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Giorno del Ricordo. Seduta aperta del Consiglio regionale con ospite d'onore Cristicchi. Ceriscioli: "Aver dimenticato per troppo tempo questo dramma è stata una seconda morte"

In occasione della seduta aperta del Consiglio regionale per celebrare il Giorno del Ricordo, anche il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, dopo aver ringraziato della presenza Simone Cristicchi, ospite d'onore e relatore in questa giornata-evento, sottolineandone l'impegno civile, è intervenuto per evidenziare i significati della Giornata.

Giorno del Ricordo. Seduta aperta del Consiglio regionale con ospite d'onore Cristicchi. Ceriscioli:

"La Storia siamo noi, recitava una famosa canzone – ha esordito il presidente – cioè non quella dei grandi, ma quella degli ultimi e sempre più in questo tempo, quando ricordiamo certi eventi, occorre uno spostamento della visione storica verso le persone e ciò che hanno vissuto sulla propria pelle, le conseguenze di scelte drammatiche che hanno inciso profondamente sulla vita dei singoli. Sono grato al presidente dell'Assemblea Legislativa, Antonio Mastrovincenzo per il suo impegno speciale e per aver organizzato questa seduta aperta e al presidente del Comitato di Ancona dell'Associazione Venezia Giulia Dalmazia, Franco Rismondo quando ha ricordato come la mia città - Pesaro – abbia accolto a quel tempo gli esuli giuliani come fratelli e in particolare la struttura di Padre Damiani. In quel dopoguerra a Pesaro, proprio nel '46, quell'amministrazione comunale volle riaprire il Teatro come segno di necessaria ricostruzione della comunità. Ma tutte le Marche con un fortissimo moto di coscienza allora risposero all'appello degli esuli giuliani, di chi stava fuggendo dalla pulizia etnica e dalle persecuzioni. Aver dimenticato per troppo tempo questo dramma è stata una seconda morte, l'oblio è una seconda damnatio ed è stato giusto e doveroso recuperare il ricordo di quello che è stato. Anche etimologicamente c'è una differenza tra le parole "memoria" e "ricordo", mentre la prima è un riportare alla mente, la seconda è un richiamo al cuore. Ecco le Marche, legate da profondi rapporti agli esuli e alle vittime, vogliono riportare al cuore quegli eventi. Voglio ringraziare per questo anche le scuole marchigiane e gli studenti che hanno contribuito con lavori davvero significativi a rendere omaggio alla Storia, che hanno interpretato compiutamente il concetto di Storia, maestra di vita, perché ci appartenga sempre questo valore e sia utile per il futuro."

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Data pubblicazione : 19/02/2019 15:30
Scritto da : Redazione
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