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RIAPERTURA DELLA SALA DEL MAPPAMONDO. Fermo recupera uno dei suoi gioielli. Calcinaro: “Dobbiamo essere ambasciatori della nostra unicità”. FOTO

Questo pomeriggio la Sala del Mappamondo ha visto la sua riapertura dopo 20 lunghi mesi e dopo una “operazione a cuore aperto” che ha restituito un pezzo di identità alla città di Fermo.

RIAPERTURA DELLA SALA DEL MAPPAMONDO. Fermo recupera uno dei suoi gioielli. Calcinaro: “Dobbiamo essere ambasciatori della nostra unicità”. FOTO

“Quella dell' “operazione a cuore aperto” è una metafora appropriata per ciò che si è verificato in questi mesi – le parole dell'Assessore alla Cultura e vice Sindaco Francesco Trasatti. Molti cittadini ci hanno chiesto più volte quando sarebbe stata riparta e il giorno è arrivato, oggi è una festa per tutta la comunità.”

 

“Ringrazio tutti per la vostra presenza – le parole del primo cittadino Calcinaro, visibilmente emozionato. Ricordo che la prima visita in città del Presidente della Regione Ceriscioli, presente qui con noi, fu proprio alla Sala del Mappamondo. Oggi è davvero un momento importante per tutta la comunità, un momento di riacquisizione della nostra identità e bellezza ed è importante ricordare il grande impegno di tutti. Un impegno costante che c'è stato dal 30 ottobre fino a oggi e che ha permesso di aprire la Sala anticipando il cuore della stagione turistica.”

“So che la mia - ha continuato Calcinaro – è stata una pressione bonaria verso chi ha lavorato alla riapertura, una pressione che veniva da un cittadino di Fermo e non da un sindaco. Poi lo spostamento dei 16 mila volumi, usciti per la prima volta dalla Sala e catalogati grazie all'impegno e alla dedizione della Dottoressa Leonori e delle ragazze del Servizio Civile.”

“Il mio ultimo invito va a tutti noi fermani – ha concluso Calcinaro. Per carattere o forse per indole, spesso non ci accorgiamo della bellezza che abbiamo tra le nostre mani o sotto i nostri piedi quando giriamo per la Città. Dobbiamo imparare a essere i primi ambasciatori di questa bellezza e di questa unicità, dobbiamo essere i primi a crederci.”

 

“Ricordo ancora il Sindaco – le parole del Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – quando conseguentemente all'evento sismico rifletteva sulla scelta strategica da prendere. Ricordo la sua lucidità, una caratteristica che in quel momento non era facile avere, ma che credo sia stata quella vincente. Questo di oggi è un traguardo importate che la Regione è riuscita a finanziare, grazie anche all'Assessore Cesetti, un'operazione e una restituzione importate fatta con qualità e che ci rende orgogliosi.”

 

Presente il vice Prefetto di Fermo Maria Pina Biele che si è detta “emozionata. Quando ho preso servizio a Fermo, nell'ottobre dell'anno scorso, la prima cosa che avrei voluto visitare era proprio la Sala del Mappamondo, ma purtroppo mi dissero che era chiusa. Essere oggi qui e assistere alla riapertura è per me, che vivo da 30 anni nelle Marche, una grande gioia. Sappiate che chi viene da fuori e e insiste su questo territorio lo guarda con occhi di meraviglia, attenzione e amore.”

 

Arrivata anche la chiama del Prefetto Maria Luisa D'Alessandro che ha ringraziato il Sindaco Calcinaro.

 

L'architetto Coscia ha ricordato i momenti successivi al sisma, quando nell'immediatezza tutti si sono messi al lavoro per preservare uno dei gioielli di Fermo. “A una prima indagine i danni non erano visibili, ma dopo un'attenta osservazione ci siamo resi conto che ciò che c'era da fare era davvero un grande lavoro, per un luogo che conserva al suo interno sei secoli di storia.”

 

L'Ingegner Tarquini ha poi proseguito "l'inizio è stato devastante non ve lo nascondo. Un palazzo monumentale totalmente danneggiato in ogni sua sala. La Sala del Mappamondo nella sua esteriorità non sembrava avere dei danneggiamenti importanti, poi però dopo i primi rilievi invasivi, aprendo il pavimento, abbiamo visto uno scenario preoccupante ma non ci siamo demoralizzati e abbiamo subito interagito con l'Amministrazione pensando alla salvaguardia del bene."

"Il danno maggiore era l'abbassamento del solaio ligneo che si trova sopra alle volte della Sala degli Stemmi e alla Sala Gialla, consci del fatto che il Mappamondo dalla Sala non poteva uscire" - ha spiegato Tarquini.

"La prima fase è stata quella di messa in sicurezza dei vani che girano intorno alla Sala, poi a novembre il trasferimento dei 16 mila volumi e da lì si è proceduto "dividendo" il pavimento in due porzioni e operando, smantellandolo completamente, prima su una e poi sull'altra mentre il Mappamondo veniva spostato da una all'altra in base al procedere dei lavori - ha spiegato nel dettaglio l'Ingegnere. Sono state puntellate tutte le volte sottostanti, svuotate, ripuliti, risigillate le fessure e rifatto poi il pavimento, che ricordiamo sorregge l'imponente libreria, con delle travi in legno e acciaio, 14 sopra alla Sala degli Stemmi e 7 sopra alla Sala Gialla."

 

"I momenti di ansia sono stati tanti - il commento di Maria Chiara Leonori - ma dalla calamità siamo riusciti a ricavare un'opportunità. Abbiamo rilevato dati fondamentali per la tutela e per lo studio storico del 15634 volumi che necessitavano di restauro. Abbiamo inoltre individuato la provenienza, restituendo un quadro complessivo della realtà bibliotecaria del '600."

Successivamente agli interventi, si è preoceduto con il taglio del nastro nel cuore della meravigliosa Sala del Mappamondo che non ha risparmiato emozioni ai presenti.

 

Palazzo dei Priori ha anche recuperato l'Adorazione del Rubens, posizionato nella sala adiacente a quella del Mappamondo, dove è possibile anche ripercorrere le varie fasi dei lavori, con i pannelli esplicativi posizionati all'interno, che ricostruiscono le fasi di un'"operazione a cuore aperto" che ha restituito alla città di Fermo il suo goiello.

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Data pubblicazione : 02/08/2018 19:15
Scritto da : Alessandra Bastarè
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