Cronaca
Il nigeriano Emmanuel in coma irreversibile al Murri di Fermo
Il nigeriano Emmanuel in coma irreversibile al Murri di Fermo

Si chiama Emmanuel il nigeriano trentaseienne dichiarato in coma irreversibile dai sanitari del Murri dopo il violento litigio nel pieno centro di Fermo con un cittadino italiano. Una tragedia nella tragedia già vissuta dal giovane uomo scampato alle torture di Boko Haram con la compagna Chimiary sposata da don Vinicio Albanesi nella chiesa di San Marco alle Paludi lo scorso gennaio pur se non avevano il permesso di soggiorno

 

I soccorsi prestati ieri pomeriggio in via Veneto a Fermo al nigeriano Emmanuel non sono bastati. L'uomo è stato dichiarato in coma irreversibile dai sanitari dell'ospedale Murri e, probabilmente, alle 17, ossia passate ventiquattr'ore esatte dal momento del ricovero, sarà dichiarato morto.

Una tragedia nella tragedia già vissuta dal giovane uomo e la sua compagna di vita Chimiary, sposata lo scorso 6 gennaio proprio qui nel Fermano (come avevamo raccontato), scampati dalla Nigeria di Boko Haram e dagli aguzzini della Libia, che avevano provocato in lei un aborto e in lui una grave infezione.

Poi, finalmente, l'Italia e il sogno di una vita nuova solo otto mesi fa, quando sono arrivati alla Centro richiedenti asilo al Seminario di Fermo, di cui è responsabile Don Vinicio Albanesi. Durissime le parole di quest'ultimo, nella conferenza stampa finita poco fa, loro prete al matrimonio celebrato nella chiesa di San Marco alle Paludi, vittima a sua volta di un grave attentato di cui non sono ancora chiare cause e responsabili.

In questo caso, purtroppo, si sa come e perché stia finendo la vita di Emmanuel, che vi mostriamo nella foto sorridente accanto alla moglie alle sue nozze non valide per la legge, perché officiata senza i documenti dei due giovani sposi, ma dal grande valore simbolico anche per il nostro Paese.

Dal giorno felice alla lite in strada su via XX Settembre con un quasi coetaneo di Fermo.

Grosse le parole volate da parte di entrambi, fino al pugno che ha atterrato Emmanuel che lo ha lasciato sulla strada, incosciente. Si dice che sia andato in arresto cardiaco, è stato usato, sembra, anche un defibrillatore, invano. Chimiary era accanto a lui, immobile.

La notizia, nel frattempo, è finita sul nazionale, come già successo con le bombe, a partire proprio da quella che ha fortemente danneggiato la piccola abbazia in cui i due nigeriani sono andati sposi.

Stamattina alle 10 l'AdnKronos, in particolare, ha titolato proprio "Razzismo e violenza a Fermo: migrante ridotto in fin di vita" e nel pezzo precisa che "alla base della colluttazione ci sarebbero insulti a sfondo razzista".

Nelle prossime ore, di certo, se ne saprà di più. Alle 21 ci sarà una fiaccolata davanti al Seminario.

In ogni caso, è una brutta pagina di cronaca che non avremmo mai voluto scrivere. 

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Data pubblicazione : 06/07/2016 10:59
Scritto da : Alessandra Cicalini
Commenti dei lettori
6 commenti presenti
  • Facciamo a capirci

    07-07-2016 08:39 - #6
    Facciamo a capirci, sono pienamente e totalmente convinto che commenti tipo " i negri ci hanno invaso e ci tolgono il lavoro..:" siano il massimo della idiozia più becera, ignorante ed irresponsabile, ed anche non poco criminale. Le parole possono fare male ed essere pericolose quanto le armi, non uccidi un uomo con le parole, ma crei un clima ed una mentalità favorevole ad usare mani - spranghe di ferro ed armi. Allo stadio trovi molto "pittoresco" il capopopolo che guida il coro di insulti alla squadra avversaria e si scaglia per primo contro i "rivali" ; in politica chi vuol dimostrare di essere piu' degno leader di leghe varie usa il linguaggio più volgare e minaccioso possibile. Tutto normale ed accettabile, siamo in democrazia e non possiamo mica intervenire se non succede niente prima, no? Solo dopo, dopo che è avvenuto il guaio, ci troviamo meditabondi a pensare che... chissà, forse c' è qualcosa di sbagliato...
  • stefania fulceri

    06-07-2016 23:42 - #5
    Credo che invece non avremmo mai dovuto scrivere queste pagine di indicibile cronaca, ne' per Emmanuel, ne' per chiunque altro con qualsiasi nome, nazionalità, colore della pelle, religione o razza di appartenenza. Ci nascondiamo dietro commenti del tipo "questi negri .. che ci hanno invaso e ci tolgono il lavoro .." ma la verità è che nascondiamo il nostro povero animo egoista e cieco dietro la realtà di avere perso quella che è la nostra storia, la nostra appartenenza ad un popolo che ha scelto di scrivere nella propria costituzione i principi di libertà, di eguaglianza, di accoglienza. VERGOGNA anche solo per non indignarsi davanti a certi accadimenti.
  • INVECE L' AVETE DOVUTA SCRIVERE

    06-07-2016 15:13 - #4
    Invece l' avete dovuta scrivere, è successo, anche qui da noi dove non succede mai niente, dove siamo diversi, siamo tranquilli, dove i guai li portano quelli venuti da fuori - non parliamo nemmeno di tutti questi negri, zingari stranieri che ci hanno invaso ci tolgono il lavoro e gli paghiamo 30 euro a giorno per non dare la pensione ai nostri -.... Adesso tocca a Polizia, avvocati, Procura della Repubblica e via discorrendo e sarà battaglia dura tra avvocati che racconteranno come i mass media abbiano creato un caso che non esiste, che i processi si fanno in tribunale e dimostreremo che la verità è tutta un' altra. Intano uno è morto - o giù di li' - uno andrà (forse) in galera intanto si parlerà e dibatterà. Naturalmente nessuno è razzista e guai a dire che il tifo per la squadra di calcio c' entri qualcosa: lo sport è nobiltà e sacrificio e la Fermana non si tocca, i tifosi sono tutti civili bene educati mai e poi mai si abbasserebbero ad azioni violente (e a chi non ci crede gli spacchiamo la testa !). Povero fratello, scampato ai guai da chissà quale parte del mondo per venire a morire qui da noi, esseri civili e non violenti. Signore accoglilo nella tua Pace, cerca di farci capire che se non possiamo realizzare il mondo perfetto qui da noi, almeno dovremmo realizzare la tutela dell' ordine pubblico e la giustizia, almeno quella umana. Sarebbe già qualcosa. Magari vediamo di vergognarci pure un po'.
  • Alessandro

    06-07-2016 15:10 - #3
    Dichiarate l'identità di questo essere schifoso, tanto lo sanno tutti chi è stato. Non merita di essere tutelato in questo modo. Definirlo cittadino italiano mi indigna profondamente. Manco la stessa nazionalità voglio condividerci. L'unico lato positivo di questa tragedia è che almeno, le strade di Fermo avranno meno sterco in giro.
  • rosa

    06-07-2016 14:27 - #2
    Sempre x la privacy non è dato sapere il nome del bellimbusto che le ha date?Non si doveva arrivare a tanto, mi dispiace.
  • Fabrizio

    06-07-2016 12:42 - #1
    Purtroppo, ho come l'impressione che chi si occupa di offrire ospitalità ai richiedenti asilo, non si preoccupi minimamente del loro inserimento, né del contesto sociale in cui questo dovrebbe avvenire. La nostra è un'isola tranquilla e felice ma anche a Fermo i venti del cambiamento stanno iniziando a farsi sentire in maniera preoccupante: a chi di dovere, leggere questi segnali..........
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