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CCIAA Fermo. I Consiglieri dopo la decisione di Ceriscioli: "Restaurazione di un modello di governo che accentua il centralismo regionale e che non dialoga con i territori"

"Prendiamo atto delle recenti dichiarazioni del Presidente delle Regione Marche Ceriscioli che annuncia tempi rapidissimi e quindi  la “gran fretta” per l’avvio della Camera di Commercio Unica regionale  nonchè il vanto per il raggiungimento di questo obiettivo attuato in queste modalità solo dalla nostra regione”" la preoccupazione dei consiglieri della Camera di Commercio di Fermo Alfonso Cifani, Nazzareno Di Chiara, Paolo Felici, Vittorio Ferracuti, Luigi Malavisi, Alberto Palma, Francesca Palma, Maurizio Piergallini, Mauro Pieroni e Massimo Valentini.

CCIAA Fermo. I Consiglieri dopo la decisione di Ceriscioli:

"Infatti il Decreto Calenda prevedeva la possibilità di istituire nella Marche una CCIAA Marche sud e un CCIAA Marche nord - continuano i consiglieri - soluzione che era stata scelta come la soluzione ideale da Unioncamere Marche per garantire una presenza a favore delle imprese del nostro variegato territorio che ritrova delle caratteristiche di omogeneità appunto nella suddivisione Marche nord e Marche Sud. Tale risultato è stato ottenuto dalla giunta Ceriscioli attraverso una serie di forzature che ha fatto leva sulla crisi di buona parte delle associazioni imprenditoriali regionali, non ascoltando le richiese che provenivano dai territori."

 

"È preoccupante osservare come in un momento di chiara crisi della nostra regione e del nostro modello economico il Presidente della Regione presenti la Camera Unica Regionale come un grande obiettivo raggiunto e abbia attuato in questi anni una battaglia con tutti i mezzi a disposizione pur di raggiungerlo - proseguono. Facciamo presente al Presidente Ceriscioli che il contributo della Regione Marche alla Camera Unica Regionale sarà inferiore a quanto apporterà la sola CCIAA di Fermo e che tale contributo regionale è stato previsto per il 2020, anno in cui si svolgeranno le prossime elezioni regionali e quindi a carico di una nuova amministrazione regionale. Tale impostazione è la restaurazione di un  modello di governo regionale inefficiente che spreca risorse pubbliche accentuando il centralismo regionale che non dialoga con i territori e il consociativismo con associazioni di rappresentanza imprenditoriali in crisi controllate ora più decisamente dal governo regionale. Non troviamo traccia di ciò che richiedono imprese e territori, ovvero centralità dell’impresa e  meritocrazia nell’uso delle risorse invece di rapporti consociativi che non sono mai liberi. Le vere riforme non si realizzano mai  dall’alto, ma nascono dal basso, coinvolgendo la gente in un percorso di costruzione comune che vede insieme popolo e politica."

 

"Non è questo che sta facendo la Giunta Ceriscioli. Prendiamo atto dell’ascolto che il governo nazionale ha prestato alle esigenze che provengono dai territori sul tema delle CCIAA attraverso i parlamentari e rappresentanti locali del Movimento 5 Stelle e della Lega, istanze ora suffragate anche dalle recenti pronunce del Consiglio di Stato. Chiediamo che tale ascolto si traduca ora in atti concreti in quanto la credibilità di una posizione si attesta solo dai fatti e pertanto attendiamo fiduciosi che entro il 10 settembre il Consiglio dei Ministri intervenga con un decreto per bloccare l’iter del Decreto Calenda e si possa metter mano ad una riforma reale delle Camere di Commercio. C’è ancora qualche forza politica che voglia riformare veramente l’Italia?"" si chiedono in conclusione i congilieri.

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Data pubblicazione : 14/08/2018 10:58
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
1 commenti presenti
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    15-08-2018 23:18 - #1
    Ceriscioli un uomo solo al comando è questa la parodia del "nostro" presidente della Regione modello Renzi. Entrambi fautori del modello "facere" a tutti i costi senza badare al contenuto. Insomma come sostiene anche il buon Calenda " Io so io e voi non siete un ca....o" passatemi il francesismo. Erap unica regionale, Camera di Commercio Unica Regionale, Asur Unica Regionale ed è in fase avanzata l’accorpamento di tutti i comuni delle Marche. Il comune Unico Regionale con l'accorpamento da Nord a Sud di tutti i comuni. Quello che è stato definito, in modo simpaticissimo, il condominio unico chiamato Regione Marche. Il nome della città unica ? Non potrà che essere “ Pesaro Grande o Grande Pesaro”. Si perché è da li che partono tutte le idee più bislacche che poi tutti dobbiamo subire. Prima Monsignor Ucchielli e poi S. E. Vescovo Matteo Ricci hanno deciso e decidono le sorti di questo "condominio" senza che nessuno, neppure Ancona, in parte connivente con i suddetti, muova paglia. Si svendono per qualche euro in più. Pazienza ce ne faremo una ragione alle prossime elezioni. Si perché lo snodo è tutto li. I suddetti "statisti" alle prossime elezioni torneranno a casa e pure di corsa. Occorre solo RESISTERE...RESISTERE....RESISTERE che il 2020 è vicino... salvo elezioni anticipate per conclamata incapacità politica di gestire un piccolissimo condominio dal nome Marche.
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