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Rio Canale, la presa di posizione di Saturnino Di Ruscio contro il Consorzio di bonifica: "Scorretto generalizzare una sentenza relativa ad un caso specifico"

L'altro ieri abbiamo dato spazio alla questione del beneficio di irrigazione nel comprensorio irriguo del Rio Canale e alla sentenza della Cassazione che ha dato ragione al Consorzio di Bonifica. Si riporta ora anche la presa di posizione in merito da parte di Saturnino di Ruscio.

Rio Canale, la presa di posizione di Saturnino Di Ruscio contro il Consorzio di bonifica:

"Alla disinformazione occorre rispondere con i fatti. La sentenza citata dal Consorzio delle Marche si riferisce ai contribuenti facenti parte del comprensorio irriguo e non abbiamo mai contestato il fatto che debbano pagare il contributo irriguo - si legge nella nota dell'ex sindaco di Fermo -. Perché possiamo assimilare il caso ad un condominio con caldaia centralizzata dove anche chi non accende i termosifoni, ad esmpio perché assente, deve pagare la sua quota. Nel nostro caso ci dovrebbe essere una quota fissa che pagano tutti ed una variabile in base al consumo effettivo d'acqua. Ma tutto questo il Consorzio non lo dice, facendo intendere che quella sentenza valga per tutti i proprietari d'immobili a prescindere dal fatto che siano inseriti in un comprensorio irriguo o meno; meglio ancora, a prescindere dal fatto che siano dotati di infrastrutture per l'irrigazione o meno. Per tutti gli altri proprietari vale la regola che se il beneficio c'è si paga, altrimenti non si deve pagare.

Comunque è sufficiente esaminare la situazione dei fiumi Ete Vivo, Morto, Tenna ecc. e il Consorzio ci spighi in base a quale norma e perchè gli agricoltori, ai quali sono stati sottratti ettari di terreno e che hanno subito centinaia di migliaia di euro di danni, debbano pagare la tassa! E' evidente che, se invece di servizio si tratta di disservizio, ci sono da pagare i danni e non chiedere soldi a chi sta subendo da anni questa assurda situazione.
In 20 anni è stato distrutto un patrimonio di conoscenza del territorio da parte di una classe politica di inetti!
Ci spighi invece il Consorzio se è vero che ci sono da pagare 700 mila euro di parcelle a professionisti!
Ci spieghi perché solo oggi viene tirata fuori una sentenza del 2015!
Si ribadisce che chi appartiene ai comprensori irrigui la tassa la deve pagare controllando prima l'imposizione. Tutti gli altri pagano solo se il beneficio è reale e se c'è il piano di bonifica. Rappresenta una grave scorrettezza generalizzare una sentenza relativa ad un caso specifico per il quale comprensorio irriguo non è mai stato contestato il prncipio generale anche per tutti gli altri proprietari di immobili.
Le bugie hanno le gambe corte!"

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Data pubblicazione : 15/02/2017 10:26
Scritto da : Redazione
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