cognome - prima di attaccare una persona e il suo lavoro, sarebbe bene assicurarsi di averla citata correttamente. In secondo luogo, lo scopo dell'articolo è quello di illustrare una realtà, illegale, per giunta. Ostacolare l'attuazione della Legge 194/78 è un'infrazione di uno dei diritti della donna (che è fra l'altro è mio, ma è anche il Suo, che le piaccia o meno) ed è pertanto considerabile un reato. Non a caso l'Unione Europea ha già provveduto a rimproverare l'Italia a riguardo. Quindi Le consiglio spassionatamente di lasciar perdere l'eticità dell'aborto - che qui non è minimamente affrontata e discussa (se avesse letto il pezzo per bene e senza pregiudizi, se ne sarebbe accorta di sicuro) - e di concentrarsi su un'altra questione: ossia, che l'attuazione di una legge europea e nazionale da parte della Provincia non è una scelta, bensì un dovere. Così come lo è "il rispetto dei diritti delle donne e delle loro scelte personali". E concludo: la nota sui nuovi posti di lavoro è dovuta e affatto squallida: si tratta di una verità che è bene menzionare e che potrebbe favorire la carriera di tanti ginecologi ostetrici non obiettori che si trovano in possibili situazioni precarie. Quindi, che dirLe?, grazie per lo "squallida" e per la conferma d'aver punzecchiato un nervo scoperto. La saluto cordialmente, L. Timmers
  • Carlo

    28-11-2016 17:43 - #2
    In teoria gli ospedali sono laici (nessuno in ospedale obbliga ad abortire, ma in alcuni ospedali non si può abortire). Un obiettore può anche lavorare in un ospedale dove non si praticano aborti per scelta... non è obbligato a essere un dipendente pubblico.
  • una figlia e una mamma

    28-11-2016 16:16 - #1
    Laurie Tiemmers, ha letto l'intervista sul Corriere al ginecologo che ha ucciso legalmente migliaia e migliaia di bambini nel ventre materno e ha dichiarato commosso che il suo errore più bello è stato un bambino che si è salvato ? Dopo che ha visto quel bambino felice, in braccio a sua madre felice, ha capito meglio che cosa faceva.Non si è pentito di aver ucciso tanti bambini, di aver reso infelici per sempre tante mamme ( parecchie glielo hanno pure detto ), perché si è comportato come un soldato, in un certo senso, ma da qui a fare una tragedia perché a Fermo non si uccidono bambini, con tutte le emergenze sanitarie che abbiamo, ce ne corre.Ci fosse qualcuno che si lamenta che a Fermo non abbiamo la radioterapia, ma di persone che si lamentano perché a Fermo non si uccidono bambini nel ventre materno ogni tanto ne spuntano.E la nota sui nuovi posti di lavoro per l'aborto, è squallida, a dir poco.
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