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Caos Poste, la politica si muove: a Porto Sant'Elpidio mozione del Pd in consiglio, Giacinti e la Marcozzi portano la questione a Palazzo Raffaello

La riorganizzazione del servizio di recapito della corrispondenza da parte di Poste Italiane, entrata in vigore lo scorso giugno anche nella Provincia di Fermo e che prevede una nuova modalità di consegna a giorni lavorativi alterni su base bisettimanale, sta causando non pochi problemi in tutto il nostro territorio.

Di fronte ai sempre maggiori disagi lamentati dai cittadini, il dossier sta arrivando in questi giorni sui tavoli dei diversi livelli istituzionali.

 

Caos Poste, la politica si muove: a Porto Sant'Elpidio mozione del Pd in consiglio, Giacinti e la Marcozzi portano la questione a Palazzo Raffaello

A Porto Sant'Elpidio, dove la riforma ha previsto la chiusura del centro secondario di recapito di Via Monte Rosa e il suo accorpamento con quello Primario di distribuzione di Fermo, sito a Salvano, il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Andrea Balestrieri ha scritto direttamente al Prefetto di Fermo Maria Luisa D'Alessandro, denunciando “l'increscioso e notevole disagio che pesa sulla cittadinanza per la frequenza con la quale si assiste alla tardiva o mancata consegna della posta nei vari terrritori comunali”.

Un problema che martedì prossimo arriverà direttamente nel consiglio comunale cittadino: i sei consiglieri del Pd (Annalinda Pasquali, Carlo Vallesi, Silvia Santini, Stefano Senesi, Filippo Berdini e Mariano Langiotti) hanno infatti presentato una mozione in cui chiedono al sindaco Franchellucci e alla giunta di impegnarsi ad “avviare interlocuzioni con la dirigenza di Poste Italiane, finalizzate a trovare un accordo tra le strategie aziendali di quest'ultima e la salvaguardia di un servizio efficace per la cittadinanza elpidiense”, nonché a “proporre alla stessa dirigenza di Poste Italiane il ripristino del centro secondario di recapito” e ad “avviare un confronto su questo tema con i sindaci delle città limitrofe coinvolte dallo stesso piano di riorganizzazione”.

 

E se a livello comunale ci si muove, nemmeno in Regione si sta con le mani in mano. Il Presidente della Commissione Affari Istituzionali Francesco Giacinti ha infatti anch'egli presentato una mozione per chiedere l'avvio di un confronto con la dirigenza dell'azienda volto al ripristino di un servizio più efficiente.

“La riorganizzazione delle modalità di recapito nel Fermano sta peggiorando la qualità del servizio di Poste Italiane sul territorio e creando disagi all'utenza ed ai lavoratori – afferma lo stesso Giacinti–. Sono state modificate le zone rifornite da ciascun portalettere, con un taglio stimato intorno al 40% nelle Marche, con conseguente accorpamento e quindi ampliamento delle aree che i postini devono coprire. Tutti aspetti, questi, che hanno ridotto gli standard qualitativi del servizio: non a caso molti cittadini hanno ripetutamente segnalato ritardi nella consegna della corrispondenza sia ordinaria sia a firma, il che comporta convocazioni giunte oltre i tempi previsti, solleciti di pagamento ed interessi di mora a seguito del superamento del termine di pagamento”.

 

Sulla questione mercoledì è arrivata anche un'interrogazione consigliare da parte della capogruppo di Forza Italia Jessica Marcozzi, che ha chiamato all'intervento direttamente la giunta regionale: “Si faccia chiarezza sui motivi dei ritardi nella consegna della corrispondenza registrati nelle ultime settimane – scrive la leader azzurra - Problemi li abbiamo riscontrati anche nei mesi scorsi nell'entroterra fermano, già in enorme sofferenza demografica e economica, e oggi sulla costa. Legittima la scelta di avviare una riforma del recapito da parte di Poste Italiane, ma chiedo che questa riorganizzazione non vada a peggiorare o a diminuire gli standard di un servizio essenziale creando disagi, aggravi economici e inconvenienti più o meno gravi all'utenza”.

 

E se la Marcozzi ha ricordato i disagi vissuti in inverno dalle aree interne, un focus particolare sulla situazione delle zone terremotate l'ha voluto fare il segretario provinciale della Cgil Maurizio Di Cosmo che, con il suo classico stile sferzante, denuncia come in un momento in cui “tutta la comunità nazionale ha annunciato uno sforzo straordinario per realizzare la ricostruzione e far ripartire lo sviluppo nelle aree colpite dal sisma, con Governo, Regioni, Amministrazioni, Enti, Associazioni e cittadini che, al lordo delle varie problematiche e inefficienze, stanno attuando un atteggiamento di solidarietà e fattività per raggiungere il risultato di non vedere ulteriormente spopolata la zona in questione, Poste Italiane fa esattamente e tranquillamente il contrario, impoverendo i servizi postali nelle aree montane (Amandola, Comunanza, Sarnano, ecc.) e tagliando il lavoro”.

Insomma, una situazione piuttosto esplosiva a cui però andrà necessariamente trovata una soluzione in tempi brevi.

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Data pubblicazione : 14/09/2018 10:35
Scritto da : Redazione
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