Attualità
La villa romana che potrebbe cambiare la storia di Campofilone. L'archeologo Casci Ceccacci: “Un unicum nel nostro territorio per qualità e pregio architettonico”

Nella nostra provincia è stata una delle notizie della settimana: la piccola Campofilone, nota nel Fermano e in tutta Italia per la produzione dei celeberrimi maccheroncini, potrebbe improvvisamente diventare un centro in grado di attirare le attenzioni anche degli amanti dell' archeologia. Questo perché, nel corso delle lavorazioni di un allacciamento del metanodotto Snam, posto tra l'area di servizio dell'A14 e la condotta principale del metanodotto Recanati-Chieti, sono emersi dei resti di una grande villa romana, cronologicamente collocabile in un arco temporale compreso tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C.

La villa romana che potrebbe cambiare la storia di Campofilone. L'archeologo Casci Ceccacci: “Un unicum nel nostro territorio per qualità e pregio architettonico”

La scoperta è stata immediatamente catalogata tra le più importanti degli ultimi anni in tutta la Regione Marche e il motivo lo ha spiegato in diretta su Radio Fermo Uno, intervistato da Mery Pieragostini, Tommaso Casci Ceccacci, archeologo di zona e funzionario della Sopritendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, che ha ricostruito il contesto nel quale è avvenuto il ritrovamento, descrivendo nel dettaglio le caratteristiche della villa e anticipando quali potrebbero essere gli sviluppi futuri nell'area.

“Ad ottobre scorso, durante le lavorazioni dell'allacciamento del metanodotto, sono avvenuti i primi rinvenimenti di natura archeologica e allora abbiamo cominciato a richiedere dei piccoli ampiamenti per capire cosa avessimo di fronte – racconta Casci Ceccacci -. Nel corso dello scavo sono state trovate delle strutture e dei muri che, associati a dei materiali rinvenuti sul posto, ci hanno consentito di capire che eravamo davanti a un luogo frequentato in età romana”.

 

Una grande villa, precisa l'archeologo, che per il momento si estende per circa 80 metri lineari sui primi rilievi collinari verso la costa, in contrada Marina di Campofilone. Stando a quanto emerso fin qui, la dimora di pregio era composta da una grande parte residenziale e da un altrettanto ampio settore dedicato alla produzione di olio e vino. Casci Ceccacci scende nel dettaglio: “Nella parte residenziale abbiamo saggiato uno degli ambienti di un esteso impianto termale interno alla villa, che era costituito da un'area riscaldata e pavimentata a mosaico, con elementi di arredo di assoluto pregio – spiega -. Stanno poi venendo fuori anche dei sistemi di riscaldamento a muro e alcuni frammenti di rivestimenti in marmo che dovevano decorare le pareti dell'edificio”.

Per quanto riguarda il settore produttivo, invece, “abbiamo trovato due grandi vasche che ospitavano i prodotti dopo una prima lavorazione” - continua Casci Ceccacci, che poi specifica anche come a pochissima distanza da questo nucleo sia stato rinvenuto un altro piccolo edificio destinato ad ospitare una necropoli infantile con sepolture in anfora. “Al fianco di questi giovanissimi individui sepolti – racconta l'archeologo – è stato deposto un cane con funzione di tutela del passaggio dallo stato di vita a quello di morte”.

 

A questo punto, data la rilevanza e il pregio dei rinvenimenti in questione, è naturale chiedersi quale futuro attenda questo sito e le possibili ripercussioni turistiche che potrebbero interessare Campofilone. Secondo Casci Ceccacci, dato lo stato ancora embrionale degli scavi nell'area (la fase preliminare terminerà la prossima settimana, ndr), è probabilmente ancora prematuro sbilanciarsi in merito, anche se di sicuro l'interesse del sindaco Ercole D'Ercoli a proseguire nella ricerca è un buon punto di partenza: “La volontà è quella di incontrarsi quanto prima attorno a un tavolo tecnico per cercare di capire quali siano i passaggi amministrativi e burocratici necessari per continuare le indagini, magari anche con l'apporto di sponsorizzazioni private – ammette l'archeologo -. Ciò porterebbe ad avere un'ancora maggiore conoscenza del sito e, nel caso in cui venisse effettivamente confermata la grande qualità delle strutture conservate, si potrebbe sicuramente pensare ad un progetto di valorizzazione in situ”.

“A livello di estensone già ora si può dire che quello di Campofilone è un sito con pochissimi eguali nelle Marche ed è assimilabile ad una grande villa romana ad Urbisaglia – conclude l'archeologo paragonandolo ad atri presenti nella nostra regione – mentre per estensione cronologica un riferimento importante potrebbe essere una villa di Colombarone, in provincia di Pesaro: in ogni caso, per qualità e pregio architettonico è veramente un unicum per questo territorio”.

 

 

Letture:3218
Data pubblicazione : 25/03/2018 11:07
Scritto da : Andrea Pedonesi
Commenti dei lettori
0 commenti presenti
Aggiungi il tuo commento
indietro

Redazione
email:
redazione@informazione.tv
Tel 0734620707 - 0734623636 Fax 0734600390
Via Mazzini 13 - Fermo  -  Cookie Policy

 

Radio Fermo Uno iscritta nel Registro dei Giornali e dei Periodici del Tribunale di Fermo il 9 aprile 1988 con il numero 7. Il 20 giugno 2001 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, Cancelleria civile che la testata è divenuta anche un quotidiano on-line attraverso la pubblicazione sul sito www.radiofermouno.it. In data 16 maggio 2005 è stato comunicato al Tribunale di Fermo, cancelleria civile, che dal sito www.radiofermouno.it è scaturita l'appendice on-line riguardante notizie di cronaca, economia, politica e sport, denominata www.informazione.tv

 

Engineered by JEF - Knowledge Applications