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Marche e Fermano 2.0. 105 milioni dalla Regione per lo sviluppo della banda ultralarga: 231 comuni coinvolti, cinque le realtà della provincia nella prima fase del piano

In un'era così fortemente connotata dalla tecnologia, la connessione a banda ultra larga è un servizio sempre più importante, un fattore di inclusione sociale, sviluppo economico e globalizzazione.

Marche e Fermano 2.0. 105 milioni dalla Regione per lo sviluppo della banda ultralarga: 231 comuni coinvolti, cinque le realtà della provincia nella prima fase del piano

E' risaputo che sotto questo punto di vista l'Italia debba fare ancora notevoli e importanti passi avanti: a testimonianza di ciò, i dati relativi al 2014 pubblicati dalla Commissione segnalavano come il nostro Paese fosse penultimo nell'Unione Europea a 28, dietro solamente alla Grecia, per copertura di banda ultralarga, ben 31.8 punti percentuali sotto la media continentale.

Eppure qualcosa si muove: lo scorso 9 novembre, infatti, è stato sottoscritto un contratto tra la Infratel Italia s.p.a, la società in house del Ministero dello sviluppo economico, e la società Open Fiber, aggiudicataria della gara indetta dalla stessa Infratel per la concessione di costruzione e gestione di un'infrastruttura passiva a banda ultralarga nelle aree bianche del territorio di alcune regioni: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, provincia autonoma di Trento, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia.

Nello specifico, si definiscono aree bianche le zone in cui le infrastrutture per la banda larga/ultra larga sono inesistenti e nelle quali è improbabile che nel prossimo futuro (tre anni) investitori privati provvederanno a svilupparle.

 

Le Marche hanno stanziato 105 milioni di euro, 72 dei quali provenienti dal Fondo nazionale Sviluppo e Coesione FSC e i restanti 33 di fondi europei del POR FESR 2014-2020 e del PSR FEASR 2014-2020, per un intervento che interesserà 231 comuni delle nostra regione e un totale di circa 562 mila abitanti.

La Regione ritiene che lo sviluppo delle reti a banda larga e ultra larga debba essere supportato e indirizzato per migliorare l’equilibrio tra la copertura delle aree residenziali e quella delle zone industriali, attualmente sbilanciato a favore delle prime rispetto alle seconde, estendendo le infrastrutture a banda ultra larga con particolare attenzione alle aree produttive e alle aree interne e rurali.

Con questo piano, la Regione punta ad allinearsi a quanto richiesto dalla Commissione Europea con l’Agenda Digitale e definito anche dalla strategia nazionale in materia, fissando al 2020 il termine per raggiungere il duplice obiettivo minimo della copertura del 100% della popolazione con servizi a banda ultra larga pari ad almeno 30 Mbps e della copertura dell'85% della popolazione con servizi pari ad almeno 100 Mbps.

 

Quattro le fasi del piano regionale. 73 i comuni coinvolti nella prima, quella già in corso, cinque dei quali del Fermano, Amandola, Santa Vittoria in Matenano, Montefalcone Appennino, Monte Rinaldo e Ortezzano, tutti inseriti nel cratere sismico. Una considerazione importante, quest'ultima, perché la volontà della Regione è stata quella di adattare il piano relativo alla banda ultralarga al processo di ricostruzione dei territori colpiti dalle scosse, studiando le modalità più idonee per portarla anche nelle Sae (Soluzioni abitative di emergenza) e in tutte le aree dove ciò è fattibile.

 

“I lavori nel nostro territorio sono partiti da circa due mesi – racconta il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli – con l'Enel che si sta occupando di rifare tutte le linee portanti, quelle principali, che da fuori Amandola alimentano le cabine della città per evitare i distacchi continui che abbiamo sempre avuto, in particolare l'anno scorso durante il periodo della neve. Tutto avviene in contemporanea: i tecnici, infatti, mentre lavorano sulle linee portanti dell'elettricità, stanno anche predisponendo le cabine per trasformarle in degli hub informatici: questo intervento porterà la fibra e la banda ultralarga anche nelle case sparse".

 

La seconda fase (con progettazione definitiva da presentare entro domani) interesserà poi i comuni di Montefortino, Smerillo, Montelparo, Fermo e Porto San Giorgio, la terza (con progettazione definitiva da presentare entro il 9 maggio) quelli di Altidona, Pedaso, Monterubbiano, Ponzano di Fermo, Monsampietro Morico, Servigliano, Falerone, Sant'Elpidio a Mare, Montegranaro, Monte Urano, Monte San Pietrangeli, Grottazzolina, Montegiorgio, Massa Fermana e Montappone, mentre la quarta (con progettazione entro il 9 luglio) toccherà Lapedona, Moresco, Campofilone, Petritoli, Rapagnano, Porto Sant'Elpidio, Monteleone di Fermo e Monte Vidon Corrado.

 

La speranza, quindi, è che con questo progetto la nostra Regione e la nostra Provincia possano finalmente fare un passo avanti importante nel campo delle infrastrutture digitali.

 

 

 I comuni interessati divisi per fasi di intervento

 

Banda_ultralarga_fase_1

 

 

 

Banda_ultralarga_fase_2

 

                             Banda_ultralarga_fase_3

 

                    Banda_ultralarga_fase_4

 

 

 

 

 

 

 

 

Letture:2112
Data pubblicazione : 08/03/2018 12:43
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
  • Adelmo da Sant'Elpidio a Mare

    14-04-2018 21:28 - #1
    Ma se già gli impianti fibra TIM 100 Mbps sono stati istallati al 90 % a Sant'Elpidio a Mare-nel luglio 2017--manca solo la corrente ai moduli ed il collaudo con la vendita---che verrebbe a fare Open-Fiber se gli impianti già ci sono ?
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