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Fermo, dopo gli abbattimenti le ripiantumazioni. La proposta della Lipu per Santa Petronilla: una nuova area verde di sosta

L'amministrazione comunale di Fermo, sempre in collaborazione con le associazioni ambientaliste del territorio, fin dal momento del suo insediamento tre anni fa ha proceduto a una serie di monitoraggi del patrimonio arboreo che in alcuni casi sono dovute necessariamente sfociare nell'abbattimento di alcune essenze. Sempre di concerto con la associazioni ambientaliste, però, ora ha inizio la seconda fase, quella delle ripiantumazioni, e la Lipu offre subito una sua proposta da realizzare nel quartiere di Santa Petronilla

Fermo, dopo gli abbattimenti le ripiantumazioni. La proposta della Lipu per Santa Petronilla: una nuova area verde di sosta

"Egregio signor Sindaco, signori assessori, come logica e apprezzata conseguenza del confronto avuto tra questa amministrazione e le associazioni ambientaliste cittadine sui numerosi interventi di abbattimenti di alberi in diverse aree urbane, abbiamo ricevuto pochi giorni fa la richiesta di collaborazione, da concretizzare tramite suggerimenti dettagliati, per la attivazione della necessaria seconda fase, quella della ripiantumazione.
Per questo motivo ci permettiamo di avanzare con la presente la seguente proposta.
Essa riguarda una parte della rotonda di Santa Petronilla, quell’area semicircolare asfaltata, di circa 400 mq, che si trova all’interno della curva che viene percorsa da quelle auto che, provenendo da Porto San Giorgio, devono girare a destra per entrare in via Giammarco.
Quell’area è attualmente del tutto inutilizzata, poiché non ci possono passare le auto, e non è destinata neanche ai pedoni. È niente più che una banale superficie asfaltata senza ombra e senza scopo.
La proposta della nostra associazione rientra a pieno titolo in questo proposito di ripiantumazione e di restauro del patrimonio verde di cui si tratta, in quanto vogliamo proporre di eradicare il manto di asfalto per ricostruire ex-novo un’area verde di sosta, di ombra e di ossigenazione.


Siamo certi che non sfugga il fortissimo valore simbolico che una tale semplice operazione potrebbe avere.
L’area, riportata a terra, potrebbe essere pensata secondo queste caratteristiche:
• circondata da un piccolo e basso cordolo come ogni aiuola cittadina;
• seguito da una siepe bassa di circonferenza, a basso impatto visivo, sia dal lato della strada sia da quello delle abitazioni, con due o tre accessi per i pedoni,
• seminata a prato su tutta la superficie, con o senza due percorsi ghiaiosi
• piantumata con due o tre alberi di alto fusto, come tigli, o olmi, o lecci o perfino platani
• due panchine


Chi avesse dubbi sulla visibilità per il traffico automobilistico, argomento talvolta sollevato per ostacolare la creazione di aiuole stradali, può far soltanto mente locale sul fatto che, da un lato il traffico come sopra descritto è veramente di dimensioni minime in quel punto, dall’altro l’area siffatta non avrebbe alcun ostacolo visivo alle persone che devono girare a destra, poiché la siepe perimetrale sarà alta 50 cm e le chiome degli alberi saranno a 2,5/3 metri di altezza, lasciando in così completamente libera – sempre che sia necessario – la visuale.
È evidente che al valore simbolico di una tale trasformazione si aggiungerebbe il significato pedagogico di un forte segnale dato alla città, alla cultura urbanistica, verso un ripensamento del rapporto tra il cittadino e gli spazi urbani.
A quanto ci consta c’è la possibilità che si tratti della prima operazione del genere – eradicazione di asfalto per riportare il prato e l’aiuola – compiuta nel nostro territorio e, pur senza scomodare la retorica paleo-ambientalista di Adriano Celentano, si tratterebbe certamente di una operazione quasi unica nel suo genere.
Confidiamo che l’idea possa affascinare le SS.LL. e siamo in ogni momento disponibili ad un confronto sui suoi dettagli realizzativi.

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Data pubblicazione : 27/06/2018 09:43
Scritto da : Redazione
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