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È fermano il primo percorso ciclo-ippo-pedonale delle Marche: dal mare alla montagna lungo il fiume Tenna

MONTEGIORGIO - Presentata la sperimentazione che avrà luogo il 4 e 5 maggio da Porto Sant'Elpidio a Capotenna. Il tratto sarà percorribile in bici, a cavallo e a piedi

È fermano il primo percorso ciclo-ippo-pedonale delle Marche: dal mare alla montagna lungo il fiume Tenna

Sarà il primo percorso ciclo-ippo-pedonale delle Marche e prenderà forma lungo il percorso del fiume Tenna. Partirà il 4 e 5 maggio prossimi la prima sperimentazione della nuova Ippovia del Tenna, un lungo sentiero percorribile a cavallo, in bici o a piedi che partirà dal mare, da Porto Sant’Elpidio, per arrivare fino a Capotenna, dopo aver toccato quindici Comuni e due province. A realizzare il progetto l’associazione Antichi Sentieri Nuovi Cammini, affiancata dalla Equiturismo Venere e dai Comuni toccati dal percorso.

«Sarà un punto di partenza, perché l’ambizione è quella di creare diverse ippovie lungo le varie aste fluviali marchigiane – ha sottolineato il presidente di Antichi Sentieri Adolfo Leoni presentando l’iniziativa – questa è la prima tessera di un puzzle che abbiamo costruito pazientemente. Abbiamo iniziato sette anni fa a portare gente a passeggio lungo le colline e le montagne fermane. L’ippovia nasce da una intuizione che mette insieme diversi tipi di turismo. Si parte dai cavalli, ma c’è spazio anche per il ciclismo ed il passeggio. E poi l’aspetto religioso, perché si parte e si arriva in diversi santuari e luoghi religiosi del territorio. Quindi l’incontro con le realtà dell’agroalimentare che si trovano lungo il percorso. E non dimentichiamo l’aspetto salutistico: camminare, andare a cavallo o in bici fa bene alla salute. Infine, ovviamente, c’è anche la cultura perché racconteremo la storia di un territorio. Sembra che in periferia non si possa fare mai nulla. E invece questa è una dimostrazione che non è così».

Quella del 4-5 maggio sarà una versione “ridotta” e sperimentale. Si partirà il sabato dall’ippodromo San Paolo a Piane di Montegiorgio, risalendo lungo il fiume passando dall’aviosuperficie e arrivando fino a Servigliano. Da lì si salirà verso Monte San Martino per poi scendere a San Ruffino. Lì si sosterà per la notte e coloro che saranno a cavallo avranno sempre a disposizione un maniscalco e un veterinario. Domenica mattina si ripartire alla volta del santuario della Madonna dell’Ambro, senza quasi mai toccare l’asfalto. Un percorso di 50 chilometri, non più del 10% del quale su asfalto.

«Attraverso le varie esperienze e i contatti maturati negli anni, questo diventerà un pacchetto turistico che si proverà a sponsorizzare e vendere in tutta Europa – precisa Emanuele Luciani, vicepresidente di Antichi Sentieri – i ragazzi delle università europee che vengono qui da noi ormai da anni diventeranno i nostri ambasciatori in Europa. Quando, verosimilmente a settembre, tutto sarà a regime ci saranno delle stazioni di posta sia volanti che fisse: ovvero o postazioni create da noi volta per volta o agriturismi che si prestano come appoggio. Già dai tempi dei Piceni si allevavano cavalli, la tradizione storica del cavallo è millenaria nel nostro territorio».

Montegiorgio è il Comune capofila, ma a essere coinvolti saranno anche tutti gli altri che si affacciano lungo l’asta fluviale del Tenna. «Ci siamo meravigliati quando abbiamo saputo dell’iniziativa – spiega l’assessore alla Cultura di Monte Urano Lucia Diomedi – crediamo molto nel discorso di rete che è stato impostato. Spesso ogni Comune fa da sé, qui invece la prospettiva è quella di allargarci e non deve farci paura perché si tratta di un’opportunità. Monte Urano ha grande tradizione ippica e abbiamo un parco fluviale molto bello, che in questo modo verrà valorizzato ancora di più».

«Abbiamo condiviso sin dall’inizio questa possibilità partita da alcune associazioni – rilancia il sindaco di Montegiorgio Michele Ortenzi – li ringrazio per questo lavoro perché da qualcosa di unitario a delle comunità che si promuovono spesso isolatamente. Ben venga questo aspetto e speriamo si possa fare anche altro. Poi Montegiorgio ha lunga storia legata ai cavalli, dalla fiera di San Liberato all’ippodromo e alle tante scuderie che si organizzavano anni fa per le corse su strada. E poi si possono creare nuove opportunità per tutto l’indotto».

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Data pubblicazione : 17/04/2019 15:33
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