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Porto Sant'Elpidio. Tra polemiche e accuse, Di Ruscio si schiera a difesa della Fim: "Non è un mostro, tutt'altro: riabilitarla è custodire la memoria storica di una città"

Saturnino Di Ruscio, dirigente del Comune di Fermo ed ex sindaco per dieci anni della città capoluogo, oltre che candidato nel 2009 alla carica di Presidente della Provincia, ha voluto condividere una riflessione su passato, presente e futuro dell'ex Fim di Porto Sant'Elpidio, la cui area è al centro di un ambizioso progetto di riqualificazione che prevede, tra le altre cose, la demolizione e la successiva ricostruzione della struttura.

Di seguito il testo integrale della lettera inviata da Di Ruscio:

Porto Sant'Elpidio. Tra polemiche e accuse, Di Ruscio si schiera a difesa della Fim:

"Alcuni anni fa affrontai il problema dell’Ex Fim, in particolare quando l’allora Presidente della Provincia di Fermo, in fretta e furia, a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato elettorale, portò all’attenzione dell’ultimo Consiglio provinciale nel mese di giugno 2014 l’accordo di programma per la riconversione dell’immobile. In quell’occasione, andando a studiare tutti i documenti, scoprii un mondo a me sconosciuto. Dall’attività di bonifica ambientale mai completata, all’affidamento degli incarichi per la redazione del progetto di bonifica, alle gare per l’acquisto delle quote della soc. FIM spa, quindi dell’area, all’accordo tombale del 23 febbraio 2008, all’ approvazione della deliberazione di avvio dell’accordo di programma per concedere ulteriori 13 mila metri quadri di superficie edificabile ai proprietari della Fim nonostante fosse scaduta la polizza fidejussoria, la bonifica appena iniziata e fossero morosi per il pagamento dell’IMU ed altro, ecc.

 

 

Il protagonismo del Presidente Cesetti sulla vicenda fu poi chiaro l’anno successivo, nel 2015, in occasione delle elezioni regionali. Rilevai, inoltre, con dati oggettivi i legami tra PD ed una società che deteneva il 20% delle quote ex Fim. Sembrava quasi che chi avesse voluto fare carriera nel PD dovesse fare i conti con quella società! O il contrario? Comunque figli, padri, zii, nipoti s’incrociano tra partito, istituzioni pubbliche, società ,ecc. Ma la famiglia in Italia, da qualsiasi punto di vista, è sacra.
Alcune settimane fa in relazione all’ex Fim si ipotizzava la possibilità di eliminare l’ ”odioso” vincolo sulla Cattedrale e sulla palazzina, ma non volevo intervenire. Sono anni che, per dirla alla Bob Dylan con la bellissima “Blowing in the wind”, le mie parole soffiano nel vento! Quest'estate, bloccato da un intervento alla spalla, mi sono goduto non il sole e il mare, ma sono stato letteralmente “sommerso” di documenti molto interessanti sul tema della legalità, mafia, criminalità e corruzione donati da una cara amica. Ho capito così perché in Italia la corruzione è in continua crescita e perché il vento soffia ancora inutilmente. Mi è piaciuta l’analisi del magistrato Nino Di Matteo nel libro “Collusi”. “ …tra gli oltre sessantamila detenuti che affollano le nostre strutture carcerarie, solo poche decine stanno espiando una pena per corruzione o per altri reati contro la pubblica amministrazione…..Il fenomeno della corruzione resta, in Italia, sostanzialmente impunito….E’ inconcepibile, e contrasta con il comune e naturale senso di giustizia, che un furto o rapina di pochi spiccioli vengano sistematicamente puniti con più severità rispetto a condotte di funzionari pubblici che risultano decisive per dirottare dalle casse dello Stato a quelle della mafia ingenti risorse finanziarie…. Le pene risultano del tutto inadeguate a fare da concreto deterrente preventivo…..” , ecc. Come diceva un grande predicatore è più facile per un corrotto colletto bianco passare nella cruna di un ago che per un onesto uomo entrare nel regno di Dio. Se anche di fronte a tante evidenze non accade nulla, neanche una sana sculacciata, a che serve organizzare decine di iniziative sulla legalità, spiegare ai giovani l’importanza della Costituzione, del rispetto delle regole, accompagnare nelle scuole Dario Vassallo a testimoniare la vita del fratello, il “Sindaco Pescatore” se poi la realtà è completamente diversa da come la raccontiamo? Se si va avanti solo con la raccomandazione o se si è più furbo ma non più bravo, se si hanno le giuste amicizie? Se un assessore regionale PD per aiutare un suo grande sostenitore ricoverato in ospedale telefona al primario per accelerare la risposta delle analisi. I poveri cristiani magari ci schiantano in ospedale, al pronto soccorso, aspettando che qualcuno si occupi di loro (naturalmente non per negligenza ma per carenze di personale). Ma è successo l’imprevedibile; lunedì mattina squilla il cellulare e una voce di signora non tanto giovane ma molto educata e gentile mi dice:” sono la figlia dell’ex direttore della FIM, lei si è interessato alla ex FIM qualche anno fa per difendere quella memoria storica, ha fatto un grande piacere a me e mia sorella! Sappiamo come vanno le cose e che ci sarà poco da fare per bloccare l’eliminazione del vincolo, lei ci può comunque aiutare a svegliare qualche coscienza?”


Di fronte a tale richiesta sono scattato agli attenti e il giorno successivo sono andato ad incontrarle a Porto Sant’Elpidio, presso la loro abitazione, costruita dal papà Antonio Guizzi, e messa a disposizione gratuitamente agli operai più poveri perché loro abitavano nella fabbrica. L’ingresso è delimitato nelle pareti destra e sinistra da due grandi gigantografie della FIM quando era ancora attiva: bellissima.
Mi hanno fatto notare nelle foto le due grandi torri costruite nel dopo guerra che rappresentavano quanto di più moderno ci fosse per la produzione di concimi sia tecnologicamente che architettonicamente. Torri distrutte una notte senza un minimo di attenzione per l’inquinamento.
Volevo capire perché due anziane signore si opponevano da anni alla distruzione di questo complesso industriale che nell’immaginario collettivo rappresenta invece un mostro da cancellare.
Solo un fatto sentimentale? No. Quella fabbrica ha rappresentato per Porto Sant’Elpidio, le Marche e l’Italia qualcosa di più di una semplice fabbrica di concimi. Durante il secondo conflitto mondiale, il papà di Angela Maria e Elena, ha lottato per evitare che le varie forze di occupazione e/o alleate facessero razzia degli impianti e attrezzature della FIM. Solo gli operai più poveri potevano “prendere” le “cinghie” per realizzare qualche scarpa . Alla fine della guerra la fabbrica doveva ripartire e dare lavoro e sviluppo a tutta la comunità e così fu; ho potuto leggere una sentita lettera di encomio al papà Antonio da parte di un impiegato delle forze alleate che prese come esempio la FIM per tutti gli italiani, la voglia, la determinazione e la forza di ripartire dopo il disastro della guerra. Purtroppo nel 1983, con la sua chiusura, dove non era arrivata la guerra arrivò l’uomo saccheggiando tutto il possibile; il primo colpo mortale!
La fabbrica non doveva chiudere mai e il papà fece costruire una moderna officina che poteva così dare altro lavoro e in tempi reali poteva riparare i pezzi che si rompevano.
L’abbandono della fabbrica, l’incuria di tutti, il mancato controllo provocarono l’inquinamento del sito. La loro famiglia andava al mare lì di fronte (ho visto le foto) e non c’erano problemi di sorta. Con l’abbandono nessuno ha provveduto allo smaltimento dei rifiuti accumulati.
Le sorelle non ci stanno a far passare la FIM come il mostro di Porto Sant’Elpidio. La FIM è stato un esempio/modello di moderna fabbrica del dopo guerra. La FIM è stato un esempio di positiva collaborazione tra forza lavoro e impresa. La FIM è stato un esempio di rinascita di una fabbrica nel dopo guerra e di rinascita del Paese. La FIM è stata motore di sviluppo e crescita del nuovo Comune di Porto Sant’Elpidio quando era ancora una semplice frazione, così titolava il Messaggero all’epoca. La FIM è coscienza civica, è rispetto del lavoro, dei giusti riconoscimenti economici dovuti agli operai. La FIM è architettura industriale, è tecnologia industriale, è la storia di Porto Sant’Elpidio e dell’Italia, è questo e tanto altro.


Allora cosa chiedono le due sorelle? Chiedono solo che tutti questi valori non vengano cancellati da un colpo di ruspa. A Cerea c’era l’impianto gemello che è stato ripristinato ed è diventato un grande contenitore per la cultura. Le sorelle chiedono che qualcosa resti di quella memoria storica, non era un mostro, lo è diventato per gli interessi finanziari, speculativi e immobiliari. Le sorelle chiedono che la Cattedrale possa diventare un contenitore culturale; vista l’immane mole di documenti che le sorelle custodiscono gelosamente si potrebbe ipotizzare un museo in memoria della FIM, dei collaboratori ecc. Questa è una mia ipotesi. Perché come dice il poeta, se c’è un surrogato dell’amore questo è la memoria. Il Comune deve essere sensibile alle loro richieste.
Ho letto la documentazione a supporto dalla eliminazione del vincolo e delle considerazioni della Soprintendenza. Evito ogni considerazione perché potrei rischiare qualche querela (ne ho abbastanza). Nella sostanza siccome il bene si è deteriorato ha perso il suo valore storico, si può demolire e ricostruire. Ma chi non ha fatto la bonifica e lo ha lasciato in uno stato di totale abbandono riceve come sanzione un premio? Mah, ognuno tragga le sue conclusioni.
Chiudo con alcune domande: perché ci sono persone che sono più uguali degli altri? Perché c’è chi trova sempre porte aperte e chi no? Chi può fare accordi di programma anche se non ha rispettato gli impegni (bonifica e fidejussione) e non solo non viene sanzionato ma come premio riceve altri 13 mila metri cubi di volumi? Perché a qualcuno si può togliere il vincolo ad altri no? Perché se si toglie il vincolo e il privato risparmia tanti soldini, non si rivede l’accordo di programma per far si che di quei soldini risparmiati dal privato qualcuno vada anche alla comunità? Perché nonostante l’art. 3 della Costituzione dice che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione…” nella realtà così non è? A chi spetta far rispettare la Costituzione? Perché nonostante la legge dica che “chi inquina paga”, c’è chi inquina e non paga e fa pagare alla collettività con cambi di destinazione, volumetrie, vincoli che saltano, ecc? Cosa vuol dire l’articolo 54 Costituzione “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge” ? Che differenza c’è tra una organizzazione criminale e lo Stato se lo Stato invece di occuparsi del bene comune o interesse pubblico generale come dice la Costituzione si occupa degli interessi di qualche amico? Se a scuola ci spiegassero bene questi principi può darsi che……".

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Data pubblicazione : 03/09/2018 09:39
Scritto da : Redazione
Commenti dei lettori
18 commenti presenti
  • Dario

    07-09-2018 17:15 - #18
    Se Di Ruscio Saturnino racconta fatti reali, ma chi dovrebbe verificare la correttezza del tutto cosa ha fatto fino ad oggi? Ma scusate, una parte importante, fondamentale della vicenda era il vincolo e ora si pensa di toglierlo? Condivido il post di fermano vero, a Fermo c'è chi può e chi non può, ma guarda caso chi può è sempre dello stesso colore.
  • Fabio

    07-09-2018 11:55 - #17
    Il 17 maggio 2015, vedasi articoli di i formazione TV in tal senso partecipai, ad una assemblea pubblica di un candidato sindaco oggi consigliere comunale, a Casabianca, dove illustrarono il progetto dei lotti alberghieri presentando come progettista il figlio della ora ditta che opera alla fim.carta canta!
  • fermano vero

    07-09-2018 10:19 - #16
    c'è chi può e chi non può, la sinistra può e anche tanto, gli altri non "può" e si beccano pure le mazzate. Caro Di Ruscio sei una delle poche voci libere a Fermo, non ti far imbavagliare. PS sono uno dei tanti a Fermo che vuole sapere se vi sono responsabilità sul crollo del tetto delle aule dell' Istituto Montani, scusate eh !
  • Mah...

    07-09-2018 02:16 - #15
    X alessandro,leggi bene: L’abbandono della fabbrica, l’incuria di tutti, il mancato controllo provocarono l’inquinamento del sito. La loro famiglia andava al mare lì di fronte (ho visto le foto) e non c’erano problemi di sorta. Con l’abbandono nessuno ha provveduto allo smaltimento dei rifiuti accumulati.
  • Alessandro

    05-09-2018 16:56 - #14
    A mio giudizio, il problema, posto dal sig. Di Ruscio è più grave di quanto i commenti dicano. Non è solo un fatto di credibilità politica di Di Ruscio che viene messa in discussione da alcuni post ma quello che è più preoccupante è il contenuto della nota. Secondo Di Ruscio, la FIM non ha mai inquinato nulla, l'area interessata è tutta perfettamente priva di scorie e di residui della lavorazione e tutto quello che è stato detto e scritto sulla FIM è una semplice ed efficace montatura per far abbattere quella che è stata definita dalle signore intervistate un gioiello di architettura industriale il tutto per agevolare una azienda locale che ha potentati a su protezione con una organizzazione familiare che si è insinuata nei meandri della politica e ne detta le condizioni e l’appoggio per evidenti interessi personali. E' questo che emerge dalla nota. Se cosi fosse sarebbe non solo grave ma gravissimo e di una gravità tale che la Procura della Repubblica ha l’obbligo di essere immediatamente investita se vogliamo dare alla nota del sig. Di Ruscio la giusta credibilità che merita almeno come ex Sindaco. Non ci sono altre soluzioni ! Dica chi e quale ditta o società è stata agevolata in questa scalata alla speculazione edilizia nel comune di Porto Sant’Elpidio. Dica che connivenze ci sono state e ci sono per far modificare parametri sull'inquinamento o meno dell'area. Ci dica chi ha tratto vantaggio del comportamento scorretto, mettendo ombre sull'operato dell'amministrazione di Porto Sant'Elpidio, sul lavoro degli organi deputati al controllo e chi, infine, ha fatto finta e continua a far finta di non vedere. Se questo non avverrà in tempi brevi credo che sia compito di ciascuno di noi ed in primis di chi ha raccolto la notizia di trasmettere tutta la documentazione alla Procura che attuerà tutti i controlli e verifiche per dare una risposta definitiva alle gravi accuse avanzate dal sig. Di Ruscio. Trasparenza, come dice Di Ruscio è anche coraggio di chiedere conto di comportamenti ritenuti scorretti. Altrimenti.....!!!
  • massimo

    05-09-2018 08:43 - #13
    una procura interventista e qui si dovrebbe aprire una parentesi enorme e sul crollo di un tetto di una scuola silenzio assoluto, ma è normale? tra poco ricominciano le scuole, ma siamo sicuri che i nostri figli siano tutelati? Su Di Ruscio dico che ha avuto il coraggio di parlare chiaro, ha la mia stima e solidarietà.
  • rocco

    04-09-2018 22:50 - #12
    Il pensiero di Saturnino è lo stesso di Vittorio Sgarbi che in passato sia era espresso in favore del recupero della struttura, riconoscendo la sua rilevanza archeologia industriale.
  • Marisa Apostoli

    04-09-2018 19:43 - #11
    No caro Lucal non sono divagazioni sono la reale rappresentazione di ex Sindaco che oggi predica, onestà, correttezza ed uguaglianza alla attuale classe politica ma ha razzolato male quando era dall’altra parte. Condivido pienamente l’analisi di Marco e di Cartesio. E’ vero, non si può far finta di nulla ma quelle pressioni che oggi il sig. Di Ruscio rivendica come “abominevoli” fatte da chi, da sempre, ha intrecciato interessi personali e politica non sono una novità anzi la costante anche ai tempi del suo mandato amministrativo magari fatti ad altre cordate ma con lo stesso scopo. Giustamente Luca commenta questa Sua sortita come positiva ma priva di analisi retrospettiva del Suo passato come ex Sindaco. La rivendicazione di una sostanziale immunità rispetto al passato non lo rende meno responsabile di chi oggi attua politiche familistiche. Se la Lega ed i 5 Stelle insieme, oggi, raggiungono il 60/65% un motivo ci sarà pure o facciamo come il PD che sostiene che gli Italiani hanno sbagliato a votare ? Un minimo di serietà ed autocritica non guasta non crede Di Ruscio ! Sul tema FIM c’è molto da dire. Che la zona fosse inquinata è un dato oggettivo e che per tali aspetti non vale il sentimento o il ricordo di un bel tempo che fu. Anche all’ILVA all’inizio e nel corso degli anni la fabbrica dava lavoro, non c’erano problemi ambientali ma nel contempo aumentavano i tumori a dismisura. In questa Nazione ci si accorge sempre dopo degli effetti devastanti di alcune scelte. Di Ruscio ha memoria corta nel non ricordare della riconversione della ex SADAM nella cui area si voleva la collocare una produzione altamente inquinante per la produzione di silicio per pannelli fotovoltaici, sventata grazie alla lotta di illustri sconosciuti presenti in consiglio comunale e dalla tenacia di alcuni cittadini. Riconversione sponsorizzata dai Maccaferi e dallo stesso Di Ruscio. La FIM aveva inquinato per anni la terra, e l’acqua del mare senza nessuna smentita salvo contestare l’operato dell’ARPA Marche e dell’ASUR Marche. Analisi sbagliate e certezze certe del sig Di Ruscio, un rimedio c’è mandi tutto in Procura che accerterà,disonesti, corrotti, favoritismi e la solita mangiatoia che per anni ha governato il paese portandolo allo sbando, morale ed economico ma per favore ci risparmi il pietismo ed il teatrino della doppia identità, la Sua che sa più da psicoanalisi che da arringatore di popoli e moralista … ci vuole ben altro !! Un ultimo appunto al Sindaco Calcinaro o sarebbe meglio dire al fantomatico Sindaco Calcinaro. Ma Lei un ruolo in questa Amministrazione lo svolge o è solo di rappresentanza ? Cartesio ha posto in evidenza un problema colossale e Lei fa finta di nulla ? Di Ruscio è funzionario o forse Sindaco in pectore ? Sulla prima ipotesi ritengo che Lei ed il Suo Segretario abbiate l’obbligo e non la possibilità di intervenire immediatamente ponendo fine a questo scempio istituzionale e per impedire che un dipendente comunale si faccia portavoce di istanze contro le scelte di un altro comune della provincia di cui Lei Calcinaro è sindaco del Capoluogo. Cosa gravissima con responsabilità anche a livello personale. Se non interviene dimostra solo pochezza politica e poca consistenza istituzionale. Se invece il sig. Di Ruscio svolge le funzioni di sindaco in pectore. Bhee, allora a Lui è tutto concesso con beneplacido della Giunta del Consiglio Comunale e di tutti quelli che fino ad ora hanno sbandierato “PIAZZA PULITA” . Una piccola aggiunta ma le “cosi dette opposizioni” dove sono ???? !!!
  • Lucal

    04-09-2018 11:45 - #10
    fate un commento su quanto riporta Di Ruscio, di inaudita gravità, le altre sono divagazioni per fare solo confusione. ho la vaga sensazione che a Fermo negli ultimi anni, quello fatto dalla sinistra sia tutto perfetto, cristallino, per dare contro all'altra parte politica, poi riflettendoci non è una sensazione è la realta. Aspetto sempre lumi sulla discarica e il crollo del tetto dell'ITI Montani, aspetta e spera .......
  • Marco A.

    04-09-2018 08:34 - #9
    Per comprendere il messaggio politico del Funzionario/Sindaco Di Ruscio, occorre partire da alcune considerazioni incontrovertibili. La prima è la oggettiva e totale condivisione dell’analisi del post di Cartesio, con il quale si sono evidenziate, chiaramente, le criticità e la politica scelta dall’allora sindaco Saturnino Di Ruscio per la città di Fermo. Scelte spesso o quasi sempre basate non sulla opportunità di individuare prioritariamente gli interessi della collettività ma solo di una parte, spesso minoritaria e sulla mancanza di una analisi su soluzioni alternative delle proposte avanzate con costi esorbitanti per i contribuenti. Ora con il post in commento ci troviamo davanti ad un Di Ruscio nuovo che disconosce se stesso ed il Suo passato. Tutto bene, infatti solo gli sciocchi non cambiano mai idea, ma in questo percorso manca un pezzo fondamentale. L’analisi ed il riconoscimento degli errori passati. Se la premessa alla nota di Di Ruscio fosse stata una attenta analisi dei valori, delle condizioni, dei condizionamenti e degli errori che hanno guidato Fermo, dal 2000 al 2010 epoca del Suo mandato, sicuramente le considerazioni esposte avrebbero una forza diversa ed un valore politico importante e condivisibili. Non sarebbe e non è una scelta infelice riconoscere oggi gli sbagli di ieri, basta solo saper analizzare il contesto, i valori di riferimento e soprattutto la consapevolezza che ripartire dagli errori rende il pensiero che si vuole dare, più chiaro ed immediato. A Di Ruscio piace fare politica, ed il Suo amore è testimoniato dalla voglia anche fuori dagli schemi e sopra le righe di dimostrare di esserci, ma questo non basta. Occorre altro, finire un ciclo ed avere coerenza e credenza nell’affrontare un nuovo percorso, anche completamente diverso dal precedente, girovagare, invece come fa Lui, in cerca di consensi crea solo disorientamento e dissuefazione al personaggio, come una aspettativa mancata o un amore tradito. Di Ruscio dica chiaramente cosa vuole fare. Forse il candidato X alle Europee ? Sta lavorando in attesa di un improbale ritorno alle urne o più semplicemente una aspettative di futuro Sindaco al comune di Fermo magari con lo sconquassato PD/FI di imminente fusione ? Mai nascondersi Di Ruscio. Giocare a viso aperto rende più simpatici e più credibili, altrimenti si è e si rimarrà politicamente solo mezzecalzette .
  • lucom49

    03-09-2018 22:16 - #8
    Ci spieghi Di ruscio perche' ,con tutte le VIA positive, non ha autorizzato per 3 volte in quattro anni la costruzione della terza corsia autostradale.Forse doveva fare qualche favore a qualcuno? Cosi' abbiamo perso anche il collegamento da P.S.E a Campiglione che la societa' autostrade avrebbe fatto ( GRATUITAMENTE) con una bella superstrada. Meglio che stia zitto e non racconti fandonie.
  • e il cinema helios?

    03-09-2018 17:15 - #7
    l'ex sindaco Di Ruscio potrebbe spendere qualche parola per l'ex cinema helios, ovvero il mancato auditorium nerogiardini... che fine ha fatto?
  • Cartesio

    03-09-2018 16:52 - #6
    Di Ruscio Santo subito ...? Ma per favore non scherziamo..! Come sempre facciamo finta di dimenticare un passato recente.... A parte dalla collocazione politica di tale personaggio il quale ha bussato a tutte le porte comprese quelle del PD, prima di essere stato Finiano, Berlusconiano, Bossiano, Casiniano (da non confondere con casinista cosa che gli riesce particolarmente bene in politica) per finire ad Uddiciano....insomma un arco politico allargato a cui non fa altretto riscontro la coerenza che s chiede a chi amministra. Un uomo politico per tutte le stagioni pur di esserci, per poi essere scaricato da tutti per il suo modo di rappresentare la realtà. La sua è quella intoccabile, fatta di perfezione, cose mirabolanti, sani principi (applicati malissimo), che sfiorano la perfezione, quella degli altri tutta totalmente errata. Insomma un grande.. "statista" e un grande "politico" con un pensiero solo ESSERCI. Però per sua sfortuna sui fatti non c'è possibilità di smentita. Da Sindaco ha portato le casse del comune di Fermo al tracollo con i derivati e per aver fatto investimenti a dir poco azzardati. Ha favorito la più becera speculazione edilizia a partire dal Piano Regolatore delle mille osservazioni, alle varianti puntuali per gli amici degli amici politicamente vicini per finire alla più colossale vergogna di Fermo, gli immobili costruiti nell'area ex Vallesi. Immobili ricomprata, oggi, a peso d’oro dalla Regione Marche per i terremotati. Se poi vogliamo, spostare l’occhio sulle grandi opere realizzate dal “nostro” politico di razza c’è l’imbarazzo della scelta: dalla "Variante del Ferro" al "Ruzzodromo" per arrivare alla mancata riqualificazione del Mercato Coperto, TUTTE testimonianze della mala gestione della cosa pubblica di un Sindaco e di una Amministrazione formata da politici INCAPACI. Per carità, in democrazia occorre rispettare il giudizio dei suoi "ammiratori" ma i dati CERTI e VERI sono altri, facendo apparire alcuni commenti solo una DESIDERATA dei sottoscrittori. Infine, giova ricordare che il nostro "stratega" continua ancora nella sua doppia vesta di Funzionario e Politico del tutto indisturbato da chi dovrebbe, invece, ricordargli (CALCINARO) in primo luogo il suo ruolo che contrasta in modo devastante con il fine politico di una città capoluogo di Provincia che ha nel suo DNA il rispetto e la collaborazione con tutti gli altri comuni . Dal buon Calcinaro e annessa giunta ci si aspetterebbe come giusto che sia, almeno un richiamo scritto per la tanta protervia del nostro eroe politico, ma forse perchè questo accada occorrerebbe che l’attuale amministratore di Fermo fosse meno Di Ruscio dipendente. Spesso si può fare il Sindaco e decidere anche senza essere stato eletto da nessuno ...!!
  • gianka

    03-09-2018 16:46 - #5
    Basta nino, vai a costruire la terza corsia che manca grazie anche a te. La Fim, su fatemi il piacere, un'azienda del genere messa vicino al mare all'epoca è stata una vergogna, ora vogliamo pure convertirla, per farci cosa girarci i porno come nell'ex ceramica lauretana a Fermo? Parlate di cose serie, smantellarla e bonificarla sarebbe un buon proposito per le nuove generazioni. I monumenti belli sono di altre epoche signori cari.
  • Simone

    03-09-2018 16:34 - #4
    Si prepari Dott Di Ruscio ad essere messo in croce attaccato, politicamente. Da cittadino le dico Grazie. Almeno queste notizie non rimangono in silenzio. Spero solo che la gente si svegli politicamente alla prossima occassione
  • Fabio

    03-09-2018 15:59 - #3
    Di ruscio sa perfettamente che nel fermano procuria, p.d. e poteri forti fanno fatto un patto scellerato per sotterrare le progettualita' del centro destra e avvallare operazioni sconsiderate del p.d. in tutti i comuni. La fim rappresenta lItalia, per fortuna che ci sono cambiamenti importanti in certi uffici, forse, speriamo....
  • CITTADINO FERMANO

    03-09-2018 14:40 - #2
    E la SADAM ce la siamo dimenticata!!! Le considerazioni che Di Ruscio ha fatto per l'ex FIM, che sono pienamente condivisibili, non le ha fatte riguardo l'ex Sadam che il suo amico Enrico Bracalente ha deciso di radere al suolo per costruire il nuovo stabilimento della Nero Giardini, nell'area dell'ex zuccherificio. Demolire completamente la Sadam è stata una scelta scellerata e totalmente contraria ai principi che Di Ruscio ha citato nell'articolo, avrebbero potuto costruire lo stabilimento lasciando e riconvertendo la struttura architettonica del vecchio zuccherificio. Invece in quel caso nessuno a parlato e c'è stato un colpevole silenzio da parte di tutti!
  • alberto

    03-09-2018 11:06 - #1
    Di Ruscio ci va pesante, chi dovrebbe verificare che tutto sia in regola? Di Ruscio si rivela ancora una volta un uomo libero e con la U maiuscola. Vai avanti che di persone perbene ce ne sono molte e ti apprezzano.
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