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"Soluzioni abitative in attesa eterna", le casette compaiono sotto il palazzo della Regione. La protesta della rete Terre in Moto ad un anno dal sisma del 26 ottobre

Visto e considerato che quelle che da un anno dovrebbero sorgere nei paesi colpiti dal terremoto ancora non si vedono, come rete Terre In Moto abbiamo voluto consegnare alla Regione le nostre SAE, che con l'occasione ribattezziamo "Soluzioni abitative in attesa eterna".

Dopo un anno continuare a chiamarle con il loro nome (Strutture abitative in emergenza) sembra una gigantesca presa per i fondelli. Per rendersi conto del punto della situazione basta confrontare i tempi che la Regione aveva previsto a maggio 2017 con lo stato attuale delle cose.


Queste strutture rappresentano chiaramente solo una delle criticità ancora presenti e con le quali ci confrontiamo ogni giorno, ma sotto l'aspetto simbolico sono fondamentali, perché nel ritardo della loro consegna è racchiuso tutto il senso della strategia dell'abbandono di cui parliamo da mesi.
Aggiungiamo inoltre che è gravissimo quanto emerso in queste settimane, già previsto e prevedibile, in merito alle condizioni degli operai che lavorano alla costruzione e posa delle SAE. Costretti a turni di lavoro massacranti e con qualsiasi condizione meteo (su richiesta esplicita della Regione stessa) si ritrovano a scontare ritardi e responsabilità che sicuramente non sono di loro competenza. Ancora una volta a pagare sono i più deboli.


Le nostre casette sono anche un messaggio rispetto alle tanto vituperate "casette abusive", contro le quali ci si è mossi con tanto rigore. Di fronte ai ritardi ancora presenti se ci sono stati degli abusi sono stati sicuramente quelli commessi dalla politica e non quelli di chi, con tutte le differenze e i distinguo del caso, ha pagato di tasca propria l'unico modo per resistere. Politica che, se da un lato mostra tutta la sua incapacità, dall'altro ha iniziato a "far calare" gli sciacalli in vista di una campagna elettorale che nel cratere si appresta ad essere devastante. Ma chi ha perso casa e lavoro, se non i propri cari, non è carne da macello e non accetta la guerra tra poveri che si vorrebbe imporre.


Ad un anno delle scosse che più hanno colpito i nostri territori, lasciamo quindi queste casette abusive sotto palazzo Raffaello, sede della Regione Marche, e invitiamo tutti alla Marcia del Ritorno che abbiamo organizzato per domenica 29 ottobre alle ore 10.00 da Maddalena di Muccia a Pieve Torina. Torneremo in strada nel cratere per riprendere parola tutti insieme, terremotati e non, e per gridare la nostra volontà di tornare, resistere e ricostruire.

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Data pubblicazione : 26/10/2017 10:58
Scritto da : Redazione
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