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"L'accordo era di 10mila euro ma c'è un problema di forma". Filippide del Fermano delusa dall'Area Vasta 4

“Allenare atleti autistici facendo vivere loro l’esperienza del podismo in mezzo a normodotati, con tutto quello che ciò significa, in primis dimostrare che si può vivere l’autismo senza essere completamente dipendenti dai farmaci. La nostra è un’associazione dilettantistica, fatta di volontari e famiglie che si prendono cura di persone, gli autistici, con enormi problemi. Filippide del Fermano ha offerto ed offre loro momenti preziosi, dando qualità alla loro vita.” Siamo nel dicembre del 2015 e queste sono le parole che l’allora Presidente di Filippide del Fermano, Cinzia Spataro, scrive all’appena insediato Direttore dell’Area Vasta 4 Licio Livini. Ma facciamo un passo indietro.

Rosanna Vittori, oggi Presidente di Filippide del Fermano, l’associazione fermana che si occupa, tramite il volontariato, di aiutare ragazzi autistici attraverso lo sport per l’inserimento sociale e il benessere personale, ha raccontato ciò che accadde circa un anno fa sabato mattina durante il programma radiofonico condotto da Angelica Malvatani, Piacere Radio Fermo Uno, in occasione della giornata mondiale dell’autismo.

Nel 2015 c’era stata una conferenza stampa durante la quale venne siglato un accordo che legittimava e appoggiava il lavoro di Filippide del Fermano. Quel giorno erano presenti Fabrizio Cesetti, già presidente della Provincia, oggi assessore regionale, l’allora direttore generale dell’Area Vasta 4 Alberto Carelli e Cinzia, Presidente di Filippide del Fermano. In quella firma venivano assegnate all’associazione risorse per 10 mila euro, oltre all’importanza di un riconoscimento da parte dell’Area Vasta 4.

Le cose però cambiarono quando il successore di Carelli, Licio Livini, in nome dell’Area Vasta 4, scrisse una lettera all’Associazione per comunicare che, pur condividendo i loro obiettivi e con la convinzione della bontà del loro operato, non poteva garantire quel supporto per un vizio di forma dell’accordo.

Un fulmine a ciel sereno “Per queste persone - si legge nella lettera che l’associazione inviò successivamente a Livini - ancora oggi, nonostante il gran parlare di autismo che si fa, si offre così poco. L’associazione e la realizzazione di tale prezioso ed unico progetto nel nostro territorio, è stata messa in discussione dal contenuto di quella lettera che mentre riaffermava “di avere assolutamente in animo di appoggiare”, nei fatti negava tale appoggio sottraendosi all’unico impegno preso e sulla base del quale già era partita la realizzazione di un’attività che era stata lungamente condivisa con chi ha rappresentato al massimo livello l’Amministrazione che oggi Lei rappresenta.”

La lettera di Cinzia Spataro prosegue: “Non possono essere imputabili ad un’associazione di volontariato che si fa carico di un simile innovativo progetto come la nostra, i vizi di forma che Lei indica nel Protocollo, peraltro sottoscritto anche da altri soggetti istituzionali quali due Ambiti Sociali Territoriali, due Amministrazioni Comunali e una Provinciale. Malgrado tutto ciò, l’associazione ha maturato l’intenzione di proseguire l’attività […] non mancano la determinazione e il coraggio, anche se non siamo certi che possano bastare a far fronte al grande impegno. Abbiamo così deciso di andare avanti lo stesso, anzi di rilanciare, perché il “diritto alla normalità” dei nostri atleti autistici lo richiede. E dal momento che, fortunatamente, esistono degli imprenditori che hanno una sensibilità ed una “responsabilità sociale” e credono sul serio nei nostri valori e nel nostro impegno, per favorire la consapevolezza sull’autismo, abbiamo deciso di organizzare un evento a carattere nazionale che si chiamerà BLU RUN: una manifestazione podistica nazionale, promossa dall’ASD di promozione sociale Filippide del Fermano insieme al Comune di Porto Sant’Elpidio, con il patrocinio della Regione Marche, della FIDAL Marche, della Provincia di Fermo. Famigliari, volontari, ed atleti, sono ovviamente molto delusi dall’atteggiamento che è stato messo in atto dal Direttore della Sanità pubblica del nostro territorio. Confidiamo, tuttavia, in un ripensamento costruttivo.”

Licio Livini, direttore dell’AreaVasta 4 ha parlato della “Presenza di un problema di forma e quindi di sostanza in quanto gli atti non sono sottoscritti. Ribadiamo, come sempre, la nostra vicinanza all’Associazione, sotto forma di volontariato e di solidarietà.”

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Data pubblicazione : 05/04/2017 11:17
Scritto da : Alessandra Bastarè
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Ma CHE VOR DI' ?

    05-04-2017 23:07 - #1
    Scusate ma qualche conto non torna: non si potrebbe spiegare un po' meglio in cosa consiste questo famoso "vizio di forma" del quale non ci si è resi conto in tutto questo tempo da parte di tanti soggetti? E che significa che "...gli atti non sono sottoscritti..." una firma mancante è qualcosa di ben più grave di un difetto di "forma". Ma di che "piffero" stiamo parlando?
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