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Tre giovani di Ostra in viaggio tra i luoghi di confine dell'entroterra marchigiano: il progetto Terminalia arriva a Smerillo

Giovani, interessanti, pieni di idee. Bella gioventù in fermento, contro tutto quello che si è soliti dire dei giovani di oggi. Jacopo Belloni, Emanuele Landi e Luigi Tozzi sono tre ragazzi di Ostra, in provincia di Ancona, arrivati a Smerillo con il progetto Terminalia.

Tre giovani di Ostra in viaggio tra i luoghi di confine dell'entroterra marchigiano: il progetto Terminalia arriva a Smerillo

Il progetto evoca il dio Treminus, cui gli antichi romani dedicavano la festa Terminalia, la cerimonia in cui famiglie e comunità si riunivano al confine delle proprie terre per consumare banchetti rituali in onore delle divinità protettrici del margine e convalidare la concordia reciproca.

L’idea del confine, nella cultura degli antichi romani, non identificava infatti la linea oltre la quale non si può andare, ma piuttosto l’esistenza di un qualcosa che divide ma al tempo stesso mette in comunicazione, che afferma la frontiera e contemporaneamente la possibilità di varcarla.

Terminalia è divenuto così un progetto a lungo termine, con approccio nomade-stanziale, attraverso i luoghi interni e di confine dell’entroterra marchigiano fra le province di Macerata e Fermo; territori “marginali”, periferici e lontani dal centro, frontiera gravida di potenzialità inespresse o già esplose, dove nuove forme di sperimentazione sociale e culturale hanno la possibilità di emergere.


Il gruppo dei tre giovani, che si muove a piedi, spesso in compagnia di un asino, per raggiungere i territori di confine prescelti, attiva in ciascun Comune dove sosta un cantiere-evento, in cui la collaborazione tra artigiani, artisti, scrittori e semplici cittadini permette uno scambio di sapere e di opinioni. L’attività cantieristica è stimolata da tavole rotonde, laboratori, reading, proiezioni.
Nel loro investigare i territori di confine, i prodigiosi ragazzi hanno raggiunto Smerillo, dove hanno proposto l’attivazione di un cantiere per la realizzazione di un muretto a secco, con il recupero di una arcaica tecnica denominata a “spina di pesce”.
Vista la peculiarità dell’antica tecnica costruttiva, per la realizzazione dell’opera hanno coinvolto Martino Vettori, un altro giovane, stavolta del Trentino, esperto di costruzioni di muri a secco e ricercatore di antiche tecniche costruttive.


Così da venerdì e fino alla prossima domenica, il territorio di “confine” di Smerillo, nell’accezione indicata dagli antichi romani, ospita i quattro ragazzi e diventa protagonista di questo meraviglioso progetto che, al di là della realizzazione dell’opera, attiva le potenzialità di un luogo e di una comunità viva, creando l’occasione per rielaborare tradizioni e tecniche volte alla custodia di un antico sapere da non disperdere.
Dopo una tavola rotonda sulle tecniche costruttive dei muri a secco, si è dato il via ai lavori. Il cantiere è chiaramente aperto a tutti.

 

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Data pubblicazione : 01/09/2018 13:20
Scritto da : Redazione
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