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Regione Marche e sanità fra i finanziamenti del Fondo di Solidarietà in ritardo e malati dialitici lasciati a piedi

Tutto parte dagli sfoghi di due consiglieri regionali, Sandro Bisonni e Jessica Marcozzi, che richiamano l'attenzione su due tematiche riguardanti la sanità regionale e la Regione Marche. Bisonni parla dei finanziamenti per l'anno 2017 del Fondo di Solidarietà, un mezzo di sostegno economico molto utile per centinaia di persone con problemi di disabilità o di salute mentale in tutta la regione, che ancora si fanno attendere, mentre la Marcozzi, capogruppo FI,  parla della situazione dei pazienti dialitici nelle Marche, esclusi dalla possibilità di essere trasportati a cura del sistema sanitario regionale tramite il pulmino disabili.

Regione Marche e sanità fra i finanziamenti del Fondo di Solidarietà in ritardo e malati dialitici lasciati a piedi

In attesa che la Regione approvi i finanziamenti: 

 

Nelle Marche sono centinaia le persone con disabilità e problemi di salute mentale ricoverate presso strutture residenziali che attendono che la Regione approvi il finanziamento del Fondo di Solidarietà per l'anno 2017. Come previsto dalla legge la compartecipazione regionale al costo del servizio è pari al 70% mentre il restante 30 è a carico dei Comuni. Purtroppo sono molte le persone che stanno facendo sacrifici enormi per poter pagare, alle strutture, la quota restante delle rette. Persone e famiglie già colpite dalla malattia con tutto quello che ne consegue.

 

Problemi questi che il Consigliere regionale Sandro Bisonni ha voluto portare all'attenzione dell'Aula Consiliare presentando una interrogazione al Presidente e Assessore regionale, Luca Ceriscioli, proprio per conoscere quando si deciderà di finanziare il Fondo di solidarietà anche per il 2017.

 

"Nel dicembre 2016 – afferma Bisonni – la Giunta regionale ha comunicato ufficialmente l'intenzione di istituire il Fondo di solidarietà impegnando dall'anno 2017, in sede di variazione di Bilancio, la somma di 2 milioni di Euro. Ma poi con la legge regionale di stabilità approvata lo stesso mese si sono coperte solo le annualità 2018 - 2019. Inoltre nella legge di variazione di Bilancio votata in Aula a luglio di quest'anno, non è stato previsto alcun finanziamento al per l'anno 2017. Perché?"

 

Un dilemma che Bisonni intende chiarire per conoscere le reali intenzioni della Regione e soprattutto quando i cittadini potranno contare sui contributi che senza polemica sono necessari quanto e forse più di altri che sono oggi assegnati.

 

 

Le dichiarazioni della Marcozzi sulla situazione dei malati dialitici lasciate senza trasporti: 

 

"Quanta confusione, e quanti interrogativi sulla Sanità, settore che rappresenta il grosso del bilancio regionale. Non è ammissibile che in un settore così delicato, che da tempo attente un vero rilancio, si navighi a vista e, anzi, si ingenerino continuamente confusione e dubbi, quando, peggio, non ci troviamo a dover lottare contro tagli piombati dall’alto sui cittadini.

 

Nei giorni scorsi l’Anpas ha denunciato il fatto che i pazienti marchigiani nefropatici sottoposti a trattamento dialitico, ai quali sino ad oggi è stato assicurato un servizio di trasporto organizzato dalle Aree Vaste dell’Asur con oneri a proprio carico, rimangono a piedi. La Regione Marche con la DGR 301/2017, ha escluso le persone bisognose di dialisi dalla possibilità di essere trasportate a cura del sistema sanitario regionale tramite il pulmino disabili.

 

Un taglio, come tanti altri prima di oggi, piovuto dall’alto, senza concertazione, senza confronto, senza conoscere le reali esigenze dell’utenza, dei pazienti e di chi quotidianamente è sul campo a loro sostegno. Persone in grande difficoltà abbandonate al loro destino con conseguenti difficoltà anche per le associazioni di volontariato e le pubbliche assistenze. A questo il presidente Ceriscioli ha risposto che il trasporto è garantito per i pazienti nefropatici per il trattamento dialitico.

 

Ma sembra di capire che le modalità e le procedure burocratiche siano di una complessità inaudita e ingiustificabile. Chi sta male, ora deve anche perdere tempo con carte e scartoffie per vedersi garantito un servizio che giudico essenziale, doverso? Non vorrei, a questo punto, che sia stato adottato lo strumento della confusione per occultare la riduzione dei servizi.

 

Per questi motivi presenterò un’interrogazione urgente sulla questione: voglio capire perché sono stati adottati questi cambiamenti, che necessità c’era di farlo, perché si discriminano alcune tipologie di malati, perché si complicano le carte burocratiche per i pazienti e quando arriveranno questi benedetti rimborsi. Tempi e date certe. Dall’amministrazione esigo chiarezza."

 

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Data pubblicazione : 08/10/2017 08:51
Scritto da : Redazione
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