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Fermo, Tulli attacca sui rifiuti: "Entusiasmo ingiustificato, le cose non stanno come raccontano Comune e Provincia"

"L'entusiasmo manifestato dall'amministrazione comunale attraverso l'assessore all'ambiente Ciarrocchi sulla TARI bassa, iniziato dopo la pubblicazione, da parte del SOLE 24 ORE, dei dati di vivibilità delle città italiane, un entusiasmo ribadito anche in questi giorni, merita un approfondimento maggiore per una corretta informazione".

Gianluca Tulli, consigliere comunale di Fermo, non ci sta e si affida a un comunicato stampa per ridimensionare i risultati ottenuti dall'amministrazione in carica sul fronte del basso canone Tari e della gestione dei rifiuti in generale.



Fermo, Tulli attacca sui rifiuti:

"La prima cosa che mi viene da chiedere è se secondo l'assessore l' importo della TARI, allora TARES, ancora prima TIA e TARSU, in passato è risultato più alto per i nostri cittadini in confronto agli altri territori.
La risposta è no e quindi non vedo quali siano i meriti dell'attuale amministrazione - scrive Tulli -. Lo studio, sempre pubblicato sul SOLE 24 ORE, evidenziava proprio come Fermo sia indietro nei servizi ambientali rispetto a Macerata ed Ancona e si trovi a pari punteggio con Ascoli Piceno. Sempre da dichiarazioni rese dall'assessore, che ha affermato come nel 2015 il servizio di raccolta differenziata del Comune di Fermo si attestava intorno al 50%, aggiungo che dal 2011 al 2013, la percentuale non superava il 40%.  I cittadini, quindi, pagano dal 2012 un'addizionale del 20% al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica. Questo in seguito alla normativa regionale che viene applicata ai comuni che non hanno raggiunto una percentuale del 65% di raccolta differenziata, come la legge nazionale impone dal 2012. Quando denunciavamo la cattiva gestione dei precedenti CdA ASITE e chiedevamo già le dimissioni dell'allora presidente, l'amministrazione attuale ci rispondeva che valutava in base ai risultati raggiunti e i deludenti risultati erano proprio questi".

 

"Uno dei motivi principali del costo contenuto della TARI - prosegue Tulli - sta proprio nel fatto che Fermo ha una propria discarica, che fino ad oggi ha permesso un contenimento dei costi, ma la politica dei rifiuti speciali iniziata con il precedente CdA, nominato dall'antecedente amministrazione (di cui facevano parte gli attuali sindaco e vice sindaco) e continuata, guarda caso, dall'attuale giunta, porterà ad un accorciamento della vita della discarica stessa, tant'è che è stata fatta formale richiesta per l'autorizzazione al sormonto, un segnale evidente della necessità di nuovi volumi".

 

Continua Tulli: "Più volte l'amministrazione ha evidenziato con orgoglio come Fermo sia riuscita a mantenere basso il costo di conferimento dei comuni limitrofi e allora, se così è, che necessità si ha di prendere rifiuti speciali da altri territori per fare cassa? In più, se si è riusciti a mantenere basse le tariffe di conferimento, perché è stato mantenuto doppio il canone che il comune versa all'ASITE, passando da 2,5 milioni di euro agli attuali 5 milioni? Qual è l'effettivo costo di smaltimento che ha giustificato il raddoppio del canone? 
Sono soldi che comunque i cittadini pagano. 
Negli ultimi anni il comune versa circa 5 milioni di euro all'ASITE che, anziché ottimizzare e migliorare i servizi ambientali, porta al comune circa 1,2 milioni di euro di utile netto, bruciandone in tasse circa 800- 900 mila euro e una piccola parte di questi utili l'amministrazione li ha ridistribuiti attraverso bandi, ottenendo piccole diminuzioni (TARI) per specifiche categorie, ma per il resto dei cittadini nulla. Quindi all'importo dei bollettini TARI che arriva al cittadino bisognerebbe aggiungere anche la quota parte del canone che il comune versa all'ASITE, sempre soldi del contribuente".

 

"Per la questione rifiuti, invece, l'assessore e/o il sindaco farebbero bene a dare risposte scritte alle mie interrogazioni consiliari, risposte che attendo da ben oltre i 30 giorni previsti dal regolamento del consiglio comunale e tutto ciò evidenzia chiaramente come, almeno fino ad oggi, l'amministrazione non controlli nulla della sua società partecipata ASITE - ragiona Tulli -. La questione ultima, portata alla stampa dal presidente del comitato discarica di San Biagio, è stata oggetto di una mia interrogazione urgente nell'ultimo consiglio comunale, dove chiedevo proprio se è vero che stanno arrivando rifiuti dall'Umbria, rifiuti FORS (frazione organica rifiuti urbani, il cosiddetto ”umido”). Ricordo che la provincia, per bocca del suo vice presidente con delega ai rifiuti (e qui bisognerebbe aprire un altro capitolo sulla opportunità della sua delega, come ha a sua volta evidenziato la consigliera comunale Marozzini), aveva detto no alla richiesta di emergenza da parte della regione Umbria, sostenendo che non era in grado di farsi carico di ulteriori rifiuti da trattare. Anche l'amministrazione comunale più volte ha espresso la volontà di cambiare politica in materia di rifiuti, diminuendo gli arrivi da fuori territorio.

La risposta che ho ricevuto in consiglio comunale dall'assessore Ciarrocchi, è stata che non era a conoscenza della provenienza dei rifiuti dall'Umbria e che, se così era, evidentemente si trattava di rifiuti speciali soggetti al libero mercato e che quindi l'ASITE operava legittimamente. Risposta analoga data in questi giorni dalla presidente della provincia a mezzo stampa.

 

"Che la società ASITE possa trattare, come normativa vuole, questi rifiuti,(sempre che non superi la quota del 25% del totale) va bene - conclude Tulli - ma se si fa passare ai cittadini il messaggio del no ai rifiuti da fuori territorio, con la motivazione che non si è in grado di recepirli, e poi la realtà è invece diversa, allora lasciamo valutare ai cittadini stessi la politica attuata".

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Data pubblicazione : 14/01/2018 11:46
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
2 commenti presenti
  • joe

    16-01-2018 09:10 - #2
    personalmente ho anche notato che i computer delle isole ecologiche non sono così affidabili: appena scende la temperatura si bloccano ed occorre premere il pulsante "reset" più volte. Parlando con un operatore che era passato a ritirare i sacchi mi ha detto che la problematica è comune, come quella della bilancia, poco sensibile a pesi leggeri ma che il cittadino deve conferire perché voluminosi, come la plastica. E' uno scempio, il tutto con il sottofondo guida di voce femminile con marcato accento zonale...nemmeno un minimo di professionalità per i milioni di euro spesi.
  • Giovanni Scriboni

    14-01-2018 12:41 - #1
    Finalmente ! Una parvenza di opposizione esiste. Tulli ha fatto un puntuale e argomentato intervento sui rifiuti che è, da sempre, oggetto di gestione nebulosa da parte di tutte le amministrazioni dalla costituzione dell'ASITE,(giunta Di Ruscio), in poi. Insomma Tulli ha ragione e, se ci fosse una seria opposizione i problemi dell'ASITE sui rifiuti sarebbero più trasparenti e chiari per i cittadini ma, purtroppo, molti consiglieri della così detta “opposizione” pensano solo al proprio orticello da gestire e nulla più. I ragazzi di Via Mazzini (giunta Calcinaro), da non confondersi con quelli di Via Pal, non sembrano inclini alla trasparenza. Si inalberano se sono ripresi, contestati o chiamati a rispondere di atti pubblici poco trasparenti e che con il passare del tempo diventano sempre più ingombranti per loro, vedi Casina delle Rose, opere in via delle Mura, fondi per le scuole e molti altri. I molti "faremo" che, quasi, quotidianamente segnano i loro interventi, cozzano con il non fatto che è sotto l'occhio di tutti. Tornando ai rifiuti, possiamo rilevare che Fermo non brilla per pulizia. I costi del Servizio sono enormi sia per il personale che per investimenti ma, il centro storico è sporco, le periferie anche, non c'è una organica e razionale raccolta differenziata. Spacciare il 50% raggiunto (sarà reale ????) è ben misera cosa rispetto agli investimenti e soprattutto agli obblighi di legge (il 65% doveva essere raggiunto nel 2012) , la discarica è gestita come "cosa propria" quando in realtà è bene comune. A quando la reale costituzione dell'ATO Provinciale dei rifiuti Tulli o meglio Ciarrocchi, anche questo obbligo di legge ? Ciarrocchi forse non sa o fa finta di non sapere che, molti comuni, anche della provincia di Fermo raggiungono quote di differenziazione molto superiori a Fermo già da molti anni e con costi molto ma molto più bassi di Fermo e non gestiscono una discarica comprensoriale come l’ASITE. Occorre dire che una grande corresponsabilità di questo disastro e di questo stato di totale inefficienza sono sicuramente da addebitare alla Provincia di Fermo, alla sua Presidente, ai consiglieri provinciali autonominati, tra di loro, che in una farsa di apparente democrazia rappresentano solo se stessi e non le comunità di riferimento e non ultima quanto a responsabilità c’è la Regione Marche che non fa nulla per rimuovere questo stato di cose. Tulli, un consiglio vada avanti per questa strada e ne troverà di cose "simpatiche" da scoprire sull'ASITE, si perché l'ASITE è solo un grande paravento ma la "ciccia" è dietro !!!!
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