Cronaca
Abortire a Fermo? Impossibile: intervenga la politica
Abortire a Fermo? Impossibile: intervenga la politica

La parola ai promotori della mozione sul rispetto della legge 194/78: Patrizio Cardinali, Carmen Mattei, Daniela Lattanzi, Daniela Minetti, Monica Leoni, Claudio Speranzini, Sonia Marrozzini e Tullio Traini

"Non mi piace l'aborto, perché non è mai una scelta facile, ma i diritti violati mi piacciono ancora meno". Con queste parole, Patrizio Cardinali , dirigente medico dell'ospedale Murri di Fermo, rilancia sulla sua pagina Facebook la mozione presentata insieme con altri esponenti del mondo sanitario e politico del Fermano, perché in provincia venga finalmente rispettata la legge 194/1978 sull'interruzione volontaria di gravidanza.

 

"A Fermo, Fano e Jesi abbiamo il 100% di obiettori tra medici e paramedici ed è già dal 2014 che il Consiglio d'Europa ha citato in particolare i  nostri ospedali come esempi di totale violazione del diritto alla salute delle donne che intendono interrompere la gravidanza", spiega il neurologo.

 

Più dettagli sulle condizioni di grave carenza in cui versano i servizi socio-sanitari previsti dalla 194 nella nostra provincia, sono contenuti nel testo della mozione che i promotori stanno consegnando ai consigli comunali di tutto il Fermano, sperando che la facciano propria.

 

Il dramma di una donna alle prese con una gravidanza indesiderata richiederebbe ad esempio il supporto dei consultori, strutture previste dalla legge e che invece nel Fermano sono presenti solo in 5 comuni, ossia a Montegiorgio, Montegranaro, Petritoli, Porto San Giorgio e Porto Sant'Elpidio più le due postazioni ostetriche di Sant'Elpidio a Mare e Amandola.

 

Ancora più critica è l'applicazione della normativa sulla RU486, la cosiddetta pillola del giorno dopo, il cui uso nelle Marche è praticamente assente, per via del forte ritardo con cui la Regione si è dotata di linee di indirizzo sull'uso del farmaco, avvenuto nel 2014, dopo il richiamo dell'Ue. "A tutt'oggi - scrivono i firmatari della mozione - l'assenza di linee attuative non permette nelle Marche un uso comune del farmaco abortivo, tanto che nel 2015 risulta in tutta la regione esserci una sola struttura richiedente".

 

Il testo si sofferma anche sui poco confortanti numeri nazionali sugli aborti clandestini (circa 20.000 secondo i dati del ministero della Sanità risalenti al 2013), praticati soprattutto da donne straniere, che rischiano tra l'altro multe da 5-10 mila euro per aver scelto una simile strada. "Quante di loro sanno che si può partorire in anonimato?", commentano i promotori fermani, sottolineando come questa informazione è una delle molte che dovrebbero fornire i consultori qualora funzionassero a dovere.

 

Benché, poi, sia diminuito in assoluto nelle Marche il numero delle Ivg ( pari a circa 2.000 sempre nel 2013), la possibilità di praticarle nella propria provincia di residenza è di circa il 70% nella nostra regione, contro il il dato nazionale del 90%.

 

Numeri a parte, quali le strategie praticabili per soddisfare le richieste dell'Europa?

 

"Bisogna tornare alla politica", affermano i sottoscrittori della mozione, ossia fare in modo che Asur, Area Vasta e in generale chi ha responsabilità nella gestione della sanità locale garantiscano alle donne la tutela di un proprio diritto, anche sottoscrivendo accordi con strutture private dove siano presenti medici non obiettori.

 

Una certa sensibilità al problema da parte della Regione Marche pare che comunque ci sia. Lo scorso febbraio - precisano i sottoscrittori della mozione - la Commissione Pari Opportunità regionale ha infatti richiesto la costituzione di un osservatorio regionale sulla legge 194 e sembra che la Commissione pari opportunità della provincia di Fermo stia per coinvolgere l'area vasta 4 in un'audizione, una strada che dovrebbe essere seguita a breve anche da Jesi.

 

Piccoli segnali, insomma, di un cambiamento di rotta, che spingono la battagliera Carmen Mattei, firmataria con Cardinali e gli altri della mozione, a parlare di "ottimismo della volontà", nonostante l'amarezza provata nel constatare il forte regresso anche culturale e sociale rispetto alle lotte condotte quasi quarant'anni fa beneficio di tutte le donne.

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Data pubblicazione : 23/04/2016 11:42
Scritto da : Alessandra Cicalini
Commenti dei lettori
16 commenti presenti
  • Carlo

    30-04-2016 13:45 - #16
    No
  • giovanna

    29-04-2016 18:30 - #15
    Magari, Carlo, sarebbe più utile leggere le discussioni, prima di intervenire a capocchia, come se non si fossero già affrontati gli argomenti che poni.
  • giustoprocesso

    29-04-2016 01:38 - #14
    Su questo almeno siamo d'accordo. Viva la libertà dal pensiero dominante.
  • Carlo

    28-04-2016 21:55 - #13
    Comunque il problema è che i medici devono adeguarsi alle richieste e convinzioni religiose o ideologiche del paziente, se uno vuole vivere aiutato dalle macchine o morire con dignità, il medico deve fare la volontà del paziente, se non rispetta la sua volontà, può cambiare lavoro, andando in una struttura privata, non pagata dalle tasse di uno stato laico. Tutto qui... è il medico che deve accettare il volere del paziente non il contrario... se un testimone di Geova rifiuta trasfusione, il medico deve accertare il fatto (casomai c'è la magistratura per i minori). Se invece un medico testimone di Geova rifiuta di fare trasfusione (può anche andare in una clinica privata per testimoni di Geova)... stesso discorso per Cristiani, Ebrei, Musulmani ecc... Ps i nazisti erano contrari all'aborto (ma studiare un po' di storia no?)
  • giovanna

    28-04-2016 17:04 - #12
    Ecco, allora ad un nazista che voleva obiettare all'uccisione degli ebrei, uccisione perfettamente LEGALE, come oggi è legale l'uccisione di un figlio nel ventre materno ( che poi, il vero aiuto ad una madre, sarebbe quello di sostenerla, dato che quello che ha in grembo è suo figlio !, non lavarsene le mani con l'aborto , che tra l'altro condanna la donna a pesanti sensi di colpa, rovinandole la vita e aumentando depressioni e psicosi femminili a iosa ), il nostro Giustoprocesso , dunque, a quel nazista obiettore avrebbe detto di fare una campagna elettorale per cambiare la legge e che se non voleva uccidere ebrei non doveva fare il militare: complimenti ! L'obiezione di coscienza è il baluardo a simili aberrazioni: un richiamo per tutti alla nostra umanità, uno spazio irrinunciabile di libertà. Voglio approfittare per congratularmi con il nuovo direttore per questo dialogo che prima non sarebbe stato possibile : quanti interventi su questo tema e simili mi sono stati censurati in passato, non concedendomi nemmeno il più elementare diritto di replica, per non parlare di quello di critica. Spero che l'aria sia cambiata : viva la libertà dal pensiero unico dominante !
  • giustoprocesso

    28-04-2016 11:31 - #11
    Giovanna, purtroppo la banalita' del male, incluso il processo ad Eichmann, la conosco bene dato che mi occupo per lavoro di indagare su crimini molto simili a quelli commessi dal regime nazista. E' vero che i nazisti ai processi di Norimberga, ed Eichmann a Gerusalemme, hanno provato a difendersi dicendo che quello che avevano fatto era legale secondo le leggi tedesche. I giudici risposero che il diritto nazionale non poteva giustificare le loro azioni quando queste fossero contrarie al diritto internazionale. In ogni caso, seppur non sia credente, voglio mettere in chiaro che l'aborto non e' una questione che prendo alla leggera. Non mi piace, e credo che lo Stato debba fare di tutto per garantire opzioni alternative a una donna che vuole abortire (senza pero' fare lezioni di moralita', ma semplicemente offrendo alternative). Detto questo, sono assolutamente a favore dell'aborto legale. Sono per la scelta della donna e non voglio che mie amiche, sorelle, vicine di casa, colleghe e via dicendo si debbano mai trovare costrette a ricorrere ai macellai delle cliniche clandestine. Viviamo, almeno in teoria, in uno stato di diritto. Le leggi vanno rispettate (e per favore, non si cerchi di equiparare l'aborto allo sterminio degli ebrei o alle uccisioni dei malati, matti, o omosessuali fatte da Hitler). Se tu e chi come te e' contrario all'aborto volete cambiare la legge, fate campagna politica, candidatevi, fate quello che volete. Ma dato che l'aborto (per fortuna) e' legale nel nostro Paese, le strutture PUBBLICHE devono garantirlo a tutti i cittadini.
  • giovanna

    27-04-2016 18:20 - #10
    Non se ti accorgi, Giustoprocesso, del linguaggio assurdo ( servizi erogati ecc ) che devi usare per non parlare di figli uccisi nel ventre materno : chiamare le cose col loro nome aiuta a capire la portata di certe azioni , come la mamma Francesca che ha visto il suo bambino in ecografia a poche settimane di vita sapeva che era il suo bambino. Il paragone coi nazisti non l'hai capito proprio : gli ufficiali nazisti si giustificano degli obbrobri compiuti dicendo che erano legali. Leggi La banalità del male di Hanna Arendt, almeno guarda il film: sarà più difficile invitare a cambiare mestiere un medico che non vuole uccidere un essere umano ai primi stadi della vita.
  • giustoprocesso

    27-04-2016 10:35 - #9
    Ora questi paragoni con la Germania nazista o l'Unione Sovietica mi sembrano un po' azzardati. I nazisti praticavano l'eugenetica, che non ha nulla a che fare con l'aborto o con l'eutanasia. Comunque questi sono temi sensibili, e capisco chi ha opinioni differenti dalla mia a riguardo. L'obiezione di coscienza puo' essere legittima, ma la coscienza di una persona non puo' ostacolare l'erogazione di servizi sanitari e cure mediche legali nel nostro Paese. Se fossi un ginecologo obiettore, avrei la decenza di cercare lavoro in una struttura privata in linea con le mie convinzioni. Non andrei a lavorare in un ospedale pubblico nella consapevolezza di non poter erogare un servizio a cui i cittadini/pazienti hanno diritto, anche perche' il mio rifiuto potrebbe portare la paziente a rivolgersi ad ambulatori clandestini, con rischi immensi per la sua salute.
  • giovanna

    27-04-2016 09:59 - #8
    Cara Susanna, i medici obiettori sono circa l'80%, o giù di lì, mentre i cattolici sono molto meno , evidentemente uccidere un figlio nel ventre materno fa ribrezzo alla coscienza di molti uomini. E hai ragione tu, a forza di obiezione di coscienza sull'uccisione di esseri umani, va a finire che un nazista si rifiuta di eliminare un ebreo, roba da matti. Voglio dire, uno che ha studiato medicina, lo dovrebbe fare per uccidere figli nel ventre materno e malati e disabili e anziani, mica per salvare vite, vero ?
  • susanna

    26-04-2016 14:05 - #7
    ma qual obiezione legittima, oggi un cattolico può rifiutarsi di praticare aborto domani un medico Testimone di Geova di fare una trasfusioni di sangue. Non scherziamo la religione deve rimanere fuori dalla porta degli ospedali, se proprio la tua religione te lo impedisce cambi specializzazione e fai esempio l'ortopedico ...poi un giorno mi spiegherete perchè in alcuni casi conta il volere del Signore e in altri anche se la morte ci chiama dobbiamo rimanere attaccati ad una macchina.
  • Carlo

    26-04-2016 12:56 - #6
    Se si usano contraccettivi si va all'inferno (dicono). Comunque, se uno vuole obbiettare può andare a lavorare in un ospedale privato, nessuno lo forza a essere pagato da una struttura laica... con affetto per tutti
  • Francesca Vitali

    25-04-2016 18:53 - #5
    Evito di scendere nel solito discorso, ossia la vita inizia alla nascita o al concepimento? Dico però un'altra cosa: la quasi totalità delle donne che incorrono in una gravidanza indesiderata, si trovano in quella situazione per non aver preso delle precauzioni, come preservativo o pillola, prima. Si parla sempre di diritti, ma mai di responsabilità. Non so se sono favorevole o contraria, ma, avendo visto la vitalità di mia figlia embrione di 5 settimane, fossi un medico, obietterei.
  • giovanna

    25-04-2016 15:00 - #4
    Caro Giustoprocesso, ammettere l'obiezione di coscienza è un fatto di civiltà, non siamo più al tempo del nazismo. Detto questo, spero di non essere mai curata da un medico favorevole all'eutanasia , soprattutto quando sarò un po' più in là con gli anni, e tantomeno essere curata da un ginecologo che uccide figli nel ventre materno o dover comprare farmaci da un farmacista che vende una pillola abortiva, sebbene abortiva al primissimo stadio di vita umana ( o elimina una carota o un gattino ? ) come la pillola del giorno dopo, che il tutto sia legale o meno. Nella Germania nazista o nell'Unione Sovietica erano legali cose anche peggiori, ma forse non tanto peggiori.
  • giustoprocesso

    24-04-2016 04:03 - #3
    Giovanna, dire che chi è a favore di dare la scelta al malato riguardo al fine vita sia a favore dell'eliminazione dei malati è semplicemente vergognoso. Vergognoso. Oltre che irrispettoso e, francamente, illogico ed ignorante. Detto questo, nelle strutture sanitarie pubbliche gli obiettori secondo me non dovrebbero proprio lavorare. In ogni caso, la presenza di un non obiettore dovrebbe essere sempre garantita. Quando avevo 20 anni all'università con una mia amica andammo di notte in ospedale per la pillola del giorno dopo. Un ominide troglodita in camice bianco so rifiutò di prescrivere il farmaco. L'egoismo, l'inciviltà e la mancanza di professionalità di quell'individuo non li scorderò mai.
  • Il Vecchio Oligarca

    23-04-2016 16:22 - #2
    Manca emodinamica, manca medicina nucleare. E di che cosa si preoccupa la sinistra al caviale di Fermo? Dell'obiezione di coscienza, peraltro legittima, dei ginecologi. Che vergogna!
  • giovanna

    23-04-2016 13:47 - #1
    Rendiamoci conto di quali politici ci siano a Fermo, che si preoccupano che si debba andare fuori Fermo per abortire e non si preoccupano della cura delle persone. Ah, già, sono gli stessi che sono a favore dell'eliminazione dei malati...i conti tornano. Certo, vai a farti curare da un medico del genere...
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