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Unicam porta ad Amandola un incontro internazionale di architettura

Il workshop prevede un’applicazione pratica del modello proposto dalla ricerca: studenti italiani e studenti giapponesi costruiranno uno/due padiglioni temporanei in legno

Unicam porta ad Amandola  un incontro internazionale di architettura

Nell’ambito del progetto “Amandola Training Centre”, l’università di Camerino insieme alla Fondazione cassa di risparmio di Ascoli mettono in campo, oltre ad un’offerta formativa legata alla peculiarità del territorio, un evento internazionale che si terrà ad Amandola da giovedì a sabato, denominato “Aat – Amandola, Ascoli, Tokyo. Italy meets Japan. Architettura temporanea/contemporanea: strategie adattive e spontanee verso un futuro imprevedibile”. La scuola di Architettura e Design “Eduardo Vittoria” dell’università di Camerino con sede ad Ascoli e la Keio University di Tokyo hanno avviato un’attività di ricerca congiunta con l’obiettivo di sperimentare nuovi sistemi spaziali e costruttivi a carattere temporaneo finalizzati all’introduzione di nuovi servizi in contesti in emergenza abitativa. Facendo riferimento a principi di fabbricazione digitale e costruzione factory-made, la ricerca intende introdurre alcuni dei principi della cultura abitativa e costruttiva giapponese, basati sulla temporaneità come paradigma di riferimento, in contesti di Architettura massiva tradizionalmente legati all’uso della pietra, del mattone e del cemento. L’evento in programma ad Amandola sarà articolato in due momenti, un workshop ed una conferenza. La conferenza si pone quale momento di confronto e riflessione su questi temi ed è aperta alla comunità locale di Amandola e del territorio circostante, agli amministratori, ai cittadini.

Il workshop prevede un’applicazione pratica del modello proposto dalla ricerca: studenti italiani e studenti giapponesi costruiranno uno/due padiglioni temporanei in legno progettati alla Keio University e alla Saad di Ascoli.Maria Federica OttoneTali strutture perseguono obiettivi di sostenibilità ambientale, flessibilità dello spazio, reversibilità, trasportabilità, semplicità di costruzione e basso costo e sono basate su un innovativo principio costruttivo di interconnessione tra componenti sviluppato in Giappone dal professor Kobayashy. Durante il convegno le strutture, temporaneamente installate ad Amandola, potranno essere utilizzate come spazi per incontri e pause caffè. La giornata di sabato 23 si concluderà con la presentazione del volume “Disabitare. Antropologie dello spazio domestico” di Matteo Meschiari che si terrà in piazza Matteotti in prossimità dei padiglioni sperimentali oggetto del workshop. «Negli ultimi decenni, catastrofi naturali, terrorismo, migrazioni su larga scala e altre vicende della contemporaneità, talvolta imponderabili – ha sottolineato il professor Roberto Ruggiero, docente Unicam e coordinatore dell’iniziativa insieme alla professoressa Maria Federica Ottone – hanno reso sempre più difficile prevedere come sarà la città del futuro, la sua forma, la sua organizzazione, la sua Architettura. In tale contesto quello della “resilienza” applicata all’ambiente urbano emerge quale nuovo paradigma progettuale finalizzato a conferire un adeguato livello di adattabilità e responsività alla città in relazione alle nuove e cangianti “pressioni” dell’ambiente esterno.

Fornire una risposta a queste pressioni è una delle principali sfide che le città e i territori sono oggi chiamati ad affrontare per garantire adeguati livelli di sostenibilità complessiva».Claudio Pettinari«Con questo progetto – ha sottolineato il rettore Unicam Claudio Pettinari – l’università di Camerino, grazie alla Fondazione cassa di risparmio di Ascoli, ha voluto mettere in campo un’offerta formativa altamente professionalizzante volta al rilancio e allo sviluppo dei territori dell’entroterra appenninico, con master universitari, corsi di formazione e incontri internazionali, ed il successo che stanno avendo le iniziative già avviate conferma la bontà dell’iniziativa». «Per evitare lo spopolamento delle aree montane dei Sibillini, – ha dichiarato il presidente della Fondazione Angelo Davide Galeati – la Fondazione interviene con diverse linee di azione, che vanno dalla promozione del turismo e del comparto enogastronomico alla ricostruzione di beni architettonici. Soprattutto, insieme all’università di Camerino stiamo lavorando a beneficio dei giovani, che sempre più difficilmente riescono a trovare una collocazione formativa e accesso adeguato al mondo del lavoro, proponendo percorsi accademici, formativi ed esperienziali. Nell’ambito del piano complessivo di interventi, denominato Masterplan Terremoto, abbiamo istituito ad Amandola corsi di formazione e perfezionamento dotati di riconoscimento accademico e master, oltre ad iniziative culturali di portata internazionale in grado di portare nuove risorse ed esperienze sul territorio».

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Data pubblicazione : 19/03/2019 16:33
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