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"Una nuova casa per le imprese significa ripartenza": taglio del nastro per la sede di Confcommercio Marche Centrali, per il Fermano un'altra giornata da ricordare

A 48 ore di distanza dall'inaugurazione della Questura e dei Comandi Provinciali del Carabinieri e della Guardia di Finanza, Fermo e il nostro territorio hanno vissuto un'altra giornata da ricordare: è stata infatti inaugurata stamattina, alla presenza anche del Presidente nazionale Carlo Sangalli, la nuova sede di Confcommercio Marche Centrali Fermo/Porto San Giorgio, una sede che in realtà era già operativa da diversi mesi.

Si tratta di un locale funzionale, trasparente (“esattamente come noi vogliamo essere nei confronti di imprenditori, stampa e istituzioni”, ha sottolineato il direttore Massimo Polacco) e in posizione strategica per favorire uno scambio continuo con gli associati: si trova infatti nel territorio comunale di Fermo, come da precisa volontà della direzione che voleva riconoscere il ruolo del capoluogo, ma a pochi metri di distanza dalla zona sud di Porto San Giorgio e quindi dal litorale, dove si concentra la maggior parte aziende associate.

 

“Una nuova sede è ancora più preziosa proprio in questi luoghi, dove due anni fa un terribile terremoto ha distrutto la terra, la vita e in parte anche la speranza delle persone – ha commentato Sangalli nel suo vibrante e appassionato intervento -: una nuova casa per le imprese significa ripartenza, è il simbolo di un'anima segnata ma non piegata dei marchigiani che tornano a lavoro. Che cosa significa inaugurare una nuova sede? E' un segnale di presenza e anche di movimento: presenza perché garantisce nuove strutture e servizi ad imprese che si fidano e si affidano alla nostra realtà, movimento perché significa rinnovarsi, aggiornarsi e crescere”.

 

E il tema del sisma, che due anni fa ha messo in ginocchio l'economia e il commercio del nostro territorio, in particolare delle aree interne, non poteva che essere al centro degli interventi di molte delle autorità presenti. E d'altronde i numeri sono lì a testimoniare una situazione quanto mai difficile: sono 65 i Comuni colpiti dal terremoto che rientrano nel territorio di riferimento di Confcommercio Marche Centrali (che abbraccia le province di Ancona, Macerata e Fermo), un terremoto che ha colpito in grande maggioranza la nostra regione sebbene nell'immaginario collettivo sia magari più immediatamente associato a realtà come Amatrice e Norcia.

“Per noi la sfida più importante è ripartire e rilanciare il territorio dopo un evento così tragico, pesante e in parte anche misconosciuto – sono le parole del Presidente della Regione, Luca Ceriscioli . Siamo al fianco di chi ha deciso di ripartire con la propria attività commerciale nell'area colpita dal sisma: per farlo non abbiamo guardato a spese, investendo ad esempio due milioni di euro in una martellante campagna pubblicitaria per recuperare le quote di turismo che avevamo e dare così una mano anche al commercio”.

 

Gestione del post sisma significa innanzitutto sindaci: sono loro, infatti, ad aver affrontato l'emergenza sempre in prima linea. E sono quindi loro, anche quelli di zone che il terremoto ha risparmiato, come ad esempio proprio il nostro litorale, a poter comunque lanciare dei suggerimenti, delle linee di azione all'associazione:

 “Quando usciranno i bandi relativi ai finanziamenti di molte imprese nell'area del cratere – osserva il primo cittadino di Fermo, Paolo Calcinaro - stiamo attenti a come li tariamo per evitare anche che possa esserci un contraccolpo e un esodo da quelle aree che ne sono subito fuori ma che hanno comunque subito anche loro delle conseguenze importanti. Inoltre, in una città come Fermo che ha una popolazione di studenti universitari che ormai supera il migliaio di persone, perché non istituire una carta dello studente che li incentivi a spendere nel nostro territorio?”

“Oltre al terremoto vero, c'è una trasformazione epocale che ha investito la rete commerciale tradizionale, diffusa e di qualità, di cui la mia città era un po' un emblema – aggiunge Nicola Loira, sindaco di Porto san Giorgio -. L'e-commerce e la grande distribuzione sono fenomeni con cui bisogna confrontarsi. L'importanza di Confcommercio è questa: una grande realtà che deve tornare ad essere rappresentativa e che sia un interlocutore valido delle amministrazioni per continuare uno studio e un approfondimento sulle trasformazione in atto”.

 

Dal Presidente della Camera di Commercio di Fermo Graziano Di Battista, invece, è arrivato un altro input: “Ripetiamo sempre che in Italia il 90% di imprese è di piccole dimensioni, ma poi i provvedimenti emessi spesso non le riguardano. E' allora importante l'apporto di tutti per far sì che chi decide prenda in considerazione anche questo 90%”.

Un tema fondamentale in tutta Italia, quello sollevato dal Presidente, ma a maggior ragione nelle Marche e nel Fermano. Come sottolineato in una una relazione del Prof. Gianluca Gregori, pro-rettore dell'Univpm, intitolata “Un'Italia di mezzo che fatica: considerazioni sul terziario”, nella nostra Provincia su 18808 imprese complessive 17742 sono micro (cioè con fino a 9 addetti) e 992 piccole (da 10 a 49 addetti): “Una miriade di piccole imprese che in questo contesto rappresentano una necessità – afferma il docente -: se saltano salta l'intero sistema, se non funzionano non funziona la comunità”.

 

Un'associazione di categoria come Confcommercio deve quindi mantenersi sempre al passo con i tempi e le trasformazioni ed essere all'altezza della sfida: “Quando si parla di trasformazione si intende qualcosa di attivo, è un divenire che si attua tutti i giorni – spiega il Presidente di Confcommercio Marche Rodolfo Giampieri – e alle trasformazioni le associazioni devono dare una risposta che passi in primis dalla professionalità dei dipendenti”.

“A livello nazionale la nostra associazione è stata tra le prime a porsi delle domande nei confronti dei propri associati, cambiando modo di rapportarsi alle imprese, modificando il linguaggio e migliorando i servizi offerti – conclude il giovane presidente di Confcommercio Marche Centrali Giacomo Bramucci -. Occorre lanciare una prospettiva: un futuro che non teme le sfide che arriveranno si basa su legami tra istituzioni, imprenditori e associazioni e il modo migliore per creare questo legame è proprio condividere sfide e momenti di cambiamento”.

 

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Data pubblicazione : 19/07/2018 15:00
Scritto da : Andrea Pedonesi
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