Cronaca
La lezione del terremoto de L'Aquila ed il ruolo fondamentale della Protezione Civile

Francesco Lusek ricorda il dramma del 6 aprile 2009 e rimarca l'assenza di risorse per una maggiore efficienza del settore. A breve l'approvazione del Piano di Emergenza da parte del Consiglio comunale di Fermo

La lezione del terremoto de L'Aquila ed il ruolo fondamentale della Protezione Civile

Per L'Aquila e per i suoi cittadini è una giornata importante. Come ogni 6 aprile, dal quel 2009 e dalla scossa delle 3.32 che provoco 309 morti.

Tra le migliaia di soccorritori accorsi da tutta Italia c'era anche Francesco Lusek, oggi Responsabile della Protezione civile comunale di Fermo.

 

Lusek, è una data particolare.

“Purtroppo sì, è così.”

 

E la mente torna tra quelle strade.

“La vicenda de L'Aquila l'abbiamo vissuto sulla nostra pelle perchè io ero coordinatore della squadra che è stata inviata per la ricerca delle vittime alla Casa dello Studente. Lì, sepolto, c'era Renato Pelacani, oggi vice coordinatore dei volontari. La nostra vita si è incrociata in quella situazione e anche da quella esperienza abbiamo ricostruito il percorso fermano. Questa giornata, quindi, la viviamo in modo intenso.”

 

Proviamo a ricordarla, quella notte, attraverso gli occhi di un soccorritore.

“E' difficile esprimerlo a parole. C'è stato un attimo di smarrimento, per vari motivi: perchè era a due passi dalla tua casa, perchè era parecchio tempo che non si verificavano catastrofi di questo tipo. E poi il fatto di aver dovuto soccorrere molte vittime contemporaneamente, alcune delle quali molto giovani, compresi i bambini. E' un aspetto che ti coinvolge particolarmente. Parlo senza vergogna di smarrimento, perchè anche chi fa il nostro lavoro può avere delle ripercussioni a livello emotivo. Poi, se scegli di fare questo, devi metterti a lavorare.”

 

Dove siete stati dirottati in quelle ore?

“Nelle prime ore ad Onna, il paese più colpito e con il maggior numero di vittime in proporzione alla popolazione. Poi ci siamo spostati alla Casa dello Studente. Insomma, abbiamo operato nei siti più colpiti.”

 

Rimane in voi l'amaro in bocca per tutti gli scandali che sono emersi dopo la tragedia? Lo straordinario lavoro che avete fatto è stato soffocato da quei fatti?

“Assolutamente sì, perchè come vedi il sistema di Protezione Civile sta vivendo una fase di crisi, anche economica, generata da questi fatti. La mancanza di risorse, in particolare, pregiudica anche l'operatività: se non abbiamo fondi adeguati non abbiamo strumenti adeguati e non riusciamo ad intervenire. L'ex Capo Dipartimento Guido Bertolaso lo conosciamo bene, anche per i suoi legami con le Marche. Si tratta di una persona capace ed i risultati della sua gestione si sono visti. Non posso però giudicare la fase successiva ai soccorsi perchè esula dalla mie competenze. L'emergenza è stata gestita in maniera molto accurata, ogni casa crollata era presidiata da squadre di soccorso, c'erano ospedali da campo da tutta Italia, strumentazione tecnologiche avanzatissime per localizzare dispersi e vittime, unità cinofile. Come mobilitazione e coordinamento dei soccorsi è stata sicuramente una delle pagine più belle della storia della nostra Protezione Civile. La fase successiva compete ad altri livelli.

Altro aspetto, molto italico, è che finita la fase acuta dell'emergenza dimentichiamo di prepararci. Nella vita di tutti i giorni consideriamo la Protezione Civile un settore marginale e ce ne ricordiamo soltanto per la gestione delle emergenze quando l'evento, purtroppo, accade, aspettandoci il massimo dai volontari. Ma questo è un sistema che va oliato e preparato in questi momenti, in giornate come queste.”

 

Parliamo del sistema fermano, inteso come comunale, del quale hai la responsabilità.

“Come Protezione Civile abbiamo lavorato, innanzitutto, acquisendo attrezzature e strumentazioni tecnologiche tenendo conto dei fattori di rischio presenti a Fermo, compreso il terremoto. Qui c'è una delle squadre in Italia dotata di strumentazioni per la ricerca di vittime tra le macerie, che si addestra con cadenza settimanale, c'è una grande impegno, partecipiamo anche ad esercitazioni di livello nazionale e internazionale, come quella di fine febbraio a Malta.”

 

Avete lavorato molto sulla risposta anche in caso di alluvioni.

“Lo abbiamo fatto potenziando la dotazione e la formazione. Anche in questo caso abbiamo una squadra addestrata per il recupero di persone, con gommone, equipaggiamento ed una serie di idrovore di varie dimensioni. Anche qui c'è stato un investimento, c'è stato addestramento e c'è una manutenzione continua. Poi è nata la sala operativa, anche questa una rivoluzione culturale, con gli uffici comunali che in caso di emergenza si trasferiscono lì con i propri rappresentanti. Quindi, riusciamo a dare una risposta unitaria, con il cittadino che non viene più rimpallato da un ufficio all'altro, e riusciamo ad essere più rapidi sotto l'aspetto decisionale.”

 

La scuola di San Giuliano di Puglia, la Casa dello Studente a L'Aquila: la sicurezza di scuole ed edifici resta sempre un tema di estrema attualità.

“Per quanto riguarda la messa in sicurezza degli edifici dall'area tecnica del Comune, guidata dall'Assessore Luciani, un tecnico ed esperta di emergenze, si stanno veicolando molte risorse. Gli interventi, da quello che ho avuto modo di visionare, sono spalmati ma sicuramente importanti. L'Amministrazione comunale è molto attiva su questo fronte. C'è un lavoro dietro anche sul rischio idrogeologico, che a volte è collegato con il terremoto per quello che riguarda le frane indotte. E anche qui sono state investite risorse. C'è la nota dolente del fondo di Protezione Civile nazionale, a zero dopo i fatti de L'Aquila, con i Comuni che non ricevono più risorse per il potenziamento del sistema di Protezione Civile comunale. Insediatomi a Fermo poco dopo L'Aquila, posso affermare che fino ad oggi abbiamo operato con risorse dell'Amministrazione comunale e con il sostegno di alcune aziende private. La situazione è questa e occorre fare sicuramente qualcosa”.

 

Parliamo del Piano di Emergenza comunale.

“Sulla base di alcuni studi scientifici finanziati dalla Regione Marche, abbiamo quasi terminato l'aggiornamento del Piano di Emergenza che verrà portato in approvazione in Consiglio comunale nelle prossime settimane. Contiene procedure innovative particolari, ideate sulla base anche delle esperienze vissute durante le emergenze e sviluppate tramite il lavoro di un gruppo multidisciplinare. E' un Piano che, naturalmente, verrà portato a conoscenza di tutti, dalla cittadinanza agli organi di informazione.”

 

Un'ultima riflessione sulla vostra sede, oggi collocata nella palazzo di Piazzale Azzolino, lo stesso che ospita Poste Italiane.

“Appena pronto lo stabile in Piazza Dante, una parte verrà adibita come sala per il coordinamento delle emergenze. Ci sarà una palazzina di tre piani con garage per mezzi di soccorso, la sala del centro di coordinamento dei soccorsi, i locali per lo stazionamento dei soccorritori e delle attrezzature, in una posizione adatta a tutti i tipi di rischio, compreso quello sismico”.

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Data pubblicazione : 06/04/2016 12:59
Scritto da : Andrea Braconi
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