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L'azzardo di Giampaolo e Lorenzo: da professionisti ad agricoltori in un terreno di 300 piante d'oliva a Falerone. La storia di “Ventinove a.C.”

È arrivato l’autunno. Ottobre si sa, porta con sé la definitiva fine del periodo più caldo dell’anno e apre le braccia a quello più freddo, ma anche a uno dei più ricchi per la nostra terra e per la nostra agricoltura, soprattutto qui, nelle Marche, in una regione che geograficamente si presta sia alla vendemmia sia alla raccolta delle olive. Tanti infatti, nel fine settimana appena trascorso, si sono riversati nei propri oliveti, per uno dei momenti che scandisce le nostre stagioni. Tra questi ci sono anche due giovanissimi: Lorenzo Sanguigni di Grottazzolina e Giampaolo Montevidoni di Porto Sant’Elpidio, entrambi trentenni, con una passione che è nata da una sfida. Li abbiamo incontrati e ci hanno raccontato del loro ‘azzardo’ (così amano definirlo): acquistare un terreno di 300 piante di olivo a Falerone.

L'azzardo di Giampaolo e Lorenzo: da professionisti ad agricoltori in un terreno di 300 piante d'oliva a Falerone. La storia di “Ventinove a.C.”

Raccontateci come vi siete conosciuti e come è nata l'idea dell'acquisto di un oliveto?

Ci siamo conosciuti a scuola, esattamente all'Istituto Tecnico per Geometri, e finiti gli studi, inizialmente, abbiamo preso due strade diverse. Lorenzo è infatti un artigiano del legno, mentre io (Giampaolo, ndr.) dopo essermi iscritto all'albo dei geometri, ho iniziato a svolgere la professione, fino a quando, quattro anni fa, forse per gioco e sicuramente con una punta di azzardo, abbiamo acquistato un piccolo appezzamento di terra a Falerone.

 

 

Prima dell'olio avevate pensato al bambù, come mai poi avete cambiato idea? 

Sì esatto. L’idea iniziale, dopo l’acquisto del terreno agricolo, era quella di avviare una coltivazione di bambù per poi rivendere direttamente il legno, dato che nel mercato moderno è utilizzato principalmente nell’industria del mobile e dell’arredamento. Poi, considerato che la coltivazione del bambù risulta essere un po'“invasiva” e considerato che nel terreno appena acquistato erano presenti circa una cinquantina di piante di olivo della tipologia “Piantone di Falerone”, completamente abbandonate a loro stesse, abbiamo deciso di recuperarle, iniziando a produrre olio.

 

 

Avete entrambi un lavoro: come mai questa idea di “reinventarvi”?

Entrambi abbiamo una seconda attività e forse questa è una fortuna, perché riusciamo a vedere la nostra azienda agricola come un punto dal quale partire per un progetto di crescita e di conoscenza di una determinata area di competenza. Il nostro intento principale non è quindi quello di “guadagnare” dalla produzione dell’olio, ma in primis vogliamo avvicinarci ai buoni principi dell’agricoltura, un mondo al quale tutti e due ci siamo aperti con passione.

 

 

Qual è il nome della vostra azienda?

Il nome dell’azienda è “Ventinove a.C.” in quanto 29 a.C. è l’anno di fondazione del Comune di Falerone, dove noi abbiamo la nostra sede operativa.

 

 

Siete davvero partiti, come si dice, da zero. Come avete fatto? Avete studiato? Chi vi ha consigliato?

L’investimento iniziale è stato un vero e proprio azzardo: siamo partiti da zero tutti perché venivamo da altri studi e da attività diverse. Abbiamo iniziato ad informarci, abbiamo studiato, abbiamo fatto corsi di formazione tecnico pratici e, come tutte le attività alle prime armi, abbiamo sbagliato per poi correggere il tiro le annate successive. Poi diciamo che ci abbiamo messo del nostro, ci siamo “sporcati” le mani, ci abbiamo messo la faccia e abbiamo capito che il nostro prodotto piace.

 

 

Come funziona il progetto? Chi raccoglie, chi produce effettivamente l'olio? Avete un frantoio o vi appoggiate a qualcuno?

Dovete sapere che oltre ad avere il nostro oliveto di proprietà, gestiamo in affitto anche altri oliveti. Diciamo che la coltivazione del frutto dell’ulivo la facciamo noi direttamente: ci piace controllare tutte le fasi della pianta, perché questo ci permette anche di controllare la qualità diretta dell’oliva e quindi successivamente dell’olio. Partendo dalla pulizia delle  terre, passando per la potatura e infine la raccolta, gestiamo tutto noi in modo diretto. Mentre per quanto riguarda la produzione finale dell'olio ci appoggiamo a un frantoio di fiducia. 

 

 

Quante piante avete? Come si svolge una giornata tipo all'interno dell'oliveto?

Il nostro parco “piante” è di circa 300 esemplari, di cui 160 direttamente di nostra proprietà, mentre 140 circa in gestione. La produzioni è finalizzata principalmente alla selezione di olio monocultivar, un olio extravergine monovarietale e quindi fatto con olive di un'unica varietà, tra cui “Piantone di Falerone” ,“Piantone di Mogliano” e “Ascolana Tenera”.

In realtà più che raccontarvi come passiamo una giornata tipo sarebbe più esatto parlare di periodi. Questo mese (ottobre, ndr.) per noi è il periodo finale, quello della raccolta delle olive e quindi dei risultati. Da qui si riparte poi per una nuova campagna. Passato il freddo invernale è il momento della potatura, fondamentale per mantenere costante la produzione, poi nel periodo primaverile ed estivo bisogna ricondizionare la pianta con determinati prodotti (quelli che utilizziamo sono naturali e certificati biologici) al fine di garantire forza alla produzione e difendere l'ulivo da eventuali attacchi di parassiti (specialmente la famosa mosca olearia), infine si torna al periodo della raccolta.

Nei periodi intermedi, inoltre, bisogna sempre curare l’oliveto nel suo contorno, tenendo l'ambiente pulito: quindi erba bassa, manutenzione degli impianti, ecc.

 

 

Un progetto partito un anno fa? Come sta andando? 

Sì, ufficialmente il progetto è partito un anno fa, quando c’è stata la costituzione dell’azienda agricola, ma nella pratica il terreno è stato acquistato circa quattro anni fa. Nel corso del tempo sicuramente siamo andati sempre migliorando, sia in qualità, che in quantità. La nostra idea è quella di migliorare ancora di più la qualità e stabilizzare la quantità, per garantire così ai nostri clienti la disponibilità del prodotto annualmente, elevandolo al contempo a uno standard alto.

 

 

Avete ricevuto qualche riconoscimento a livello locale o nazionale?

Riconoscimenti ufficiali ancora non li abbiamo ricevuti, anche perché questo che ora sta andando in produzione è il nostro secondo raccolto.

 

 

Come è possibile acquistare l'olio che producete?

L’acquisto avviene in parte in loco, con i clienti locali del Fermano, e in parte online, con ordini che arrivano principalmente da fuori Italia (Polonia, Danimarca, Austria, Francia, Germania, Regno Unito). Il nostro intento è quello di ricavarci una nicchia di clientela soprattutto da fuori Italia, dove la ricerca di prodotti di qualità è più alta. Questa estate abbiamo avuto anche un piccolo ordine per Miami da un privato.

 

In bocca al lupo ragazzi!

 

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Data pubblicazione : 22/10/2018 11:05
Scritto da : Alessandra Bastarè
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