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Sisma. A sei mesi dalle prime scosse il sindaco Ciaffaroni fa il punto della situazione su Montefortino: "Bisogna sburocratizzare velocemente, i nostri sono ormai dei comuni fantasma"

Esattamente sei mesi fa la prima scossa di terremoto colpiva il centro Italia, lasciando una scia di devastazione che sarebbe stata ulteriormente aggravata dalle repliche di fine ottobre.

Nel Fermano i comuni ad aver subito i maggior danni fin dal sisma di agosto sono Amandola e Montefortino, le uniche due realtà della provincia ad essere state immediatamente inserite nel cratere già dal primo decreto legge varato per la gestione dell'emergenza.

Sisma. A sei mesi dalle prime scosse il sindaco Ciaffaroni fa il punto della situazione su Montefortino:
Un'immagine dei lavori al Santuario della Madonna dell'Ambro

Dopo aver fatto un mese fa il punto della situazione su Amandola con il sindaco Adolfo Marinangeli, oggi è il primo cittadino di Montefortino Domenico Ciaffaroni a raccontare come vanno le cose nel suo comune: “La situazione non è facile – esordisce Ciaffaroni – abbiamo espletato circa la metà delle richieste di sopralluogo che ci sono arrivate e ne restano altre 450-500. Inoltre a partire dal 24 agosto abbiamo già emesso oltre 500 ordinanze di inagibilità. Stiamo comunque cercando di ripartire; il 15 febbraio abbiamo messo in stand by il campo della Minnea dove erano provvisoriamente ospitate diverse persone. Speriamo di smobilitarlo definitivamente, Montefortino ha un grande patrimonio edilizio e per il momento abbiamo collocato questa gente nelle tante seconde case che ci sono nel nostro territorio. Infine, abbiamo anche richiesto otto moduli abitativi SAE”.

Un mese fa il sindaco di Amandola Marinangeli aveva raccontato che il decreto legge varato dopo le scosse di agosto aveva legato le mani ai sindaci nella gestione diretta dell'emergenza e che poi, con i correttivi apportati dopo le repliche di fine ottobre, la situazione era almeno parzialmente migliorata. Ciaffaroni conferma quanto affermato dal suo collega, ma si spinge oltre: “E' vero, un miglioramento c'è stato ma è ancora insufficiente. Se ci avessero dato maggiori possibilità saremmo riusciti a fare qualcosa di più. E' vero che il cratere è grande, ma bisogna cominciare a rimboccarsi le maniche e a sburocratizzare per fornire delle risposte adeguate ai cittadini”.

Ciaffaroni sottolinea infatti che, a parte alcune risorse arrivate per la messa in sicurezza del patrimonio storico, con le quali è stato possibile puntellare uno dei simboli di Montefortino, il santuario della Madonna dell'Ambro, in tanti altri settori poco o nulla è stato fatto, ad esempio sull'allevamento, per il quale, se si escludono le generose donazioni di alcuni privati ed associazioni, dalle istituzioni non è arrivata nemmeno una stalla.

La gestione immediata dell'emergenza è stata però tutto sommato positiva e Ciaffaroni ci tiene a sottolinearlo: “Ci sono le ombre, ma anche le luci. Tanto di cappello alla Protezione Civile per come ha affrontato la prima fase di messa in sicurezza ed assistenza delle persone”.

Il sindaco di Montefortino non risparmia poi un'altra stoccata alle istituzioni nazionali e regionali, mettendo a confronto l'attuale gestione dell'emergenza con quello che è ormai largamente riconosciuto come “il modello del '97”, cioè le modalità con cui fu affrontata la ricostruzione post-sisma di quell'anno. “All'epoca c'era gente che si prendeva davvero le proprie responsabilità – è l'affondo di Ciaffaroni – in Umbria e nelle Marche furono immediatamente nominati due commissari regionali per il terremoto e si agì subito in tre direzioni: far ripartire l'economia, tutelare i beni culturali e mettere in sicurezza il territorio”.

“L'idea dietro quegli interventi era quella di ridare in tempi brevissimi ai cittadini sfollati la possibilità di tornare a vivere nei propri comuni, prima con soluzioni provvisorie e poi assicurando tempi di risposta rapidi per quelle definitive – continua Ciaffaroni – adesso il mio timore è che le tante persone che si sono trasferite nelle strutture ricettive della costa possano non tornare più nelle comunità di origine, causandone un irrimediabile declino. Ho girato tutti i comuni inseriti nel cratere: quelli più colpiti sono ormai dei comuni fantasma e non è possibile ridurli così” - è l'allarme conclusivo lanciato dal sindaco.

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Data pubblicazione : 24/02/2017 11:37
Scritto da : Andrea Pedonesi
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