Cronaca
Dal carcere di Fermo alla cura di strade e verde pubblico
Dal carcere di Fermo alla cura di strade e verde pubblico

Succede a due detenuti della struttura penitenziaria cittadina che svolgeranno per tre mesi lavori di pubblica utilità grazie al protocollo d'intesa con il Comune da oggi operativo

Due detenuti, per tre mesi, a titolo gratuito, svolgeranno lavori di pubblica utilità come la cura delle strade e del verde pubblico nelle vicinanze della struttura penitenziaria. Il contenuto del protocollo d’intesa, sottoscritto a novembre fra amministrazione comunale e casa di reclusione, da questa mattina è diventato operativo.

L’accordo, che concretizza quanto contemplato da un protocollo d’intesa nazionale fra il Ministero della Giustizia e l’Anci del 2012, prevede che il Comune dia opportunità lavorative ai detenuti vicini alla fine della reclusione, come prevede l'articolo 21 dell'ordinamento penitenziario.

Soddisfatto il sindaco Paolo Calcinaro, che ha aggiunto: "Questo progetto vuole lanciare, sfatando luoghi comuni, un messaggio preciso alla cittadinanza: ovvero che i detenuti hanno voglia di reinserirsi nella società, vogliono rimettersi in gioco”.

A sua volta, ha commentato l'accordo Eleonora Consoli, la direttrice della Casa di reclusione cittadina, con le seguenti parole: “E’ l’inizio di una collaborazione che si concretizza. I detenuti, vicini alla fine della pena, vengono scelti per i loro comportamenti e la loro condotta e i nominativi individuati e proposti al magistrato di sorveglianza che ne autorizza il coinvolgimento in questo progetto”.

Nicola Arbusti, il responsabile dell’area trattamentale del cacere fermano, ha inoltre puntato l'accento sulla "valenza risarcitoria" del lavoro esterno per coloro che vi partecipano: "E' un progetto - ha aggiunto - che restituisce dignità sociale e favorisce il loro reinserimento”.

L'iniziativa presentata stamattina alla stampa è solo l'ultima di una serie che il Comune ha messo sul tappeto a beneficio delle fasce più deboli. Lo ha sostenuto Mirco Giampieri, l’assessore alle Politiche Sociali, che ha ricordato anche il progetto in corso con "i richiedenti asilo". In questo caso, i detenuti "svolgeranno questi lavori per quattro ore al giorno, al mattino dalle 7 alle 11, nell’area circostante la struttura di reclusione ", ha spiegato.

All'incontro erano presenti anche l’assessore Alessandro Ciarrocchi, il consigliere comunale Cristian Falzholgher, gli agenti della Polizia Penitenziaria (comandati da Loredana Napoli) e l’educatrice Lucia Tarquini dell’Ambito XIX.

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Data pubblicazione : 09/05/2016 18:11
Scritto da : redazione
Commenti dei lettori
3 commenti presenti
  • giustoprocesso

    11-05-2016 07:53 - #3
    Matteo, il lavoro fuori dal carcere per i detenuti e tutt'altro che diseducativo. E' educativo e nel totale interesse della comunitá. Lo dicono chiaramente i dati pubblicati dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. La recidiva (cioe' la percentuale di chi e' condannato per un altro reato dopo aver scontato una pena in carcere) di chi sconta la condanna con misure alternative è del 19%, mentre quella di chi sconta la pena chiuso in prigione sale al 68%. Nel 2007, e' stato rilevato che la percentuale di recidivi che non hanno mai lavorato in carcere è superiore di TRE VOLTE rispetto a coloro che hanno svolto mansioni lavorative all’esterno o all’interno dei penitenziari. Nei paesi del nord Europa (come la Norvegia) dove i detenuti sono trattati con umanitá in prigione ed e' loro offerta la possibilitá effettiva di lavorare, studiare, e fare altre attivitá, la recidiva é tra il 15 e il 20%. Non ricordo ora i dati per l'Italia, ma la recidiva da noi credo sia piu' del doppio e si attesti attorno al 40/50%. Percio' trattare bene ed offrire percorsi rieducativi ai detenuti non é solamente una questione di civiltá (e molti su questo non sono d'accordo) ma é anche innegabilmente nell'interesse della sicurezza di tutti (e questo, dati alla mano, e' molto meno opinabile).
  • giustoprocesso

    10-05-2016 04:22 - #2
    Iniziativa veramente lodevole. Bravo Sindaco!
  • matteo

    09-05-2016 23:33 - #1
    Ci stiamo avvicinando pian piano ai campi di lavoro cinesi....cmq meglio dare dignità lavoro e remunerazione alle brave persone...è diseducativo dare importanza a chi sbaglia anziché a chi rimane retto moralmente....ma si sa...tutta va al contario oramai....non considerando poi il costo pro-capite di un detenuto...circa 125 euro al giorno....quando lo stato paga....c'è da mangiare per tutti...I furbi...amen
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