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L'incidenza del Distretto del Cappello su Scala Nazionale: in aumento le esportazioni e le importazioni

Il Settore Cappello è tradizionalmente vocato all’export, con una esportazione pari al 76% circa della produzione. Il comparto del Cappello nel periodo gennaio-dicembre 2016 presenta nel suo complesso un aumento sia della esportazioni che delle importazioni. 

 

L'incidenza del Distretto del Cappello su Scala Nazionale: in aumento le esportazioni e le importazioni

Da notare la sostanziale tenuta delle esportazioni con un +6,2% malgrado le difficoltà di alcuni paesi dell'Unione Europea, con l’eccezione del mercato tedesco e la tenuta di quello francese. Da evidenziare l’exploit del Regno Unito anche dopo la Brexit, mentre continua la negativa performance del mercato russo confermato anche dal dato negativo della Svizzera, anche per via delle diminuite triangolazioni commerciali, controbilanciate tra gli altri dal recupero del mercato giapponese e la tenuta di quello americano.

Da tenere sempre sempre presente che il 70% del valore in termini di aziende, addetti e fatturato spetta al nostro Distretto del Cappello "Fermano (Montappone, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado, Falerone) - Maceratese (Mogliano, Loro Piceno, Sant'Angelo in Pontano)" il cui core-business è comunque rappresentato dai soli comuni di Montappone e Massa  Fermana dove risiedono oltre l'80% delle aziende del Distretto e circa il 50% di quelle su scala nazionale. 

L'EVOLUZIONE FUTURA

“INNALZARE la qualità del prodotto, offrire servizi al passo con i tempi ma anche studiare forme di co-branding con aziende dell'abbigliamento e del lusso che scelgono di produrre nel nostro Distretto sono le nostre sfide future” afferma Paolo Marzialetti Presidente Nazionale del Settore Cappello e Vicepresidente della Federazione Italiana Tessili Vari, oltre che titolare della Paimar di Montappone.“Più in generale dobbiamo MIGLIORARE quelle condizioni per cui le aziende che vogliono produrre un cappello di un certo pregio sono attratte dal nostro Distretto”. Anche i manufatti hanno subito e stanno subendo un'evoluzione. Il Distretto è nato con i cappelli di paglia (la cui MATERIA PRIMA ormai da diversi decenni viene importata da Cina e Vietnam, e più recentemente anche dall’Ecuador per la produzione dei famosi “Panama” di fascia più alta. Non solo. Se qualche anno fa la strategia intrapresa da diverse aziende è stata quella di affiancare la produzione locale con la commercializzazione di cappelli “finiti” importati dalla Cina, ora l'acquisto dall'estero del prodotto finito è in calo proprio perché il mercato chiede ormai un sempre più alto livello di qualità.

PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA

“La collaborazione con le aziende dell'abbigliamento è indispensabile dunque per sostenere la produttività dei cappellifici, visto che non abbiamo un marchio riconoscibile e ci presentiamo quindi sui mercati internazionali unicamente con la qualità del nostro manufatto e con l'etichetta Made in Italy, la cui definitiva regolamentazione a livello comunitario deve divenire ormai imprescindibile ed irrinunciabile”. La mancanza di un marchio “commerciale” unico, una cultura imprenditoriale tutta marchigiana poco incline alle sinergie (non solo nel Settore Cappello) e l'assenza di una fiera “specifica” di riferimento hanno recentemente stimolato anche l’Assessora Regionale alle Attività Produttive e Internazionalizzazione Manuela Bora, in visita alle aziende del Distretto durante la Fiera PREMIERE CLASSE di Parigi nel Gennaio scorso, a rilanciare e dare nuovo vigore quantomeno al Marchio “Territoriale” di Origine e Qualità con il relativo Disciplinare di produzione, già riconosciuto ed approvato dalla Giunta regionale nel 2009, al fine di rendere più incisiva l’azione di marketing e promozione del Settore Cappello, attraverso il nostro Distretto universalmente riconosciuto come il più importante d’Europa, con un Marchio appunto “Territoriale” che verrà affiancato a quello regionale “1M Marche Eccellenza Artigiana”. Tale progetto della Regione Marche scaturisce dunque proprio dai limiti del nostro Distretto formato da imprese la cui piccola dimensione da un lato garantisce la flessibilità (nella gestione, nella produzione, nei costi, ecc.), dall'altro rappresenta un limite per la carenza di risorse finanziarie. Debolezze che grazie alla carica e alla laboriosità degli imprenditori artigiani vengono spesso superate grazie alla forza insita nell'artigianalità e nella manualità del nostro prodotto, nella loro vocazione storica e nella capacità di rinnovamento. Non a caso il Distretto mantiene salda la sua supremazia nel prodotto finito a livello internazionale tanto che i maestri cappellai sono stati i primi ad intraprendere rapporti commerciali con l'Estremo Oriente e ad avere poi anche implementato le sinergia con l’Ecuador.

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Data pubblicazione : 26/04/2017 10:44
Scritto da : Redazione
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