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Sciopero Ambruosi&Viscardi. Di Giorgio (Cobas): "Ci troviamo davanti a comportamenti perseguibili penalmente, la nostra battaglia continua". E su CGIL, CISL e UIL non risparmia parole al vetriolo

Questa mattina si sta svolgendo a Sant'Elpidio a Mare, presso la sede dell'Ambruosi&Viscardi, una riunione tra CGIL, CISL e UIL e i rappresentanti della nota azienda.

Sciopero Ambruosi&Viscardi. Di Giorgio (Cobas):

Al tavolo di confronto non siede però Fulvio Di Giorgio, del Cobas, il sindacato intercategoriale che venerdì mattina era a capo della protesta iniziata all'alba e portata avanti da un centinaio di lavoratori. Di Giorgio, lo scorso 10 settembre, aveva inviato una richiesta formale all'Azienda per un incontro che doveva vertere sulle condizioni di lavoro degli operai dello stabilimento elpidiense.

L'Ambruosi&Viscardi, il 18 settembre, aveva negato l'incontro perché "la rappresentatività del sindacato non deriva da un riconoscimento del datore di lavoro, espresso in forma pattizia, ma è una qualità giuridica attribuita dalla legge alle associazioni sindacali che abbiano stipulato contratti collettivi (nazionali, locali o aziendali) applicati nell'unità produttiva."

"Il padrone non sceglie il sindacato ma sono i lavoratori che scelgono da chi farsi rappresentare così come c'è libertà di associazione sindacale prevista dallo Statuto dei Lavoratori - il commento di Di Giorgio. Cosa c'entra la rappresentatività quando stiamo parlando di rapporti di lavoro illegali, di sfruttamento del lavoro, di riduzione in schiavitù, di estorsione e di minaccia, di frode fiscale?"

"Ieri - prosegue il rappresentante Cobas - ho inviato una richiesta di incontro urgente al Prefetto, propedeutica a una denuncia penale sui rapporti di lavoro che c'erano nell'Azienda e spero in una settimana di riuscire ad avere questo incontro. Il mio intento è fare la tutela dei lavoratori per garantire a loro e alle loro famiglie una vita dignitosa. Finché non vengono garantite condizioni di legalità, dato che ci troviamo davanti a comportamenti perseguibili penalmente, la nostra battaglia continua."

Di Giorgio si è anche tolto qualche sassolino dalla scarpa sul comportamento delle forze sindacali nazionali: "Io in questo momento sto facendo il lavoro sindacale. Chi era stato informato, con dati alla mano, di ciò che accadeva dentro l'Aziende elpidiense e non ha fatto nulla, o è incapace o è un sindacato di comodo."

"Orari di lavoro fuori dai limiti di legge (fino a 23 ore al giorno!) arrivando tranquillamente a 461 ore al mese di lavoro effettivo, 6 giorni su 7, per 5,10 € netti l'ora ma in busta paga vengono riportate solo circa 70/120 ore di lavoro, numero inferiore a quelle prestate: il resto è pagamento in trasferta esentasse - queste le condizioni lavorative denunciate dal Cobas. Emerge chiara l'evasione fiscale e contributiva che i lavoratori subiscono, insieme a trattamenti infami come il ricatto di allontanamento dal posto di lavoro, i problemi con il permesso di soggiorno e la minaccia di licenziamento."

 

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Data pubblicazione : 08/10/2018 12:18
Scritto da : Alessandra Bastarè
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