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"Le Marche fantastiche che non conosciamo: Montefalcone Appennino nascosto". Domenica 16 l'evento organizzato dal FAI

Intrattenimento pensato. Se c’è una formula in grado di presentare al meglio e riassumere perfettamente la giornata di approfondimenti organizzata dalla Delegazione di Fermo del  Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano – a Montefalcone Appennino per domenica 16 settembre, nulla sarebbe più indicato di quella coniata nella conferenza stampa di presentazione dell’evento dalla capo delegazione, Rossella Falzetta. 

“Questo è il nostro obiettivo e lo scopo a cui puntiamo: dare voce a un Paese nascosto, di cui ignoriamo bellezze che meritano di essere scoperte e visionate da tutti, attraverso una giornata che, dalle 10 del mattino alle 22, offre musica, appuntamenti culturali e approfondimenti artistici. In un intrattenimento pensato, ragionato e costruito passo passo grazie all’attività dei volontari e alla collaborazione preziosa delle amministrazioni comunali e provinciali e grazie al supporto di realtà locali come la Pro Loco 2000 che, nella persona del presidente, Elisa Milani, è stata una spalla validissima nell’organizzazione di un evento pensato per andare al di là dei tradizionali percorsi turistici e  far conoscere aspetti inediti di un Paese a cui abbiamo dato voce attraverso le sue peculiarità e preziosità artistiche”.

 

Di bellezze ignote e punti nevralgici su cui finalmente si punta il dito ha parlato anche il sindaco di Montefalcone, Adamo Rossi, che ha ringraziato il Fai per il suo impegno e l’attenzione riversata su un piccolo borgo incastonato tra le montagne che sono la spina dorsale delle Marche. “Sono felice e orgoglioso di questa manifestazione – ha dichiarato raccogliendo la parola lasciata dal consigliere provinciale delegato al bilancio, Pieluigi Malvatani – perché questa giornata alla scoperta del mio Paese è un’occasione privilegiata per portare alla luce bellezze e peculiarità straordinarie eppure poco conosciute. E’ il caso del chiostro del convento di San Francesco, della vita della Venerabile Paola Renata Carboni e delle leggendaria Osteria ‘da Quintilia’: tre aspetti nascosti di Montefalcone che sono stati spunti che il Fai ha saputo cogliere profondamente e apprezzare”. 


E’ così, d’altronde, che si può valorizzare il genius loci del piccolo borgo, quel valore caratteristico e unico di territorio, di cui, nella conferenza stampa, ha parlato Adolfo Leoni, volontario Fai e relatore di una delle conferenza in programma per domenica pomeriggio: “Dando vita a questa lunga giornata di conoscenza – ha dichiarato - siamo partiti da un concetto essenziale: dall’idea precisa che esiste una civiltà nascosta dei Sibillini che va disseppellita. Portarla alla luce, significa salvarla dall’oblio e trasferire nel presente un patrimonio passato ricchissimo che è nostro dovere conservare”.


La ricchezza dei secoli andati, a Montefalcone, splende maestosa. Brilla nelle vestigia di quel Medioevo che Enrico Giannini, relatore di diversi momenti di approfondimento in cartellone per domenica, ha reso il fulcro del suo personale percorso di scoperta del piccolo borgo arroccato sulla vallata del Tenna: “Quella che ha alle spalle Montefalcone è una storia millenaria che ha nel Medievo un passaggio fondamentale.  Cercheremo nella storia le tracce di un passato multistrato e ricchissimo, che ha donato a questo borgo il suo aspetto odierno e il suo fascino. Tassello dopo tassello, metteremo insieme le presenze storiche che si sono succedute, dai longobardi ai monaci Farfensi fino ad arrivare ai Francescani che, con il Chiostro del convento dedicato al Santo di Assisi, hanno segnato la tappa conclusiva di un cammino storico-artistico-culturale. E, così facendo, andremo alla scoperta delle tracce della Montefalcone medievale rimaste nell’ombra, per portare alla luce il fascino di un Paese che, nonostante i suoi attuali 400 abitanti, è una realtà che merita e vale la pensa di essere raccontata e scoperta.”

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Data pubblicazione : 13/09/2018 18:09
Scritto da : Redazione
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