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Sant'Elpidio a Mare. "Giallo" sulle targhette del Secchio, l'Ente Contesa commissaria la Contrada San Martino

Sono settimane convulse quelle che sta vivendo Sant'Elpidio a Mare. Oltre alla campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale, la città è scossa anche dal giallo relativo alle targhette d'oro del Secchio Storico, il trofeo e simbolo della Contesa del Secchio, la storica rievocazione elpidiense.

Sant'Elpidio a Mare.
Alessandra Gramigna, Rossella Nasini e i membri del Consiglio di Presidenza dell'Ente Contesa

Per chi non conoscesse nei dettagli questa manifestazione, ogni anno la contrada che trionfa nel Gioco del Pozzo ottiene la custodia del Secchio (che è di proprietà dell'Ente Contesa) e, per celebrare il proprio successo, realizza ed appone una targa sul Secchio stesso. Il Secchio viene poi “rimesso in gioco” l'anno successivo nel momento in cui torna a disputarsi la competizione.

Dopo circa 20 giorni di indiscrezioni, polemiche e intrighi, il Consiglio di Presidenza dell'Ente Contesa, guidato da Alessandra Gramigna, ha deciso di indire una conferenza stampa per fare chiarezza su quanto accaduto.

Nell'occasione, la Gramigna ha ripercorso per filo e per segno tutte le tappe di una vicenda partita l'8 maggio scorso, quando Massimo Agolini, presidente della Contrada San Martino, vincitrice della Contesa 2016, ha comunicato alla presidentessa la scomparsa di 2-3 targhette dal Secchio. Appena quattro giorni dopo, però, in una riunione dei Presidenti e dei Priori delle quattro Contrade convocata dalla stessa Gramigna, Agolini e Claudio Cifola, consigliere della San Martino, hanno aggiornato i presenti comunicando che le targhe scomparse erano in realtà 18 (8 nello spazio dedicato alla Contrada San Giovanni, 9 in quello della Sant'Elpidio e 1 in quello della Santa Maria), senza però portare con sé il Secchio per permettere la verifica visiva di quanto affermato.

Nella riunione in questione è stato deciso che l'Ente Contesa (proprietario del secchio) e la Contrada San Martino (custode pro-tempore in quanto campione in carica) avrebbero sporto denuncia congiunta ai Carabinieri del luogo. Contestualmente, la Contrada avrebbe dovuto restituire il Secchio all'ente per permettere alla proprietà di custodirlo in una cassetta di sicurezza.

La Gramigna ha fissato quindi un appuntamento con il comandante dei Carabinieri per domenica 14 maggio alle 11, avvisando la Contrada San Martino, che però, contravvenendo all'impegno preso, si è presentata in Caserma da sola alle 8:30 per sporgere denuncia. A quel punto anche la Gramigna ha provveduto a presentare unilateralmente denuncia contro ignoti per furto aggravato, chiedendo contestualmente ai rappresentanti della San Martino di restituire il Secchio entro le 18 del giorno stesso, come deciso all'unanimità nella riunione di due giorni prima.

Decorso inutilmente il termine, l'Ente Contesa ha intimato tramite PEC alla Contrada San Martino la rinconsegna del Secchio entro le 24 ore successive. Trascorsi senza riscontri altri sei giorni, il 20 maggio l'Ente Contesa ha presentato ai Carabinieri della città una seconda denuncia, questa volta per appropriazione indebita nei confronti della Contrada San Martino.

Solo l'indomani la segretaria dell'Ente Contesa ha preso visione di una mail informale arrivata il giorno prima dalla stessa Contrada San Martino, che dichiarava di essere disponibile alla restituzione del Secchio in cambio della consegna di una copia della chiave della cassetta di sicurezza dove il prezioso oggetto sarebbe stato custodito: una richiesta irricevibile, secondo la Gramigna, sia per il ritardo della comunicazione rispetto ai tempi concordati, sia perché irrispettosa deli accordi presi nella riunione del 12 maggio, in cui fu stabilito che, nel momento in cui l'Ente avesse assunto la custodia del Secchio, esso avrebbe dovuto avere la tracciabilità totale dei movimenti dell'oggetto.

Questa sequenza di fatti ha portato alla decisione, assunta ai sensi dell'articolo 8, comma 10 dello Statuto vigente, di commissariare la Contrada San Martino. Come si legge nel provvedimento straordinario adottato dal Consiglio di Presidenza, “è ritenuto incontrovertibile che il susseguirsi di detti accadimenti, nonché comportamenti tenuti dalla direzione della Contrada San Martino, sono stati ineluttabilmente dannosi alla manifestazione […], nonché indiscutibimente discordanti con quanto deciso in data 12 c.m. alla riunione tenutasi alla presenza di tutte le componenti, determinando il venir meno del rapporto di fiducia tra lo scrivente Ente […] e l'attuale direttivo della Contrada San Martino, per la sua responsabilità oggettiva nei gravissimi fatti di furto aggravato e mancata restituzione del Secchio Storico, con relativa non conoscenza da parte di questo Ente dell'attuale detentore illegittimo del suddetto oggetto, ferma restando la personale presunzione d'innocenza dei soggetti coinvolti”.

La Gramigna ora assume quindi il ruolo di commissario straordinario della Contrada, ma nominando nel ruolo di coordinatore per la gestione operativa della contrada, senza poteri di rappresentanza legale, Rossella Nasini (membra della stessa San Martino). Contemporaneamente, il Consiglio di Presidenza intima a Massimo Agolini ed Emilio Romagnoli, rispettivamente Presidente e Priore della San Martino, la riconsegna entro tre giorni, presso la locale Caserma dei Carabinieri, “di tutti i beni di qualsiasi natura, sia in possesso sia di proprietà della Contrada suddetta, nonché le chiavi di accesso ai locali occupati a qualsiasi titolo per l'espletamento delle funzioni di Contrada”, pena un ulteriore ricorso alle vie legali in sede penale e civile.

“Avremmo voliuto gestire questa questione in maniera condivisa, volevamo andare tutti nella stessa direzione – è il commento della Gramigna dopo la ricostruzione dei fatti - ma non è stato possibile e quindi per l'ennesima volta ci siamo trovati nella posizione di doverci difendere. Non c'è possibilità di alcun tipo di confronto tra questa dirigenza e tutte le altre parti della Contesa, quindi non ci è rimasto altro da fare che emanaere il decreto di commissariamento per due motivi: in primis perché la Contesa si avvicina e il nostro obiettivo primario è sempre quello di farla svolgere ordinariamente e poi perché rischiano di innescarsi meccanismi, quelli delle ritorsioni tra contrade, che dobbiamo prevenire”

La Presidentessa dell'Ente contesa sottolinea più volte la presunzione di innocenza personale nei confronti dei membri dell'ormai ex direttivo della San Martino e respinge al mittente le illazioni di chi sostiene che queste decisioni possano essere una sorta di rivalsa nei confronti di una Contrada con cui i rapporti negli ultimi anni sono stati spesso piuttosto tesi: “Noi non ce l'abbiamo con nessuno, ma abbiamo semplicemente dovuto prendere atto di ciò che stava accadendo – spiega la Gramigna – La San Martino ha perso la consapevolezza di cosa stia succedendo. Fatta salva la presunzione di innocenza, il direttivo ha comunque una responsabilità oggettiva perché l'istituto della custodia è regolato dalle leggi dello Stato, in particolare dall'articolo 1768 del Codice Civile, secondo il quale “il depositario deve usare nella custodia la diligenza del buon padre di famiglia”. Al di là della questione economica, che è comunque rilevante, c'è una responsabilità oggettiva nei confronti della cittadinanza, nonché della storia e dell'immagine di questo evento. Speriamo che il direttivo faccia una riflessione e capisca cosa stia succedendo per evitare di arrecare ulteriori danni alla manifestazione”.

Quello della Contrada San Martino è il quarto commissariamento nella ultrasessantennale storia della Contesa del Secchio e la Gramigna si dice certa che la manifestazione riuscirà a superare anche queste difficoltà. All'interno di questa situazione certamente delicata, l'Ente Contesa ha voluto comunque affidare ad una contradaiola, la già citata Rossella Nasini, il ruolo di coordinatrice per la gestione operativa.

“Rossella ci ha pensato un bel po' prima di accettare questo incarico - svela la Gramigna -. La ringrazio pubblicamente per questa scelta non facile in una città che vive primariamente per la Contesa”.

“All'interno di una situazione attuale a Sant'Elpidio a Mare caratterizzata da una sorta di tutti contro tutti, da cittadina credo sia l'ora di fermarci un attimo – esordisce la Nasini -. Non sono disponibile a litigare con nessuno: per il bene innanzitutto della mia contrada mi interessa la manifestazione. So che non sarà facile perché veniamo da tanti anni di discussioni e di ripicche. Da contradaiola può sembrare che io mi sia schierata con il “nemico”, ma non è così: prendo atto della situazione attuale e spero che le cose si risolvano velocamente e nel miglior modo possibile per tutti”.

E di fronte alla possibilità che i contradaioli della San Martino arrivino addirittura a boicottare la prossima edizione, la Gramigna si mostra ottimista: “Auspichiamo che contradaioli e giocatori continuino a fare la loro attività e quindi ci aspettiamo che anche quelli della San Martino diano una mano per il successo della sessantacinquesima edizione. Sono sicura che i giocatori non si tireranno indietro perché loro pensano e devono pensare al Gioco del Pozzo; le altre questioni, ahimé, le deciderà il giudice”

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Data pubblicazione : 27/05/2017 16:47
Scritto da : Andrea Pedonesi
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