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Bando Periferie, mercoledì a Palermo i sindaci firmano un documento unitario contro lo stop. E i progetti sospesi diventano anche una mostra multimediale...

Innanzitutto i numeri: il decreto Milleproroghe blocca di fatto 1625 interventi accolti nei 96 progetti presentati da Comuni e Città Metropolitane (tra cui Fermo) che investono la vivibilità di 326 Comuni italiani. 

Bando Periferie, mercoledì a Palermo i sindaci firmano un documento unitario contro lo stop. E i progetti sospesi diventano anche una mostra multimediale...

Il Bando periferie è stato il cardine attorno a cui enti, istituzioni, associazioni, ordini professionali, università, imprenditori, giovani e volontari hanno ripensato intere aree abbandonate delle città:  interventi di sicurezza sociale, di recupero urbanistico e architettonico, di interconnessione modale, mobilità dolce e servizi sharing: alcuni progetti investono sulle aree più degradate, recuperandone la possibilità di viverle. In parecchi, Comuni piccoli e grandi, hanno già avviato le procedure di gara o addirittura aperto i cantieri, ma i progetti sono finiti nel nulla.


Tutto questo è stato bloccato, azzerato, congelato al 2020 dal Governo. E per questo motivo i sindaci di tutti i Comuni interessati hanno deciso di scendere in campo, a difesa delle rispettive città, paesi, comunità. Capofila è Palermo, dove mercoledì 17 ottobre alle 12 il sindaco Leoluca Orlando firmerà per primo un documento unitario, sottoscritto da moltissimi altri sindaci e supportato da ANCI nazionale, contro la manovra del Governo. Saranno presenti i sindaci di Matera, Campobasso, Ravenna, Ancona, Varese, Bologna, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Siracusa, e altri che si stanno aggiungendo in queste ore.

 

Per comprendere appieno la portata del grave atto contro i Comuni e le città italiane, a Palazzo Bonocore, a Palermo, sarà proposta una panoramica dei 96 progetti finanziati dal Bando Periferie e bloccati dal Milleproroghe, organizzata in un unico, fluido discorso visuale che permetterà di comprendere l’effettiva e reale portata del provvedimento congelato. Milleperiferie* è un progetto ideato, diretto e prodotto da I WORLD, con il patrocinio, tra gli altri, di ANCI Sicilia, ANCI Nazionale e Regione Siciliana.

I sindaci si riuniranno quindi a Palermo e, con il supporto di ANCI, firmeranno un documento unitario che li schiera compatti e uniti contro il Governo nazionale che disattende i suoi impegni. Primi cittadini che concordano con ANCI nella sua decisione di interrompere i rapporti istituzionali con il Governo fino a quando non si assumeranno provvedimenti precisi che possano consentire ai sindaci stessi di avviare i progetti per i quali hanno firmato solennemente un contratto a Palazzo Chigi e preso impegni con le rispettive comunità.

L’intento è quello di promuovere un’azione legale al TAR nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e sollecitare le Regioni di riferimento ad impugnare il decreto in questione alla Consulta, con il sostegno di ANCI che sta costituendo una cabina di regia.

 

 

*Milleperiferie è un viaggio multimediale attraverso i 96 progetti bloccati dal decreto Milleproroghe. Sarà ospitata a Palazzo Bonocore (piazza Pretoria) fino al 25 ottobre. Il blocco dei progetti colpisce municipi di ogni colore politico: a Livorno vanno in fumo 18 milioni e i nuovi alloggi popolari, Roma e Torino – guidate da sindaci M5Stelle - perdono 40 milioni a testa. Reggio Calabria, Catania, Messina (dove la città metropolitana contava di realizzare 44 interventi in 39 comuni), Napoli (soldi impegnati dal sindaco Luigi De Magistris per riqualificare il quartiere Scampia), Genova (dove si prevedevano ristrutturazioni e adeguamento antisismico di scuole, mitigazione del rischio idrogeologico, sistemazioni idrauliche e ristrutturazioni stradali in diversi Comuni della provincia) e Palermo. Venezia, guidata dal forzista Brugnaro, perde oltre 50 milioni e salta la riqualificazione dell’ex manifattura tabacchi. A Milano persi 18 milioni destinati in parte a una scuola media e a un parco nel quartiere Adriano. La meno toccata è Tempio Pausania: rinuncerà ad “appena” 517 mila euro.



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Data pubblicazione : 15/10/2018 18:07
Scritto da : Redazione
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