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Ciclovia del Tenna? Italia Nostra boccia il progetto e lancia l'alternativa: toccare Porto San Giorgio e Fermo recuperando il tracciato della vecchia ferrovia

Lo scorso 9 novembre, presso la sala consiliare della Provincia di Fermo, si è tenuto un incontro programmatico, organizzato della Regione Marche e promosso dalla vicepresidente Anna Casini, sulla Ciclovia del Tenna. Invitati tutti i sindaci dei comuni della vallata del Tenna e, tra gli altri, anche la sezione di Fermo di Italia Nostra. A presiedere l'incontro l'assessore regionale Fabrizio Cesetti.

Ciclovia del Tenna? Italia Nostra boccia il progetto e lancia l'alternativa: toccare Porto San Giorgio e Fermo recuperando il tracciato della vecchia ferrovia
La parte iniziale del progetto della Ciclovia del Tenna presentato da Cesetti

Italia Nostra si è spesa per un’analisi storica e critica del progetto.

Com’è ben noto si tratta di un finanziamento di 3,3 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione per la realizzazione, in un primo momento, di circa 15 chilometri di pista ciclabile.

L’ipotesi prevede di partire dalla riva sinistra della foce del Tenna e, percorrendo i parchi fluviali di Sant’Elpidio a Mare e Monte Urano, risalire fino a Campiglione di Fermo, dove un nuovo ponte ciclo-pedonale permetterà il passaggio in località Molini Girola, ipotizzando un remoto collegamento con quello che era il tracciato della Vecchia Ferrovia Porto San Giorgio-Fermo-Amandola.


Sorvolando sull’eventualità che in caso di esondazione del fiume ogni lavoro andrebbe vanificato, che la zona alla foce del Tenna, a detta di esperti, è a rischio inondazione permanente, che il percorso della riva destra sarebbe stato più agevole e meno rischioso utilizzando il tracciato della SP Lungotenna, crediamo opportuno fare alcune considerazioni.
E’ risaputo l’impegno di Italia Nostra per il recupero del tracciato della Vecchia Ferrovia e, in un incontro in Regione nello scorso mese di Maggio, erano queste le premesse per la realizzazione della pista ciclabile: il recupero appunto del vecchio tracciato che, partendo da Porto San Giorgio, arrivasse a Fermo per poi raggiungere Amandola. Si pensava, addirittura, di collegarsi con analoga pista già in gran parte realizzata dalla Regione Umbria e che mira a raggiungere la costa adriatica.


Questa la ragione per cui Italia Nostra, rifuggendo da posizioni campanilistiche ma fedele a un lavoro svolto da oltre venti anni, non concorda assolutamente con il progetto della Regione Marche. Su Fermo e Porto San Giorgio insistono circa 10 tra camping e agricamping; le due località, quindi, non possono rinunciare ad un apporto promozionale che una ciclovia potrebbe determinare. C’è una forte richiesta, proprio nelle Marche e per il nostro territorio, di strutture cicloturistiche da parte del turismo nazionale e soprattutto estero ed è stato calcolato che per ogni ospite ci sarebbe un apporto monetario di circa 400 €.

Fermo e Porto San Giorgio non possono essere escluse da un simile contesto ed è per questo che Italia Nostra chiede che venga preso in seria considerazione, e in aggiunta a quelli già previsti (13), un progetto di pista ciclabile che, partendo da Porto San Giorgio e percorrendo il vecchio tracciato ferroviario, arrivi a Fermo per poi congiungersi, in località Girola, con quello proveniente dalla foce del Tenna. Un progetto di fattibilità per tutto il percorso (da Porto San Giorgio ad Amandola) è già in possesso di Italia Nostra. Si tratta solo di approfondirlo con un’attenta analisi ed eventualmente implementarlo. Nel progetto stesso è contemplato anche il recupero della stazione di Fermo Santa Lucia che, finalmente, troverebbe una degna destinazione d’uso. Italia Nostra non vuole recedere dall’idea di fattibilità di un tracciato che comprenda ed insista sulle due località di Porto San Giorgio e Fermo, fermamente convinti di interpretare anche le aspirazioni della popolazione delle due città che non vanno assolutamente disattese.


L’auspicio di Italia Nostra è che la Provincia di Fermo e le amministrazioni locali abbiano finalmente la capacità di pensare e progettare il futuro del nostro territorio in un’ottica più ampia e che mettano in gioco il proprio prestigio ed il proprio potere per spendere le proprie forze in programmi di rilievo.

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Data pubblicazione : 18/11/2018 10:55
Scritto da : Redazione
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